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Svezia, prima l’ambasciata, poi le tasse

In Svezia sembra che prendano molto sul serio Second Life. La settimana scorsa è arrivato l’annuncio della prossima apertura di un’ambasciata virtuale, per promuovere il turismo e far conoscere le bellezze del Paese scandinavo. Si tratterà di un edificio in legno chiaro, dal design essenziale, dove sarà possibile informarsi su come ottenere un passaporto, in che modo raggiungere la Svezia, cosa vedere una volta arrivati. E’ la prima ambasciata ufficiale in Second Life, voluta e gestita direttamente dal ministero degli esteri svedese, e nelle intenzioni di Olle Wästberg, responsabile del progetto, prelude ad iniziative più estese: “In futuro contiamo di acquisire un’intera isola e offrire alle industrie del nostro Paese l’opportunità di stabilire una rappresentanza virtuale”.
Sono molte le ditte grandi e piccole presenti nel gioco online più famoso del mondo, che in questi giorni ha superato i tre milioni di iscritti, ma finora nessun governo ha mostrato di considerare Second Life un possibile ambito di iniziative pubbliche. E qui la Svezia ha dimostrato ancora una volta di essere un passo avanti: “Stiamo pensando di introdurre una tassa sul denaro guadagnato in Second Life”, ha dichiarato qualche giorno fa Dag Hardysson, segretario generale della divisione e-commerce del ministero dell’economia. “Non ci interessano i giocatori normali, ma quelli che hanno fatto della realtà virtuale un business. A loro potremmo considerare di far pagare una percentuale ogni volta che convertono i lindendollari (la moneta ufficiale di Second Life, ndr.) in corone svedesi”.

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