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Police, come scommettere sul passato e vincere il presente

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Dimenticare trent’anni di carriera, milioni di dischi venduti, gli stadi illuminati dalle fiammelle degli accendini. Cancellare i Police e il loro posto nella storia della musica, come se quella di Torino fosse stata la data italiana di una band nata qualche anno fa, che si spartisce la classifica con i Green Day o Avril Lavigne. Possibile?
L’iniziale Message In A Bottle sembra davvero un brano dei Green Day, non fosse per certe finezze di Andy Summers alla chitarra e Stewart Copeland alla batteria. Sollevato il velo della nostalgia, però, altri brani, come Walking On The Moon e Walking In Your Footsteps hanno arrangiamenti un po’ troppo elaborati per gli adolescenti cresciuti con Linkin Park e Britney Spears. Non sono in tanti, certo, e su di loro non fa presa la retorica dei ricordi, ma c’è sempre un sorriso furbo di Sting a rimediare.
Come per le Spice Girls, anche questo è un tour che nasce da un’operazione economica: dal punto di vista artistico non ci sono novità, non un inedito, non un verso cambiato rispetto a venticinque anni fa, non uno straccio di disco nuovo (vedi i Take That). E sì che con un titolo come De Do Do Do, De Da Da Da, i margini di invenzione erano assai ampi; ma quello che nel 1980 era uno sberleffo, nel 2007 è una parentesi divertita in un concerto perfino troppo perfetto.
Su un palco troppo grande per loro, i Police sembrano affiatati e di ottimo umore; la musica che fanno oggi è più rock che punk, con Roxanne che sposta l’ago della bilancia verso il reggae e Wrapped Around Your Finger che apre a nuove suggestioni etniche. Il contrario, insomma, di band da hit parade come Good Charlotte e Tokio Hotel, millimetriche nel calcolare la nicchia di pubblico cui si rivolgono: l’idea vincente di Sting e compagni sta tutta nella commistione di generi e stili.
E tuttavia, se i tre meritano di entrare nella storia della musica è per una canzone, Every Breath You Take, che alle sperimentazioni concede poco: pop purissimo, una progressione armonica semplice semplice, testi che non insultano l’intelligenza. E’ già tanto, di questi tempi, ma i Police non sono una band di questi tempi. Hanno alle spalle trent’anni di carriera, milioni di dischi venduti, e lo stadio Delle Alpi illuminato dai display dei cellulari.

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