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Tv On The Radio: Dear Science

I Tv On The Radio sono una delle band più quotate del momento, su cui scommettono i magazine inglesi più diffusi e i siti americani più snob. Ma per capire che i cinque di New York sono davvero diversi dagli altri basta ascoltare Dear Science, appena uscito per la storica etichetta londinese 4AD.
Per cominciare, niente di meglio che Family Tree, ballatona tutta chitarre (quelle di Kyp Malone) ed effetti elettronici con la voce nera di Tunde Adebimpe in primo piano a raccontare le raccapriccianti analogie tra un albero genealogico e una forca. Poi Red Dress, che parre un inedito degli Xtc, non fosse per quei fiati troppo funky per essere inglesi. Per il resto il disco è un mix di stili e influenze assai diverse: un momento sembra di riconoscere il miglior Prince (nel singolo Golden Age), ma subito dopo arriva la citazione di Bob Dylan (Shout Me Out).
Più scaltro di Return To Cookie Mountain (2006), più maturo di Desperate Youth, Blood Thirsty Babes, con cui i Tv On The Radio hanno debuttato nel 2004, Dear Science fa a meno di trucchi ed effetti speciali. E scava nel profondo, con testi intriganti e mai banali, ma anche con soluzioni musicali di intelligente originalità (gli archi di Stark and Owl, il quasi-rap di Dancing Choose). Un album a volte euforicamente teso al futuro, altre curiosamente rivolto al passato; lo specchio perfetto dell’America di oggi, sospesa tra speranza e nostalgia: tutto, pur di dimenticare il presente.

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