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ApplePc, i cloni italiani del Mac

E’ una strana storia, quella di ApplePc. Lo scorso venerdì il sito riportava prezzi e caratteristiche di una serie di computer chiaramente pensati per competere con i prodotti di Cupertino, e infatti nella pagina introduttiva si dichiarava con un certo orgoglio: “Noi possiamo offrirvi delle macchine totalmente identiche nelle funzionalità ai computer venduti dalla Apple”. Identiche, salvo che nel prezzo: un computer desktop con specifiche superiori a quelle dell’iMac 24” 2,8GHz costava 549 euro anziché 1599, sia pure senza tastiera e monitor (acquistabili dalla stessa ditta, la romana Informatica Ingegneria).

E’ la politica dei cloni, quella che verso la fine degli anni Novanta era stata prima incoraggiata dalla stessa Apple, poi aspramente combattuta dopo il ritorno di Steve Jobs. Allora, però, la convenienza era limitata, perchè tutti i Mac adoperavano standard proprietari, e non c’era quasi nulla, dal processore alle schede di memoria, che potesse essere condiviso col mercato più vasto ed economico dei componenti per pc. La situazione è cambiata gradualmente, e dall’inizio del 2006, con l’adozione dei processori Intel, l’hardware dei computer Apple è sostanzialmente equiparabile a tutti gli altri, salvo alcuni dettagli (i connettori MagSafe e DisplayPort, ad esempio). Così i cloni sono tornati, e c’è chi ha chiuso prima ancora di aprire, chi invece è diventato famoso più per le battaglie legali in cui sono coinvolti che per i propri prodotti: è il caso di Psystar, che – citata in giudizio per aver infranto alcune norme di copyright – ha pensato bene di controcitare Apple per abuso di posizione dominante.

Non sappiamo quali siano i margini legali in cui si muove ApplePc, però sembrano assai ristretti. E’ vero che la ditta italiana non vende macchine con il sistema operativo installato (come invece fa Psystar), ma i riferimenti ad Apple sono troppi e troppo numerosi per ignorare quello che è il messaggio finale: come sui normali Mac, su questi computer si può adoperare Os X 10.5.5 (e aggiornamenti), quindi non è il caso di spendere il triplo per comprare uno con la Mela. E per chi volesse sfoggiarla comunque, c’è pure quella: grande, un po’ goffa, incollata sul case lucido in sette colori. Così Jobs è sorpassato a destra, e infatti lo slogan del sito è “Think More Different”, scritto pure con lo stesso carattere Garamond usato da Apple.

E però, stranamente, il sito non è più raggiungibile dopo un articolo di Macitynet che per primo ne segnala l’esistenza, poi alcune pagine scompaiono, e infine – quando riappaiono – i computer in vendita sono uguali, ma senza Mela (miracoli di Photoshop). Come nota il blog The AppleLounge, cambia anche lo slogan che pubblicizza il modello intermedio, in diretta concorrenza con l’iMac: anziché “configurato e pronto all’uso”, diventa “configurato e pronto per l’installazione software”. Invariato il prezzo, come pure la garanzia di due anni (Apple si limita a uno). Sparita anche la pagina dedicata ai portatili, qui battezzati MAC Book.Pc, precedentemente in vendita a 459 euro: non sono l’equivalente dei laptop Apple, ma addirittura un modello nuovo: il netbook che Cupertino non ha (ancora?) in catalogo.

C’è solo una mail cui rivolgersi per ulteriori informazioni, nella pagina dei contatti è sparito anche il numero di telefono da chiamare. E tuttavia c’è ancora qualcuno che risponde, e spiega che il nuovo sito sarà online in settimana, con tanto di configuratore per ordinare online cloni Apple personalizzati.  Ma come si installa il software Os X? A sentire il nostro interlocutore, esattamente come si fa su un Mac: non serve essere hacker, non c’è bisogno di inserire chiavette usb con delle patch.

E così, da un garage romano parte la nuova sfida a Cupertino: evidentemente l’hardware è stato modificato in qualche modo, dal momento che non è possibile installare il sistema operativo Apple su un qualsiasi pc Intel, quindi il trucco sta nell’ingannare l’installer e fargli credere che il computer è davvero un Mac. Come tutto questo accada, al momento non è dato sapere, eppure, a dire di ApplePc, funziona.

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