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Una mail molto istruttiva

Della multa di 1,52 miliardi di dollari che Microsoft dovrebbe pagare ad Alcatel-Lucent ha scritto Maurizio Molinari sulla Stampa. Il mio contributo consisteva in una breve storia dell’Mp3 e in qualche domanda al prof. Leonardo Chiariglione, che ha ritenuto in seguito di precisare alcuni dettagli e di correggere non tanto me, quanto piuttosto la mia fonte: Wikipedia.Ecco la mail, senza toccare una virgola. In nero il testo dell’articolo, in rosso la mia risposta, in blu il commento successivo di Chiariglione.

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Salve,non so perchè, ma non riesco a scrivere usando la mail del giornale.

Prendo il suo testo e commento ove richiesto

Storia e preistoria

Tutto cominciò nel 1991, all’università di Hannover.

Non so perché il 1991. L’anno non mi dice nulla. Se proprio si vuol dire una data questa potrebbe essere il 29-30/11 e 1-2/12 1988 quando MPEG tenne la sua 4a riunione ad Hannover (http://www.chiariglione.org/mpeg/meetings.htm), i primi due giorni presso la Thomson per questioni video e i secondi due giorni presso l’Università di Hannover per la prima riunione del gruppo audio.

Da Wikipedia: A working group consisting of Leon Van de Kerkhof (The Netherlands), Gerhard Stoll (Germany), Leonardo Chiariglione (Italy), Yves-François Dehery (France), Karlheinz Brandenburg (Germany) took ideas from Musicam and ASPEC, added some of their own ideas and created MP3, which was designed to achieve the same quality at 128 kbit/s as MP2 at 192 kb/s.

Da Wikipedia: All algorithms were approved in 1991

[LC: questo è un noto problema di Wikipedia. Chi ci scrive spesso non sa o, peggio, lo fa con un secondo scopo. Quasi tutto quello che è scritto è sbagliato o, almeno, gravemente superficiale. Per esempio nella lista dei partecipanti (il gruppo audio ha sempre contato circa 40 persone) non c’è Nikil Jayant dei Bell Labs che adesso, dopo la recente sentenza, sono riconosciuti come decisamente importanti. Io, poi, non ero “membro del gruppo audio”in quanto presidente di tutto l’MPEG ed ho partecipazione ai lavori del gruppo solo per questioni di emergenza (e se ne sono state!)]

Già da anni la musica digitale era entrata nelle case dei consumatori con il compact disc, ma con l’idea del Fraunhofer Institut al centro della riproduzione sonora fu messo per la prima volta un computer e non un apparecchio progettato espressamente per l’audio.

Che Fraunhofer abbia avuto per prima questa idea non è vero. L’idea girava da decenni e fu la motivazione per cui così tante aziende, centri di ricerca ed università investirono in questo campo.

Sto pensando dalla parte del consumatore: prima dell’invenzione degli Mp3 non si pensava comunemente al computer come ad un oggetto per riprodurre musica.

[Non posso sapere che cosa frullasse nella testa della gente di Fraunhofer, ma non penso che la musica sul PC di casa sia stata un loro obiettivo. Infatti Fraunhofer negli anni successivi all’approvazione dello standard MP3 ha fatto applicazioni professionali, fatte con hardware dedicato]

Era però necessario ridurre le dimensioni dei file musicali perché potessero essere registrati sugli elaboratori domestici, che allora avevano hard disk meno capienti. Grazie al lavoro di Karlheinz Brandenburg

Karlheinz ha di sicuro avuto un ruolo importante ma, come dimostrato dalla recente sentenza americana, altre aziende avevano sviluppato brevetti relativi ad MP3. Pertanto personalizzare MP3 su Brandenburg non è corretto e le potrei fare una lista di persone che andrebbero ricordate. È invece corretto dire che MPEG fu l’ambiente in cui i contributi delle diverse aziende partecipanti furono integrati in un processo collaborativo il cui risultato fu lo standard MP3.

e alle intuizioni del torinese Leonardo Chiariglione,

Come penso di averle detto a Shanghai, il mio ruolo fu quello di ideare e costituire l’ambiente in cui una moltitudine di processi collaborativi che hanno portato a standard di successo come l’MP3 hanno potuto aver luogo.

Certo, come è improprio definirla “il papà” dell’Mp3. La Stampa è un quotidiano, non posso fare un elenco completo, e d’altronde è chiaro fin dall’inizio che si parla di università e centri di ricerca, non di una o due persone.

[LC: sì, però sarebbe utile che si scrivesse una volta per tutte che

1. MP3 è uno standard dell’ISO

2. sviluppato collaborativamente dal gruppo MPEG

3. con la partecipazione di tutte le principali aziende ICT

]

fu definito un modello matematico che permetteva di eliminare dal file originale i dati non strettamente necessari, mantenendo tuttavia un livello accettabile di fedeltà. Il formato si chiamava Mpeg-l Layer 3, ma nel 1995 fu ribattezzato Mp3.

Guardando la mia corrispondenza elettronica di quegli anni vedo che il nome MP3 fu deciso nel 1997.

Da Wikipedia: The filename extension .mp3 was chosen by the Fraunhofer team on July 14, 1995

[LC: forse, ma il nome fu deciso solo nel 1997]

L’unico ad avere successo è stato iTunes Music Store di AppIe, oggi il primo distributore di musica sul web, con oltre due miliardi di brani venduti dall’aprile 2003.

Questo è un commento personale che non c’entra con le questioni MPEG. iTunes Music Store non ha successo (a meno di definire che cos’è il successo). Visto che Apple non ci guadagna una lira dico che non ce l’ha. Anche per le case discografiche non è un successo visto che l’industria musicale ha fatturato circa 200 miliardi di dollari negli ultimi 5 anni (da quando è partito iTunes),e quindi parliamo dell’1% delle vendite.

iTunes Store è l’unico che ha avuto successo, che poi ci guadagni è un altro conto: nessun servizio di vendita di file musicali online ha venduto altrettanto, questo è un fatto.

[LC: nel mondo dei ciechi i monocoli sono re, ma questo non dà due occhi ad iTunes che non può essere definito un successo perché nessuno ci guadagna. Questa però è un’osservazione personale dettata dalla necessità di contrastare la pubblicità dell’IFPI che vuol far vedere che la sua politica di opposizione totale all’MP3 sta pagando, mentre è proprio il contrario]

Non sono in realtà Mp3, ma file Aac, che consentono di controllare i diritti d’autore, permettendo un numero limitato di copie su altri apparecchi e la masterizzazione su cd.

AAC è un altro standard MPEG, ma la protezione non viene dal formato AAC, ma dal DRM di Apple chaimato FairPlay.

Ho fatto un intero articolo due settimane fa su Fairplay e nel paragrafo successivo si accenna proprio alla questione del Drm. Qui mi premeva far notare che i file di iTunes non sono tecnicamente Mp3, e che sono protetti. Una svista c’è, tuttavia: al posto di “e”, ho scritto “che”.

ma file Aac, e consentono

Le sarei grato se, alla prossima occasione, potesse riportare correttamente i fatti citati.

Grazie

Leonardo Chiariglione

Non solo sarò attento a riportare correttamente i fatti citati, ma – ed è questa la lezione – sarò più cauto nel ricorrere a Wikipedia! La ringrazio per le precisazioni e per la disponibilità che anche stavolta ha dimostrato.

Buona domenica!

[LC; altrettanto!]

Bruno Ruffilli

Leonardo Chiariglione, Ph. D.

Digital Media Strategist

http://www.cedeo.net/

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