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Archivio per maggio 2007

Madonna, è gratis!

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L’ultima canzone di Madonna non si trova nei negozi, ma si scarica gratis da internet, e legalmente. Hey You è un brano inedito composto dalla signora Ciccone in Ritchie e disponibile per il download sul sito di Msn Live solo fino al 23 maggio. Per ogni canzone scaricata (in formato Wma per Windows, oppure Mp3 senza Drm, compatibile con tutti i computer e tutti i lettori), Microsoft donerà 25 centesimi di dollaro alla Alliance for Climate Protection, un’organizzazione non governativa che cerca di combattere gli effetti del surriscaldamento del clima terrestre.
E anche la canzone di Madonna affronta il tema dell’ecologia, sia pure su scala assai globale: “Ama prima te stesso, poi potrai amare qualcun altro / se puoi cambiare qualcun altro allora puoi salvarlo”. Non proprio un proclama verde, insomma, ma più che altro un invito alla convivenza pacifica e al rispetto reciproco: anche quelli di Hey You, come altri testi della ex Material Girl, non saranno ricordati come fulgidi esempi di letteratura, ma se non altro mostrano come il suo impegno politico non sia stato solo un’ invenzione di marketing. L’esperimento fallì quattro anni fa con American Life, in cui la regina del pop si scagliava contro Bush e guerra in Iraq: l’album vendette poco (per gli standard di Madonna, ma comunque intorno ai quattro milioni di copie), la critica e il pubblico non sembrarono convinti dalla sincerità delle sue proteste e delle sue prese di posizione. E tuttavia, Hey You non è un riempipista da discoteca come quelli di Confessions On A Dancefloor, ma una ballata per voce e chitarra che ricorda proprio le atmosfere di American Life. La canzone è prodotta da Pharrell Williams dei N.e.r.d., già al fianco di personaggi come Kelis, Justin Timberlake e Britney Spears, e – sembra – coinvolto anche nel prossimo album della cantante americana, in uscita entro l’anno.
L’appuntamento per ascoltare dal vivo il nuovo brano è per il 7 luglio, in occasione di Live Earth, il megaevento musicale per combattere il riscaldamento globale, orgganizzato da Al Gore. Madonna si esibirà allo stadio Wembley di Londra, insieme a Black Eyed Peas, James Blunt, Red Hot Chili Peppers, Duran Duran e molti altri.

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A cosa serve un bimestrale su Second Life?

19 maggio 2007 1 commento

Anche l’Italia ha la sua rivista dedicata a Second Life: si chiama 2L ItaliaWorld ed è uscito da poco il primo numero (si può scaricare da www.2litaliaworld.it). Grafica elementare, ma argomenti interessanti e non scritti male, segno che gli avatar che la realizzano conoscono bene l’italiano. La sola vera perplessità, che però potrebbe rendere la rivista poco più che uno sforzo accademico, è la periodicità: un bimestrale su Second Life rischia infatti di essere vecchio appena viene pubblicato.   

 

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Perché Trent Reznor è un genio

O almeno, perchè quelli che curano il marketing per il nuovo disco dei Nine Inch Nails lo sono: l’ultima trovata, in occasione del lancio americano di Year Zero, è una segreteria telefonica, cui chiamare per lasciare il proprio numero. Dopo qualche tempo arriva una telefonata e ti dicono dove trovarti (a 5 minuti di auto dalla fontana di Echo Park, a Los Angeles). Quando sei lì, un’altra chiamata ti avverte dell’orario. Arriva un autobus e ti porta in magazzino dismesso, dove c’è un tizio che fa un discorso molto forte sulla libertà di pensiero. Poi giù nei sotterranei, dove all’improvviso vedi i Nine Inch Nails che suonano. Sei canzoni, tutte ovviamente dal disco nuovo, interrotte dall’arrivo della polizia. Spari, confusione, gente che si accalca verso le uscite. Fuori un altro autobus ti riporta a Echo Park.

Tutto finto, ovviamente, a parte la musica, ma tutto straordinariamente vero, come racconta qui un testimone.

E qui ci sono i video

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Scrittori che cantano, cantanti che scrivono

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“Parlare di musica – ebbe a dire anni fa Elvis Costello – è come danzare di architettura”. Eppure di musica si parla e si scrive ogni giorno, nei giornali, nei siti internet, in tv, alla radio. E nei libri, come mostra la Fiera di quest’anno, che si è chiusa ieri sera con la presentazione di Luciano Ligabue. Parole e Canzoni, libro con dvd edito da Einaudi e curato da Vincenzo Mollica. Il cantautore di Correggio ha recitato soltanto alcuni testi, ma il suo showcase era affollatissimo, in un’edizione dove c’è stato spazio per Al Bano e la sua autobiografia, per i Subsonica, per Johnson Righeira (alla presentazione del romanzo di Giuseppe Culicchia), per un concerto dedicato alle meduse e molto altro. Domenica, ad esempio, Simone Cristicchi in mattinata ha discusso di disagio psichico ad un incontro organizzato dall’Istituto per il Libro, e in serata ha cantato; d’altronde il Salone si era aperto con la musica degli Avion Travel e Boosta, subito dopo la lectio magistralis di Umberto Eco, a segnare che davvero i confini tra parola scritta e cantata si confondono sempre più.

L’editoria musicale in Italia è da tempo in crescita: accanto alle centomila copie di Le mie canzoni di Vasco Rossi, pubblicato da Mondadori due anni fa, o alla storica Arcana, che per prima ha scommesso sul pop e rock, si moltiplicano le iniziative di nomi grandi e piccoli. Editori Riuniti presenta una nuova collana, “Parole e musica”, con Zona si parla del Libretto Mosso del Mei, che racconta i primi dieci anni di storia del Meeting delle etichette indipendenti, la seriosa Donzelli espone una decina di volumi a carattere musicale. E negli spazi dedicati si trovano chicche, curiosità, anteprime: Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus e il suo nuovo disco, uno spettacolo di Gianmaria Testa, Angelo Branduardi che discetta sulle origini della musica, Alioscia dei Casino Royale e Oskar degli Statuto che spiegano come nascono le loro canzoni. Se Minimum Fax pubblica un bel volume dedicato a Miles davis, negli stand aumentano i libri ibridi, che includono cd o dvd, rendendo sempre più labile il confine tra i mezzi espressivi e più difficile la classificazione. Da Stampa Alternativa, ad esempio, c’è la nuova edizione della collana Sonic Book, che unisce una breve biografia di musicisti e band ad un mini-cd con brani rari (tra i nomi, i R.E.M. Tim Buckley, Chemical Brothers e altri), ma anche un volume a metà tra biografia e romanzo, come Angela, angelo, angelo mio, io non sapevo, di Francesca De Carolis, dedicato al pianista jazz Luca Flores. L’idea seduce anche Castelvecchi, che mentre apre un negozio virtuale su Second Life, pubblica nel mondo reale Unplugged, l’autobiografia del bluesman Roberto Ciotti con prefazione di Renzo Arbore e un cd di brani acustici.

Tuttavia, se aumenta il numero dei libri musicali, non sempre si può dire altrettanto per la qualità: scampoli di interviste cuciti insieme, raccolte di banalità, volumetti fastidiosamente agiografici, buoni solo per i fan capaci di ignorare le traduzioni approssimative e la grafica caotica. Gli altri faranno meglio a rivolgersi a manuali, enciclopedie, dizionari, oppure ai libri fotografici, che non invecchiano come le raccolte di testi: il più recente è Jim Morrison di Frank Lisciandro (Giunti), omaggio in immagini al leader dei Doors nel quarantennale della sua morte.

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I Linkin Park sono cresciuti

10 maggio 2007 12 commenti

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Questa volta la Warner sembrava esserci riuscita: quelli che hanno provato a scaricare illegalmente dal web il nuovo album dei Linkin Park, si sono ritrovati tra le mani una ventina di canzoni più o meno nello stile della band americana, ma inequivocabilmente false. Le chitarre suonano quasi come dovrebbero, la voce dell’ignoto cantante assomiglia a quella di Chester Bennington, un accenno di rap è effettivamente presente. Ma il terzo album dei Linkin Park sarebbe davvero deludente se fosse quello che circola sul web: canzonacce urlate, zero inventiva, suoni sentiti già mille volte. E invece, a cercare meglio, il vero Minutes To Midnight salta fuori dalle pieghe di internet, e ha dodici brani come l’originale, tutti indubbiamente nati dalla penna di Mike Shinoda e compagni, tutti al livello di Hybrid Theory (2000) e Meteora (2003).
I Linkin Park hanno venduto quaranta milioni di copie dei due dischi precedenti, e il loro nuovo album è uno dei più attesi dell’anno: erano quindi imponenti le misure di sicurezza per impedire che il disco circolasse in anticipo sulle reti Peer To Peer. Ma anche stavolta, nonostante le guardie, i controlli, i sistemi elettronici, i leakers sono riusciti a battere una multinazionale.
Che poi questo farà vendere meno il disco, è da dimostrare. Intanto perchè con ogni probabilità i veri fan acquisteranno il cd nei negozi, magari nella versione limitata con video, foto e altri contenuti multimediali, mentre molti di quelli che ascoltano solo Mp3 (e sono la maggioranza tra i ragazzi) lo avrebbero comunque scaricato illegalmente, giorni o settimane dopo l’uscita ufficiale. Certo, c’è sempre iTunes Store e altri servizi web dove sarà possibile acquistare l’album a partire da venerdì, mentre già da un mese è disponibile per il download il singolo, What I’ve done.
Il singolo è un’ottima chiave di lettura per l’intero Minutes To Midnight. Inizia in sordina, e subito esplode nel ritornello, come due grandi successi dei Linkin Park, Numb e In The End, però stavolta manca il solito mix tra rap e rock duro che era diventato un marchio di fabbrica della band californiana. C’è solo il secondo, ma fatto molto bene, come dimostra anche la tostissima Given Up, con una straordinaria prova vocale di Bennington (vedremo però il 15 giugno all’Heineken Festival, se è riproducibile dal vivo il lunghissimo urlo alla fine del brano). Per il resto, il disco è una svolta, come raccontano gli stessi Linkin Park: canzoni più mature nella scrittura, testi impegnati, arrangiamenti originali e una produzione abilmente sospesa tra pop e rock, opera di Rick Rubin, già al fianco di Red Hot Chili Peppers, Beastie Boys e U2. “Abbiamo composto in un modo nuovo e adoperato strumenti che non avevamo mai sperimentato, come chitarre e amplificatori vintage, il Mellotron e l’originale 808 drum machine di Rick che aveva usato nel primo album dei Beastie Boys. Abbiamo rimesso in discussione ogni singolo momento del nostro processo creativo”, spiega Shinoda. Il rap, comunque, c’è ancora, in Hand Held High ad esempio, ma si affaccia anche un gusto un po’ anni Settanta in un brano come In Pieces.
Registrato in quattordici mesi, partendo da oltre cento demo, Minutes To Midnight non deluderà i fan della band ed entrerà nelle classifiche di mezzo mondo. Di sicuro, però, con le melodie di Shadow Of The Day e gli archi malinconici di In Between, sarà difficile catalogarlo sotto l’etichetta nu-metal, un genere che i Linkin Park hanno inventato, portato a maturazione e adesso abbandonato.

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