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Second Life, un iPod virtuale?

Torino, ieri. Convegno su “Mondi Virtuali: moda o opportunità per il business?”, chiusura con tavola rotonda e io che modero. Organizzazione discutibile, a dir poco, ma bella sensazione di persone interessate e competenti, sia tra il pubblico che tra gli operatori del settore, come si dice.
Bravo, ad esempio, Nic Mitham, fondatore dell’agenzia di comunicazione integrata K-Zero: “Second Life non è il solo mondo virtuale, e non è nemmeno il più avanzato”, ha sottolineato. “Forse la creatura dei Linden Labs  è destinata a scomparire fra qualche anno, ma resterà l’idea del web basato su immagini in 3D e strutturato sul modello delle “isole”, piccole  nicchie costruite per ristretti gruppi di utenti o consumatori”.

E io ho aggiunto che immagino un giorno in cui avere un avatar sarà come avere un indirizzo e-mail. Con la differenza che ognuno avrà, legato al suo avatar, un bagaglio di video e immagini, testi, link, documenti, che costruiranno la sua vera identità, come fosse un iPod immateriale, uno scrigno segreto con canzoni, video, foto, testi, amici, ma ovviamente anche molto altro. Insomma, un ritratto di chi siamo e chi vorremmo essere, di come ci vediamo e come ci vedono gli altri. Mi pare che assomigli un po’ a Home, il mondo virtuale ideato da Sony per la Ps3, ma c’è anche MySpace, i blog, Twitter, YouTube… Siamo in pieno Web 2.0 e io non ho ancora i finito i compiti del primo volume…

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