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Radiohead for sale

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Thom Yorke l’aveva detto, tre anni fa, in un’intervista a Time: «Mi piace la gente che lavora alla nostra casa discografica, ma è tempo di chiedersi se davvero ne abbiamo bisogno. E immagino che ci darà una sorta di piacere perverso mandarli a quel paese». L’espressione nell’originale inglese era meno gentile, ma anticipava quello che ieri i Radiohead hanno annunciato dal proprio sito web: finito il contratto con la Emi, il settimo album della band di Oxford sarà acquistabile direttamente tramite internet. In Rainbows – questo il titolo – uscirà il 10 ottobre ed è uno degli album più attesi dell’anno, anzi era previsto per il 2008, ma evidentemente la distribuzione via web ha permesso di tagliare i tempi.
La vera rivoluzione non sta però nella modalità di vendita diretta, già adottata da altri musicisti, quanto semmai nella definizione del prezzo: è chi acquista l’album a decidere quanto costa. Si può pagarlo una sterlina o dieci, più una piccola percentuale per la transazione con carta di credito. A prezzo fisso, invece (57 euro) viene venduta la confezione speciale, un cofanetto con due cd e due lp in vinile, con inediti e veste grafica curatissima: ma per averlo i fan dovranno aspettare fino al 3 dicembre.
La mossa dei Radiohead ha preso di sorpresa le case discografiche, snobbate da una delle band più apprezzate e seguite del mondo, ma anche i servizi di download digitale, come iTunes Store. La band di Thom Yorke, infatti, è uno dei pochi grandi nomi ad essere ancora fuori dallo sterminato catalogo del negozio virtuale di Apple, insieme ai Beatles, che però sono attesi a breve. Non si hanno invece informazioni precise sul formato adottato per le dieci canzoni del disco, anche se con ogni probabilità si tratterà di file Mp3 veri, non codificati Aac (come quelli di Apple), e privi di Drm, ossia ascoltabili con ogni lettore digitale e masterizzabili a piacere su cd.
Nei negozi, In Rainbows forse arriverà solo dopo il lancio, o forse non arriverà affatto, come l’ultimo disco di Prince, Planet Earth, che nel Regno unito è stato distribuito in esclusiva con il Mail on Sunday. Per le case discografiche potrebbe essere davvero l’inizio della fine, per i musicisti l’avvio di una nuova era.

Sempre, beninteso, che il computer funzioni, che i dati della carta di credito siano accettati, che la mail dove ricevere il link per scaricare i brani sia stata digitata correttamente, che il sito non sia sovraccarico. Per qualcuno di questi motivi, o forse per tutti, e altri che non conosciamo, ieri non sono bastate tre ore per acquistare il disco. Nel pomeriggio la pagina dove si poteva prenotarlo (www. inrainbows.com) non era raggiungibile, ed è tornata online solo in tarda serata. E allora sono bastati cinque minuti e un Mac per acquistarlo, pagandolo ben 1.97 sterline. Vale di più? Certamente, almeno sulla fiducia, però mi ero indispettito per tutti i problemi tecnici che mi hanno fatto perdere tempo. Da questo punto di vista, iTunes è ancora un modello da imitare.

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