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The National: Boxer

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In attesa del nuovo disco degli Editors, che tarda ad arrivare sia nella versione promo che in quella leaked, provo a sentire i National, su consiglio di Pitchfork.

E ben me ne incoglie, chè i cinque americani suonano un po’ come gli Editors, per davvero. Oppure come gli Interpol? O come i Joy Division? Diciamo che qui il vocione del cantante è più tra Nick Cave e Tindersticks, e di elettronica ce n’è assai meno. Però però, che gran disco è Boxer, il loro quarto album: un tocco di U2 in Slow Show, il piano di Sufjan Stevens in Ada, la splendida (fin dal titolo) Squalor Victoria, la bella intro di Fake Empire. Tutto perfetto per lottare contro il sole che avanza, i colori che si fanno più forti, il caldo che sale, l’estate che arriva: perchè, davvero, se si tratta di passare attraverso i mesi oscuri di aprile e maggio, questo disco è l’aiuto che ci vuole.
Chissà perchè mi vengono in mente pure i Church, un disco bellissimo con una stella marina, una cassetta rovinata, una vacanza in Croazia una vita fa.

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