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Scrittori che cantano, cantanti che scrivono

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“Parlare di musica – ebbe a dire anni fa Elvis Costello – è come danzare di architettura”. Eppure di musica si parla e si scrive ogni giorno, nei giornali, nei siti internet, in tv, alla radio. E nei libri, come mostra la Fiera di quest’anno, che si è chiusa ieri sera con la presentazione di Luciano Ligabue. Parole e Canzoni, libro con dvd edito da Einaudi e curato da Vincenzo Mollica. Il cantautore di Correggio ha recitato soltanto alcuni testi, ma il suo showcase era affollatissimo, in un’edizione dove c’è stato spazio per Al Bano e la sua autobiografia, per i Subsonica, per Johnson Righeira (alla presentazione del romanzo di Giuseppe Culicchia), per un concerto dedicato alle meduse e molto altro. Domenica, ad esempio, Simone Cristicchi in mattinata ha discusso di disagio psichico ad un incontro organizzato dall’Istituto per il Libro, e in serata ha cantato; d’altronde il Salone si era aperto con la musica degli Avion Travel e Boosta, subito dopo la lectio magistralis di Umberto Eco, a segnare che davvero i confini tra parola scritta e cantata si confondono sempre più.

L’editoria musicale in Italia è da tempo in crescita: accanto alle centomila copie di Le mie canzoni di Vasco Rossi, pubblicato da Mondadori due anni fa, o alla storica Arcana, che per prima ha scommesso sul pop e rock, si moltiplicano le iniziative di nomi grandi e piccoli. Editori Riuniti presenta una nuova collana, “Parole e musica”, con Zona si parla del Libretto Mosso del Mei, che racconta i primi dieci anni di storia del Meeting delle etichette indipendenti, la seriosa Donzelli espone una decina di volumi a carattere musicale. E negli spazi dedicati si trovano chicche, curiosità, anteprime: Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus e il suo nuovo disco, uno spettacolo di Gianmaria Testa, Angelo Branduardi che discetta sulle origini della musica, Alioscia dei Casino Royale e Oskar degli Statuto che spiegano come nascono le loro canzoni. Se Minimum Fax pubblica un bel volume dedicato a Miles davis, negli stand aumentano i libri ibridi, che includono cd o dvd, rendendo sempre più labile il confine tra i mezzi espressivi e più difficile la classificazione. Da Stampa Alternativa, ad esempio, c’è la nuova edizione della collana Sonic Book, che unisce una breve biografia di musicisti e band ad un mini-cd con brani rari (tra i nomi, i R.E.M. Tim Buckley, Chemical Brothers e altri), ma anche un volume a metà tra biografia e romanzo, come Angela, angelo, angelo mio, io non sapevo, di Francesca De Carolis, dedicato al pianista jazz Luca Flores. L’idea seduce anche Castelvecchi, che mentre apre un negozio virtuale su Second Life, pubblica nel mondo reale Unplugged, l’autobiografia del bluesman Roberto Ciotti con prefazione di Renzo Arbore e un cd di brani acustici.

Tuttavia, se aumenta il numero dei libri musicali, non sempre si può dire altrettanto per la qualità: scampoli di interviste cuciti insieme, raccolte di banalità, volumetti fastidiosamente agiografici, buoni solo per i fan capaci di ignorare le traduzioni approssimative e la grafica caotica. Gli altri faranno meglio a rivolgersi a manuali, enciclopedie, dizionari, oppure ai libri fotografici, che non invecchiano come le raccolte di testi: il più recente è Jim Morrison di Frank Lisciandro (Giunti), omaggio in immagini al leader dei Doors nel quarantennale della sua morte.

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