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Le delusioni del MacWorld

Da ieri la musica è un po’ più libera: Apple ha annunciato che entro la primavera i 10 milioni di brani diTunes Store saranno tutti in vendita senza Drm, compatibili con ogni lettore musicale, masterizzabili su compact disc senza limiti, copiabili da un computer all’altro. Finora solo Emi aveva rinunciato ai lucchetti digitali, adesso anche le altre case discografiche hanno trovato un accordo con Cupertino: i brani avranno tre fasce di prezzo (69 centesimi, oltre ai consueti 99, ma anche 1,29 euro) e saranno acquistabili direttamente dall’iPhone utilizzando la rete telefonica.

L’annuncio è importante anche per un altro motivo: non è venuto da Steve Jobs, ma da Phil Schiller, che ha tenuto al suo posto il Keynote di presentazione dei nuovi prodotti al MacWorld di San Francisco. Interrompendo una consuetudine che durava da undici anni, il carismatico capo di Apple aveva anticipato qualche settimana fa che non sarebbe stato sul palco del Moscone Center, e alla vigilia della manifestazione ha scritto una lettera aperta per illustrare le ragioni della sua scelta. Jobs ha spiegato che soffre di uno scompenso ormonale, la cui cura sarebbe «relativamente semplice», e ha sottolineato di poter rimanere ancora amministratore delegato della società. Non è una recidiva del cancro al pancreas che lo ha colpito quattro anni fa, insomma, e però, proprio durante il keynote, un sito di indiscrezioni è stato violato da alcuni hacker che hanno pubblicato la notizia della sua morte.

Apple si identifica intimamente con il suo fondatore, e i suoi problemi di salute hanno spesso causato scossoni in borsa, così Jobs per tutto il 2008 ha cercato di smarcarsi dal ruolo difficile di profeta della Mela, per suggerire a clienti e analisti che l’azienda è guidata da un team capace di raccogliere la sua eredità.

Schiller non se l’è cavata male, ma la presentazione di ieri ha deluso chi si aspettava rivoluzioni: niente Mac Mini, niente iMac, nessun iPhone nano e men che meno la fantomatica internet tablet di cui si parla da anni sul web. L’unica novità hardware è un MacBook Pro da 17 pollici completamente ridisegnato, sulla scia dei modelli lanciati lo scorso ottobre, la cui caratteristica più importante è la durata della batteria, che arriva a otto ore (ma non è sostituibile). Interessanti anche le funzioni introdotte nel software iLife: iPhoto ora permette di catalogare le foto sulla base del luogo dove sono state scattate e Garage Band include le lezioni di musicisti famosi (tra cui Sting) per imparare a suonare, come fosse un videogioco. Rivisto anche iWork, che ora permette di collaborare via web, come la suite office di Google. Era forse troppo poco anche per Jobs, che gli anni scorsi dal MacWorld aveva lanciato l’iPhone e annunciato il passaggio ai processori Intel. Le vere novità di Apple – c’è da scommetterci – arriveranno a breve.

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