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I miracoli dell’iPhone

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Quando nacque l’iPod furono in molti a chiedersi se davvero esistesse un mercato per un walkman da 400 dollari che leggeva canzoni in formato Mp3. Quasi sei anni dopo, i cento milioni e passa di esemplari in commercio sono una risposta eloquente, senza considerare l’enorme impatto che Apple ha avuto sull’industria discografica e della distribuzione di contenuti digitali. Il suo iTunes Store è infatti il terzo negozio musicale d’America e il più grande del web, con oltre due miliardi di canzoni vendute.

La scommessa
Ora Steve Jobs rilancia la sfida. «Apple – disse il 9 gennaio scorso al Macworld – presenta tre prodotti nuovi: il miglior iPod della nostra storia, un rivoluzionario telefono e uno strumento per accedere al Web». Era nato l’iPhone, da oggi in vendita negli Usa, e oggetto di una vera mania, con persone in coda da giorni davanti ai negozi. E la febbre contagia anche la Borsa: ieri, ad esempio, le azioni di Vodafone sono salite del 3 per cento solo perché si è sparsa la voce che potrebbe essere il partner ufficiale di Apple per distribuire l’iPhone in Europa. Già, perché l’ibrido iPod-cellulare si potrà avere soltanto sottoscrivendo un contratto con l’operatore telefonico AT&T (minimo 59,99 dollari al mese per due anni), e sborsando 499 dollari per il modello più economico. Chi avesse intenzione di acquistarlo negli Usa e adoperarlo con la scheda Sim di un altro operatore si ritroverebbe però un apparecchio completamente inutilizzabile, che non funziona nemmeno come lettore Mp3.

Complesso ma semplice
Il malcapitato acquirente potrebbe tuttavia apprezzarne il design di Jonathan Ive, l’inglese che ha dato forma agli iMac colorati e a tutti i computer della Mela dal 1998 in poi. O ammirarne il display da 3,5 pollici, pensato per i video e la navigazione internet, oppure ancora scorrerne la superficie perfettamente liscia, senza tasti, viti, né aperture. Oltre duecento sono i brevetti depositati da Apple per l’iPhone, e molti pure quelli di terze parti, come il Multi Touch, che rende il display sensibile al tocco e permette di comandare tutte le funzioni con un dito. Siamo anni luce lontani dai palmari: la tastiera virtuale permette di scrivere velocemente Sms ed e-mail, grazie a un dizionario interno che intuisce la prossima lettera da digitare e allarga lo spazio destinato a quello specifico tasto.

Evoluzione
Eppure l’iPhone, a ben vedere, ha poco di rivoluzionario, ma adotta al meglio tecnologie esistenti. Dalla console Wii di Nintendo, ad esempio, riprende il sensore di movimento, che orienta il display a seconda che l’apparecchio sia in verticale o in orizzontale, mentre da certi sistemi hifi eredita il sensore di prossimità: se si sta usando il vivavoce e si avvicina l’iPhone all’orecchio, automaticamente si abbassa il volume dell’altoparlante e si spegne il display. Dettagli, certo, ma da sempre Apple punta sull’interfaccia semplice e curata, più che sulle pure prestazioni: per scegliere le canzoni si scorrono le copertine degli album, per ingrandire le foto bastano due dita. Ma non c’è un flash, quindi le immagini con luce scarsa non sono eccezionali.

Le reazioni
E infatti, se le prime recensioni sono positive, molti sottolineano i limiti dell’apparecchio. Innanzi tutto la scarsa velocità di connessione a Internet, paragonabile a quella di un vecchio modem se si usa la rete cellulare, perchè l’iPhone utilizza la tecnologia Gprs e non la più veloce Umts (Apple, però, è al lavoro su una versione 3G): per internet e le e-mail, meglio usare la connessione wi-fi. Poi la batteria, di durata accettabile (fino ad 8 ore di conversazione), ma non sostituibile dall’utente, e infine la lunga lista di funzioni assenti, ormai disponibili anche su terminali economici: non è possibile usare le canzoni come suoneria, non c’è la radio, non si possono effettuare riprese video, inviare Mms, stampare foto tramite Bluetooth. La memoria, di 4 oppure 8 Gb, è occupata in parte dal sistema operativo, che è una versione ridotta di Os X, impiegato sui computer Macintosh; rimane così spazio per 750 o 1750 brani rispettivamente, ma non è possibile impiegare schede aggiuntive. E nemmeno si possono scaricare le canzoni direttamente: occorre prima acquistarle tramite iTunes e scaricarle sul computer, poi copiarle sull’iPhone tramite la connessione Usb.

Marketing
Anche così, il gioiellino tuttofare di Apple è il gadget più desiderato di sempre, tanto che a Cupertino contano di venderne dieci milioni entro il 2008. Ma intanto Steve Jobs ha già raggiunto un risultato storico, almeno per il marketing: una ricerca su Google riporta quasi cento milioni di pagine dedicate all’iPhone. La metà dell’iPod, che è in commercio dall’ottobre 2001 ed è (stato?) la prima icona tecnologica del terzo millennio; però l’iPhone è un prodotto virtuale, che solo poche centinaia di persone hanno visto dal vivo, toccato e usato. Per chi vive negli Usa diventerà reale dalle 18 di oggi, mentre in Europa bisognerà aspettare fino alla fine dell’anno.

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