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La mela che verrà

Di cosa non parleremo: dei nuovi iPod Shuffle colorati, lanciati ieri da Apple, ad esempio. Poi: della somiglianza tra Windows Vista e Os X, ché tanto ne discettano tutti i giornali e i blog specializzati. E lasciamo pure perdere la diatriba sulla tassa di 1,99 dollari per rendere disponibili le funzionalità dell’811.n sui computer Macintosh, che sta scatenando lunghe discussioni, specie negli States.
E ancora: non vi diremo che l’iPhone è già stato clonato. Dalla Meizu, la ditta cinese che finora ha prodotto il miglior avversario del Nano.
Ma partiamo dall’iPhone per parlare di noi, invece, di cosa ci piace e di cosa vorremmo da un computer. Parliamo dell’interfaccia realmente nuova che il telefono Apple introduce per la prima volta in un dispositivo elettronico, qualcosa che fa immediatamente apparire vecchio il touch screen, la ricognizione della scrittura, le tastiere microscopiche di cui sono dotati gli smartphone attuali.
E poi il sensore di prossimità, l’accelerometro, il sensore di luminosità: tutto quello, insomma, che rende l’iPhone diverso dai concorrenti, ammesso che esistono. Un po’ come per la Wii di Nintendo: l’apparecchio non è davvero rivoluzionario, i giochi nemmeno, ma il telecomando certamente sì. Tanto da trasformare completamente l’esperienza dei giocatori.
Ecco, forse il 2007 è davvero l’alba di una rivoluzione nel modo in cui la tecnologia comunica con l’uomo, e apre la strada ad un futuro in cui continuerà ad essere importante il chip, la memoria, la velocità, ma più ancora conterà la facilità d’uso, la capacità degli apparecchi di assumere di volta in volta funzioni diverse. Una tecnologia meno invasiva e più amichevole, libera da cavi e da complicazioni. E voi, cosa vi aspettate dal futuro?

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