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Morrissey, Greatest Hits

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Che cosa rimane oggi del ciuffo di Morrissey, dei gladioli, delle rime con cui ho imparato l’inglese?

Niente, se non qualche disco impolverato e un cd appena uscito con i suoi Greatest Hits. Ovvero qualcosa del primo disco dopo lo scioglimento degli Smiths, nessuna canzone a rappresentare gli anni Novanta, quasi la metà di You Are The Quarry e Ringleader Of The Tormentors. Due inediti così così, una copertina con la sua faccia sorridente, che risalirà ad una decina d’anni fa almeno. Già ai tempi di Hand in Glove avevo il sospetto che i singoli degli Smiths fossero un modo per fregare soldi ai fan, ma la situazione è peggiorata con la produzione di Morrissey solista, dove le canzoni sono normalmente di qualità inferiore e pure le copertine mi sembrano meno belle.

Per quanto ancora sorrideremo ai giochi di parole come quello riprodotto sul suo fondoschiena? Per quanto ancora gli perdoneremo di non essere morto giovane, o scomparso, o sepolto in una biblioteca a spolverare i libri di Oscar Wilde?

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Categorie:Io, Musica Tag:
  1. adriana
    25 febbraio 2008 a 18:05 | #1

    PROBABILMENTE MORRISSEY ::HA SCOPERTO LA SUA VERA FACCIA…. sicuramente molto mediocre l’immagine che dà alla copertina…… un dico fatto a culo? l’hai sentito ? saluti…

  2. 25 febbraio 2008 a 18:22 | #2

    Certo che l’ho ascoltato, prossimamente la recensione (non ce n’è tanto bisogno, in realtà, visto che gli inediti sono solo due)… Prego notare, per gli appassionati, l’assonanaza tra Your Arsenal e la scritta sul didietro del Moz…

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