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Un’amante tutta curve e pixel

Se non è vera, la mail che ha ricevuto Dan Savage è verosimile. Nella sua rubrica Savage Love, sulle pagine di un giornale di Minneapolis, qualche giorno fa il giornalista ha dato spazio ai dubbi di un lettore che dichiarava di aver avviato un’intensa relazione sessuale con una sconosciuta e di sentirsi in colpa per aver ingannato la moglie, tenendola all’oscuro di tutto.

Fin qui niente di nuovo: però la particolarità del caso è nel fatto che il tradimento è avvenuto nel mondo virtuale di Second Life, e che l’amante, per quanto procace e focosa, è fatta di pixel e non di carne. Mia moglie – spiega l’anonimo lettore – ha subito chiarito che considera il sesso in SL come un adulterio. “Io non sono d’accordo. Lo vedo come una specie di pornografia interattiva”. E darsi delle regole non basta: “Non lo faccio mai quando è in casa lei; non sarebbe contenta se sapesse delle mie attività su Second Life”, prosegue il tormentato 42enne. “Detesto mentirle, però mi sto divertendo molto, e sto realizzando fantasie che altrimenti sarebbero destinate a rimanere tali”.

La risposta di Dan Savage è pragmatica e articolata in due punti. Primo, un certo riserbo è necessario, perché nessun matrimonio e nessuna relazione sentimentale  sopravviverebbero alla sincerità più completa. Secondo, ognuno ha diritto alle proprie fantasie, e non è detto che debbano coincidere con quelle del partner. Così l’adulterio virtuale ha tutti i vantaggi di quello vero, e nessuno (o quasi) degli svantaggi. Tipo scoprire che il proprio marito nella sua reincarnazione di bit è in realtà una donna. Lesbica, magari.

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