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Ting Tings, We Started Nothing

Prima tormentoni estivi, poi musiche per spot, qualche volta colonna sonora di cinepattoni. Ci sono passati in tanti, da Vasco a Madonna, da Christina Aguilera a Bob Sinclair; e adesso i Ting Tings, duo di Manchester che dopo qualche falsa partenza è approdato finalmente alla luce delle classifiche – anche italiane – e ci è rimasto tutta l’estate. Il loro disco di esordio si intitola giustamente We Started Nothing, ed è vero, perché non c’è assolutamente nulla che non suoni già sentito mille volte.

E però Great Dj, il singolo più famoso, ha un ritornello accattivante, come pure That’s not My Name: perfetti da ballare d’estate, ottimi anche adesso che calano le prime nebbie. Un po’ indie, un po’ dance, un po’ elettronica, con la voce di Katie White come quella di mille altre cattive ragazze del pop: niente di speciale, ma nemmeno sgradevole, proprio come le percussioni di Jules De Martino, l’altro membro della band.

Anche sul tempo più rilassato di We Walk, i Ting Tings riescono a costruire un mix perfetto tra i dimenticati Roxette e i B52’s: pop della miglior acqua, con un tocco alternativo. Tanto che la conclusiva We started Nothing parte come fosse una cover di Smell Like Teen Spirit dei Nirvana, ma bastano sedici secondi perché si trasformi in una canzoncina. L’album, pur divertente, non è esattamente una pietra miliare della musica di oggi; meglio scaricare Great Dj e aspettare che i Ting Tings inventino qualcosa di nuovo: potrebbe essere una  sorpresa.

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