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Demon Albarn, dai Gorillaz alle scimmie

Dopo due album di enorme successo, Damon Albarn e Jamie Hewlett passano dai Gorillaz alle scimmie. Il nuovo lavoro dell’ex leader dei Blur e del cartoonist inglese s’intitola infatti Monkey: Journey To The West ed è ispirato direttamente ad un poema epico cinese, da cui i due avevano tratto già una piece teatrale presentata a Manchester lo scorso anno.

Il disco non è la semplice colonna sonora dello spettacolo diretto da Chen Shi-zheng, ma rielabora pesantemente la musica di scena e introduce parecchi intermezzi strumentali, arrivando a infilare 22 brani in poco più di un’ora. Un album non certo facile, molto elettronico e cantato in cinese, che però ha debuttato al quinto posto nella top ten britannica. Perché, al di là di tutte le sperimentazioni, il tocco pop di Albarn si riconosce spesso, e brani come Sandy the River Demon o O Mi to Fu non stonerebbero su un disco dei Gorillaz, mentre altrove è più evidente l’influenza dei Blur (I Love Buddha). La musica è stimolante e sempre originale, tuttavia talvolta si avverte che è nata per accompagnare un’azione teatrale e non per vivere di vita propria.

Tra le eccezioni, una delizia kitsch come March Of The Iron Army (a metà strada tra Pet Shop Boys e Michael Nyman) e la delicata Heavenly Peach Banquet. Bello, insomma, ma consigliato solo ai fan: gli altri aspettino il 2009 per il nuovo album dei Gorillaz o riscoprano The Good, The Bad And The Queen, realizzato con l’ex bassista dei Clash Paul Simonon e uscito lo scorso anno.

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