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Archivio per luglio 2007

Instrumental

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Ladybug

28 luglio 2007 2 commenti

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Adesso corre sul cavo del mouse, dopo un breve volo goffo intorno alla lampada. E’ tornata la coccinella che ogni tanto si fa viva. Sempre verso la stessa ora, l’una di notte, sempre annunciata da un lieve ronzio e una serie di capocciate contro i muri. Stasera è nervosa, ogni tanto tira fuori le ali, si strofina le zampe, si gira intorno e poi cambia direzione all’improvviso.

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Pausa

28 luglio 2007 1 commento

Mi alzo assonnato, vado in bagno, mi siedo al computer. Non l’avevo spento, ormai lo lascio quasi sempre acceso e al mattino è sempre un po’ caldo. Digito non so più nemmeno io cosa, sempre quei dieci-venti siti, più qualche blog che ogni tanto mi piace vedere, per sapere cosa fanno certi miei vecchi amici persi per strada, per seguire la carriera promettente di uno sconosciuto fotografo/writer/grafico, per ammirare le scelte musicali di un altro, con tanto di file da scaricare. Ma mi fermo alla playlist, invento suoni e note per i brani che non conosco, come unendo i punti segnati da numeri potrei disegnare una figura. Poi, dopo un’ora, mi alzo irritato e vado finalmente a lavarmi la faccia. Sono le 8 di mattina e ho giò mal di testa, ovviamente.
Da qualche settimana scrivo meno e mi disperdo di più, perso nelle mille assurde difficoltà che questa casa nuova porta con sè. Mi cerco e non mi trovo, come succede da tempo, e vorrei solo una pausa. Di silenzio, buio e fresco.

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I veri nipotini dei Kraftwerk

Traffic Festival, 12 luglio: suonano i Daft Punk, dopo gli Lcd Soundsystem. L’americano è bravo e divertente, ma i due francesi sono il vero evento dell’estate torinese. Un paio d’ore di musica perfetta, cibernetica, geometrica, disumana. Altro che Human After All
E da adesso non potrò più dire che i Kraftwerk hanno nipotini qua e là: i soli veri eredi sono Thomas Bengalter e Guy Manuel De Homem-Christo, altro che. In comune hanno l’idea dello spettacolo come show multimediale, dove i giochi di luce e le animazioni sono importanti quasi quanto la musica. Li differenzia non tanto l’età, quanto potremmo dire lo spirito nazionale delle composizione: dove i Kraftwerk mescolano melanconia e decadenza teutoniche, i Daft Punk hanno un esprit de finesse tutto francese, peraltro in perfetto equilibrio con l’esprit de geometrie di cui sopra. E nemmeno c’è, nella loro musica, quella vena nostalgica che mi parve di scorgere nel 2005 quando Aphex Twin suonò al Traffic, in una serata-revival dei rave di dieci anni prima. Qua, insomma, si balla e basta, alle spalle non c’è niente, gli occhi sono abbagliati dal futuro, le orecchie allegramente martellate dai bassi. Miglior concerto dell’anno, finora.

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Sehnsucht

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Ahlbeckerstraße 19, Berlin, Deutschland

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