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Heima, casa

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Heima, casa. Doppio dvd e doppio cd (Hvarf/Heim) per i Sigur Ros; tra i due, meglio il primo: la musica è in parte la stessa, ma le riprese di Dean DeBlois sono di una bellezza irresistibile, austera e tenera insieme.
Ruscelli e fabbriche abbandonate, mare e ghiaccio, vulcani e caverne: il racconto delle immagini segue quello della musica, tratta da sedici concerti gratuiti tenuti dalla band in Islanda alla fine del tour mondiale di Takk, il loro ultimo disco. Happening gioiosi dall’atmosfera un po’ anni Settanta, feste familiari per bambini, ragazzi, anziani. Tutti ammaliati dai Sigur Ros, che travolgono anche le barriere linguistiche: di rado Jonsi Birgisson canta in islandese, e la maggior parte dei brani sono in “hopelandish”, un linguaggio da lui inventato. Così rimane solo la magia delle canzoni, rarefatte, evocative, lente, che si aprono a volte in improvvise esplosioni di rumore.
Elettronici eppure romantici, folk ma con richiami al rock progressive, i Sigur Ros sono oggi la band islandese più famosa nel mondo, dopo la pioniera Björk. Ed Heima è il loro miglior lavoro, oltre che una delle (poche) uscite da ricordare di questo 2007.

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