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Perché Safari su Windows

Il keynote di Steve Jobs all’apertura della Worldwide Developers’ Conference non ha portato le novità di cui da tempo si parlava in Rete: niente personal communicator con Multi touch, niente iMac con case in alluminio, niente iPod rinnovati. E anzi nemmeno il pacchetto iLife 07, che pure erano in parecchi a dare per certo.
Così, mentre il titolo Apple è in calo, la sola sorpresa vera è la nuova versione (Beta, per ora) di Safari, che da oggi è disponibile anche per Windows. Più veloce, ridisegnata nell’interfaccia, l’ultima release del browser di Cupertino prende qualche ispirazione da Firefox (le tabs si possono spostare e ordinare a piacere), ma a quanto pare i primi che l’hanno provata non sembrano entusiasti.

“Apple – ha spiegato Jobs – può contare su 500 milioni di utenti Windows che hanno scaricato e installato iTunes sul proprio computer”, e ora ci prova di nuovo con Safari. Che però serve soprattutto per aprire al mondo delle Finestre la possibilità di creare applicazione per l’iPhone. Già, perché l’altro annuncio di ieri è questo: le applicazioni di terze parti per l’ibrido iPod-cellulare che sarà in vendita negli Usa da fine mese non gireranno direttamente sul sistema, ma all’interno di Safari, che è (anche) il browser dell’iPhone. Saranno, insomma, applicazioni Web 2.0, residenti sul server e non installate nella memoria.

Nei prossimi mesi si moltiplicheranno inevitabilmente i siti web progettati esclusivamente per l’iPhone, che però funzioneranno correttamente su tutti i computer dotati di Safari, anche quelli che girano su Windows. La nuova tecnologia di Apple funziona un po’ come Java (che sull’iPhone non è supportato), è perfettamente indipendente dalla piattaforma, e rende anche assai difficile la diffusione di virus e malware, contribuendo quindi a mantenere sicuro il sistema operativo dell’apparecchio. La nuova tecnologia potrebbe portare grandi novità anche nel design delle pagine web, o finire nel dimenticatoio come i siti Wap ottimizzati per i telefonini.
E’ certamente una mossa astuta, quella di Apple, ma anche un’arma a doppio taglio: negli Usa l’iPhone  sfrutterà per le connessioni internet la rete Gprs/Edge, e la non elevata velocità di trasferimento dati potrebbe rendere più difficile l’uso l’uso di applicazioni  su server remoti. In Europa, dove l’iPhone potrebbe arrivare da subito in una versione con connettività Umts, potrebbero invece scoraggiarne l’uso i costi ancora elevati che quasi tutti gli operatori applicano per il traffico dati.

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