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Due chiacchiere con Max Casacci

Per vedere l’ultimo video dei Subsonica non servirà la tv, ma un pc: “Salto nel vuoto remix” arriverà infatti nella casella postale elettronica degli iscritti alla newsletter della band torinese. Gli oltre trentamila fan già registrati (e quelli che lo faranno in seguito) riceveranno una mail contenente una serie di link: “Prima c’è l’annunciatrice -spiega Max Casacci, chitarrista e produttore dei Subsonica – poi un video dei Petrol, supergruppo nato da una costola dei Marlene Kuntz, un brano degli Ellen Ripley, in cui milita Ninja, infine la nostra nuova clip, in esclusiva per il web”.
Una specie di programma tv personalizzabile, insomma?
“Esatto. Passiamo ore ed ore in studio, tutti i giorni, e ogni momento è registrato in video, come fosse un reality show da Casasonica, che non è solo la nostra etichetta ma anche un luogo dove si incontrano altre band e altre persone. Abbiamo pensato alla newsletter come un canale tv tutto nostro, che ci consenta di fare a meno di intermediari e raggiungere direttamente il nostro pubblico. Potremo rimanere in Piazza Vittorio Veneto nel nostro studio, concentrati sul lavoro, e insieme vicini ai nostri fan”.
Non che i Subsonica siano ignorati dai media…
“Noi no, ma in questo modo possiamo tirarci fuori dai meccanismi commerciali, rinunciare all’apporto di stupidità richiesto da certi programmi tv e fare arte in maniera libera e indipendente. Da una parte, nel video non ci sarà da seguire una storia o inquadrare il gruppo, dall’altra la spesa minore permetterà anche agli esordienti di sperimentare e inventare nuove soluzioni. E la newsletter è anche il punto dove il cerchio si chiude, perchè in futuro consentirà l’accesso allo store, fondamentale non tanto per noi, ma le altre band di Casasonica”.
Ma non bastava un sito web?
“Il sito prevede che i visitatori si connettano con una certa frequenza, mentre la newsletter arriva direttamente a casa, è più vicina all’idea della televisione: la accendo e le notizie scorrono”.
Perché non un podcast, allora, visto che il meccanismo è simile?
“Potrà diventarlo in futuro, stiamo già pensando ad una specie di web tv”.
E YouTube, e MySpace, che ora sembrano diventati i canali preferiti della musica sul web?
“Anche qui, la newsletter offre alcuno vantaggi: rispetto a MySpace, non sei tu che vai a scoprire i contenuti, ma te li suggeriamo noi, e se vogliamo non abbiamo bisogno di aspettare l’uscita di un disco, ma possiamo documentare i vari passaggi della sua realizzazione. E poi, rispetto a YouTube, noi trasmettiamo con una qualità audio e video molto superiore”.
Quanto conta il feedback degli ascoltatori/spettatori?
“Chiaramente siamo con le orecchie tese per cogliere suggerimenti e idee. Però ne daremo anche noi: pensiamo ad esempio di realizzare un video per spiegare come si registra un disco in poche e semplici mosse. Poi ci piacerebbe far funzionare questa esperienza come un connettore tra le realtà indipendenti, sarebbe bello crescere e creare un network in grado di reagire alle restrizioni e alle difficoltà economiche che da sempre affliggono il mondo dell’underground”.
Caparezza, Piotta, adesso voi: come mai tanti artisti famosi aprono etichette per lanciare nomi nuovi? E’ un debito di riconoscenza?
“Il contatto con le esperienze che nascono è sempre stimolante, e per noi significa soprattutto ricostruirci un piccolo habitat familiare e tornare alla dimensione giocosa degli inizi. Un modo di dimenticare per un po’ il sistema della promozione musicale, che in Italia è calibrato per la musica leggera, e dove noi continuiamo ad essere degli alieni”.
E il nuovo album?
“Con l’aiuto della nostra consulente astrologica abbiamo appena stabilito una data e dato inizio ufficialmente ai lavori. Nelle prossime settimane cominceremo a scrivere e registrare: credo che il disco nuovo dei Subsonica potrebbe essere pronto entro l’anno”.

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