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Mondo Marcio e la musica drogata

Gentile, Mondo, o anzi Marcello. Al telefono mi spiega che sì, è occupato a registrare il nuovo disco, ma in fondo ha voglia di parlare. E chiacchieriamo per venti minuti, io a citargli i suoi pezzi che parlano di droghe varie, lui a ridere e smentire… Ne vengono fuori alla fine quattro domandine smilze, e un po’ di leggerezza che mi mancava. Si prende sul serio, ma nemmeno poi tanto, e si vede che è un ragazzo.

Mondo Marcio, tu sei uno dei più famosi rapper italiani.  Ma sarà vero che tre canzoni rap su quattro parlano di droga?
«Tupac ha scritto canzoni su sua madre, sulle ingiustizie sociali, sul razzismo.  Il rap non incita all’autodistruzione, ma apre una finestra su cose di cui non si parla tutti i giorni, e la droga è l’argomento tabù per eccellenza, uno dei primi segnali di ribellione negli adolescenti ».

In Italia com’è la situazione? 

«C’è Maria Maria degli Articolo 31, qualche brano dei Sud Sound System e poco altro; in generale da noi c’è meno droga nei testi, ma più erba nelle tasche dei ragazzini.  E non è detto che sia un bene: negli Usa le leggi sono più severe».

Nelle tue canzoni parli di erba, canne, purple weed, marijuana, hashish, nero charas: non hai paura che qualcuno cominci a far uso di droga dopo aver ascoltato Mondo Marcio?
«Io descrivo quello che vedo intorno a me.  Parlo di violenza e sesso, di soprusi sul lavoro e anche di droga.  Il rap non dà messaggi».
Nella tua autobiografia racconti di aver anche venduto hashish.  Come mai?
«Non era un commercio vero e proprio, volevo solo pagarmi un po’ di fumo per me».
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Categorie:Media, Musica Tag:
  1. adriana
    28 febbraio 2008 a 17:04 | #1

    cosa ne hai tratto dalle sue parole? che idea ti sei fatto….
    non l’ho mai capito sto tipo..

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