La politica sbarca su Second Life
Qualche giorno fa ho conosciuto Adrienne Brody, il delizioso avatar di una ragazza parigina. Capelli neri corti, occhi azzurri, piena di tatuaggi; a Second Life vive in una comunità francese e si occupa di politica. Lavora – mi ha spiegato – per Ségolène Royale, la prima donna candidata all’Eliseo.
Da qualche tempo, Adrienne ha parecchio da fare: la Royale, infatti, ha appena aperto il suo comitato elettorale su Second Life, chiamato Comitè 748. Un ampio spazio dall’architettura futuristica, dove supporter reali e virtuali si possono incontrare e discutere: si parla a ruota libera, non solo dei temi caldi delle prossime presidenziali francesi, ma anche più in generale di politica, cultura, attualità. C’è anche un auditorium per ospitare meeting e conferenze, vari schermi interattivi da cui ricavare informazioni sul programma della candidata franco-senegalese, e ovviamente, numerosi manifesti elettorali appesi alle pareti semitrasparenti dell’edificio. Cliccando in un angolo su un pulsante rosso si apre una finestra e compare lei, Ségolène, che recita un messaggio di benvenuto e augura a tutti i partecipanti di dar vita ad un dibattito costruttivo e rispettoso delle reciproche opinioni. “Non come i supporter di Le Pen”, mi spiega Adrienne. Già, perché a pochi istanti di teletrasporto dal quartier generale di Ségolène, anche l’estrema destra francese ha la sua rappresentanza virtuale, e lì i toni delle discussioni sono sempre piuttosto caldi. Una cosa, comunque, è certa: dopo i primi esperimenti americani, anche in Europa la politica si sta accorgendo di Second Life.
