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I due volti della legge

La tecnologia invoca la legge: per conservare un sistema chiuso, nel caso di Viacom che fa causa a YouTube, per crearne uno aperto, nel caso di iTunes, che limiterebbe pesantemente i diritti degli utenti, secondo la commissaria europea per la protezione dei consumatori Meglena Kuneva.
I fatti: dopo mesi di trattative che non hanno portato a risultati apprezzabili, Viacom ha depositato ieri presso la Corte federale di New York un atto di citazione nel quale accusa il motore di ricerca e la sua video community di aver trasmesso sul web almeno 160mila filmati (visti 1,5 miliardi di volte) senza autorizzazione, diffidando Google e YouTube dall’ulteriore diffusione di materiale coperto dai diritti d’autore. Dietro la mossa di Viacom (proprietaria tra l’altro di Mtv e Paramount) si nasconde in realtà un accordo con Joost, una televisione via web attualmente in fase sperimentale, che a giugno dovrebbe partire con una grande offerta di show tv e film tv. Assicurare al nuovo servizio una buona quantità di contenuti interessanti per gli spettatori è l’unico modo per garantire anche l’interesse degli inserzionisti pubblicitari, che vedono in Joost una possibilità di raggiungere target molto precisi di ascoltatori, distinti per età, interessi, zone geografiche. Così, per reazione, dopo la diffida di Viacom, YouTube aveva stretto un’alleanza con la Bbc per distribuire sul web news e show prodotti dall’emittente inglese: anche qui il punto è rendersi interessanti per gli inserzionisti, visto che i contenuti video prodotti dagli utenti di Youtube sono sì in quantità enorme, ma di rado di qualità accettabile.
Nel caso iTunes, invece, la legge dovrebbe consentire agli utenti di ascoltare i brani acquistati sul negozio online di Apple con lettori di ogni tipo. Attualmente, infatti, le canzoni sono compatibili sono con gli iPod o con computer dotati del software Apple: «È giusto – ha chiesto l’iperattiva (e molto assetata di visibilità, ci dicono) Kuneva – che un Cd possa essere riprodotto da tutti i lettori, mentre un brano di iTunes può essere riascoltato solo su un iPod?». Ed è giusto che i vari iTunes Store vendano brani e video musicali solo su base nazionale, contravvenendo alle regole del mercato europeo? Il caso nasce dalle numerose denunce di associazioni dei consumatori in tutta Europa (Danimarca, Finlandia, Francia,
Germania, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, mentre in Italia c’è una petizione di Altroconsumo) e vede coinvolta, oltre alla Kuneva, anche la commissaria alla concorrenza Neelie Kroes.
Obiettivo è verificare se effettivamente le limitazioni imposte su iTunes dal colosso informatico violino le regole comunitarie sulla libera competizione e sulla tutela di chi acquista musica on line, configurando una sorta di abuso di posizione dominante, come nel caso recente di Microsoft. Nell’ambito dell’indagine dovrebbero essere al più presto ascoltati anche i vertici di Apple, ma al momento sembra non sussistano gli estremi per una procedura antitrust a carico dell’azienda di Jobs, leader assoluto del mercato della musica digitale con oltre due milioni di brani venduti in quattro anni.

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