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Pedofili virtuali, criminali reali

Fare sesso con un bambino è semplice, nel mondo virtuale di Second Life: bastano cinquecento «Lindendollari», meno di due euro. Questa la cifra che si è visto chiedere Nick Schader, reporter di una tv tedesca, quando ha contattato un gruppo di utenti in cerca di immagini e filmati pedopornografici per un’inchiesta andata in onda qualche settimana fa. Le opzioni che gli venivano offerte erano due: incontri ravvicinati in angoli appartati di Second Life con altri avatar dalle sembianze infantili, oppure file digitali da ricevere per mail, con protagonisti bambini veri. In questo caso, però, il prezzo cresceva.

Proteste
Dai Linden Labs, la ditta californiana che ha inventato il gioco quattro anni fa, arriva la notizia che due utenti, uno di 54 anni e una donna di 27, sono stati radiati dal mondo virtuale in seguito all’episodio riportato dalla tv tedesca, ma c’è anche un comunicato nella homepage: «La varietà delle cose da vedere e fare all’interno di Second Life è quasi infinita, ma la nostra comunità ha chiarito che alcuni contenuti e attività non sono accettabili in alcuna forma. Immagini reali, avatar o altre rappresentazioni di comportamenti a sfondo sessuale che coinvolgano bambini o minori, che rappresentino scene di violenza o chiaramente offensivi non saranno mai permessi né tollerati all’interno di Second Life». E’ una risposta indiretta alle protesta dell’Associazione Famiglie di Francia, che ha annunciato due giorni fa un’azione giudiziaria contro i provider francesi e contro Linden Labs, chiedendo misure efficaci di controllo all’accesso. «In Second Life – scrive l’associazione in un comunicato – si trovano contenuti pornografici e scurrili», ma anche «pubblicità per il tabacco, l’alcol, la droga» e «slot machine virtuali, lotto e lotterie». Tutte cose non adatte ai minori, per i quali invece esiste una Teen Second Life, frequentata solo da ragazzi fra i 13 e i 17 anni.

Vietato ai maggiori
Lanciata all’inizio del 2005, questa versione ridotta di Second Life è accessibile solo da cittadini residenti negli Usa o in Canada, che possono iscriversi fornendo un numero di telefono cellulare, un account Paypal o una carta di credito. In questo modo dovrebbe essere possibile risalire all’identità reale degli utenti, che si suppone siano i genitori, in quanto maggiorenni.

Il paradosso
Così, se esiste un controllo per iscriversi e giocare nella Teen Second Life, entrare nella versione esplicitamente riservata ai maggiorenni è invece molto più semplice: basta avere un indirizzo e-mail. L’iscrizione base è gratuita, ma fino all’anno scorso era comunque richiesto un numero di carta di credito proprio per verificare l’identità dei nuovi membri. Oggi non è più così. E questo è uno dei motivi che hanno portato la popolazione di Second Life a crescere così velocemente, e popolarsi di migliaia di avatar fantasma, entrati nel gioco una sola volta e poi scomparsi per sempre. Intanto, poter sciorinare numeri sempre più elevati significa attrarre i potenziali investitori, un po’ come accade per i programmi tv: più sono seguiti, più sale il prezzo per gli spot.

Affari e malaffari
Già, perché il mondo virtuale è pieno di iniziative sponsorizzate, di eventi di marketing, di pubblicità più o meno esplicite. E il denaro gira in maniera vorticosa: ieri, ad esempio, sono stati scambiati in Lindendollari (la moneta locale) l’equivalente di 1.437.571 dollari reali. Questo raccontano le statistiche ufficiali, che però non specificano l’oggetto delle transazioni: su Second Life, infatti, è possibile acquistare di tutto, dal tatuaggio personalizzato alle isole private, ai biglietti per i concerti. E sono moltissime le agenzie di escort, che propongono compagnia per ogni gusto e ogni momento della vita virtuale o reale. Si può vivere una notte di passione tra i pixel con un’avatar focosa, ma anche chiederle di vedersi al bar all’angolo per un incontro in carne ed ossa: salvo poi scoprire che si tratta di un uomo, visto che non c’è nessuna garanzia sull’identità sessuale degli individui in Second Life, come non è dato sapere se dall’altra parte del monitor c’è un ragazzino. Negli ultimi tempi si moltiplicano anche gli avatar bambini, che si vendono per pochi soldi, come quelli che hanno contattato Nick Schader: un modo semplice per accumulare denaro virtuale, da convertire poi in reale (il tasso di cambio ufficiale è di circa 270 Lindendollari per un dollaro Usa).

In carcere vero
Così, mentre la polizia di Vancouver s’inventa una divisione speciale operante su Second Life, crescono le preoccupazioni per i bambini veri. In Germania, ad esempio, la pedofilia virtuale è considerata un crimine, e i due utenti anonimi identificati dai Linden Labs rischiano fino a cinque anni di carcere. «E’ una questione complessa – osserva il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo – perché la dimensione reale si confonde con quella virtuale. Le emozioni sono molto simili, e se per un adulto il pericolo è di mettere in pratica quello che ha sperimentato in Second Life, per un adolescente o un bambino le conseguenze sul piano psichico possono essere gravi, e causare sofferenze difficili da cancellare». La soluzione? «Inutile illudersi – prosegue Caffo – i sistemi di verifica dell’età non funzionano, e per garantire un minimo di affidabilità richiederebbero investimenti che nessuno vuol fare». Identificare un utente dal suo computer comporta una grave violazione della privacy ed è un’operazione piuttosto complessa, ma a volte paga: martedì scorso, dopo lunghe indagini, la Corte di Appello di Philadelphia ha condannato il trentacinquenne Daniel Voelker per aver mostrato su una webcam la propria figlia di tre anni nuda; da una perquisizione è poi risultato che sul suo computer era registrato materiale pedopornografico. Cinque anni e undici mesi di prigione, più un’inedita pena accessoria: l’interdizione perpetua da internet.

L’ultima trasgressione
Un modo per bloccare sul nascere la pedofilia virtuale ci sarebbe: impedire tramite software che un avatar adulto possa avere rapporti sessuali con un avatar bambino. Semplice, eppure alla Linden Labs pare che nessuno ci abbia pensato. Certo, in questo modo non si cancellerebbe il traffico di immagini e video pornografici con veri minorenni, che avviene perlopiù al di fuori di Second Life e sfrutta il mondo virtuale per allacciare contatti e scambiarsi informazioni. Ma almeno si limitebbero i rapporti sessuali ai soli adulti consenzienti (e agli animali, che pare siano l’ultima frontiera della trasgressione nella Seconda Vita).

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