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Archivio per aprile 2009

Digitale terrestre, istruzioni per l’uso

“Ci siamo”, esclama Michelle Hunziker. “Ci siamo”, le fa eco Lilli Gruber, e poi rispondono in coro decine di protagonisti della tv pubblica e privata. E’ lo spot con cui viene pubblicizzato il lancio della televisione digitale terrestre in Piemonte,Trentino Alto Adige, Lazio e Campania, dopo le anteprime di Sardegna e Val d’Aosta; entro la fine dell’anno, progressivamente, in queste regioni i canali tradizionali scompariranno dallo schermo per far posto alla nuova tecnologia.  Che però richiede nuovi apparecchi: televisori compatibili o decoder per il digitale terrestre.

Consigli per gli acquisti
E così dal primo aprile 2009 è vietata la vendita di tv che non siano compatibili con il nuovo standard, secondo quanto impone il decreto legge n° 159 del 2 ottobre 2007. O meglio, lo sarebbe: perché nei negozi, invece, ancora si trovano parecchi televisori che fra poco saranno inutili, se non usati con un decoder. Nei centri commerciali bisogna fare attenzione alle superofferte e ai modelli più piccoli, mentre i punti vendita meno frequentati tendono a glissare sull’argomento, magnificando magari le qualità della tv e sorvolando sulla questione del digitale terrestre. Per non avere sorprese, meglio cercare il bollino bianco DGTVi, che identifica i televisori con decoder integrato, compatibili sia con il segnale dei canali in chiaro sia con le offerte a pagamento di Sky.

Cos’è la televisione digitale
Dalla sua nascita, negli anni Venti del secolo scorso, il televisore è cambiato molto: grazie ai transistor, prima, agli schermi Lcd e plasma, poi, è diventato sempre più piccolo e leggero. Non è invece mutata, nella sua essenza, la tecnologia di trasmissione dei segnali: come nel disco in vinile un solco più profondo verrà tradotto in un suono più forte, così nei segnali della tv, un’oscillazione più ampia può indicare una maggiore quantità di bianco nell’immagine. O di colore. E’ una tecnologia analogica, simile a quella della radio o delle vecchie cassette, mentre quella che sta arrivando è una tv digitale, l’ultima tappa (per ora) di una rivoluzione incominciata negli anni Ottanta con il compact disc. Ma la tv di domani non potrebbe esistere senza internet, perché sarà interattiva e personalizzabile, proprio come il web. I vantaggi per gli spettatori dovrebbero essere parecchi: migliore qualità audio e video, un maggior numero di canali, trasmissioni mirate per nicchie di ascolto e aree geografiche.

L’offerta
Al momento, tutto questo fiorire di nuove offerte non c’è stato, anche perché il passaggio definitivo al digitale in tutto il territorio nazionale è previsto per il 2012, in linea con gli altri Paesi dell’Unione europea. La Rai, oltre ai tre vecchi canali ha lanciato Rai4, dedicata ai cinefili, ed  è prevista anche una Rai5, oltre a RaiGulp per ragazzi, RaiEdu, RaiStoria; Mediaset prepara la versione Plus di Canale 5 e ha già un canale di televendite. Resta da vedere se il moltiplicarsi dei canali porterà davvero ad un maggiore pluralismo: i costi e le tecnologie necessari minacciano di tagliare dalla rivoluzione digitale fuori le piccole emittenti locali.

I tempi
Il calendario è assai articolato, e sfoggia tecnicismi anglosassoni che lo rendono ancora più ostico. Il prossimo appuntamento è per il 20 maggio, giorno dello switch-over nel Piemonte occidentale, il 16 giugno sarà la volta del Lazio, il 10 settembre della Campania: da queste date, Rete 4 e Rai2 saranno trasmesse solo in digitale terrestre, mentre per gli altri canali tutto continuerà come prima. Fino al 24 settembre, quando partirà lo switch-off, in Val d’Aosta e poi nelle altre regioni, e si spegneranno progressivamente tutti i canali tradizionali; allora sarà possibile ricevere i programmi televisivi solo con il digitale terrestre. Si calcola che entro i prossimi due anni oltre il 70 per cento della popolazione italiana passerà al digitale (circa 14 milioni di cittadini coinvolti nel 2009 e 23 nel 2010 per un totale di quasi 37 milioni).

I costi
I maggiori produttori di televisori, come Sony e Samsung, hanno in catalogo già da qualche tempo solo apparecchi compatibili con il digitale terrestre,  e il maggior costo del decoder integrato viene assorbito dal costante calo del prezzo degli schermi Lcd e degli altri componenti. Per chi, invece, è affezionato al vecchio televisore, non resta che il decoder esterno: da 30 euro in su, a seconda delle funzioni e della qualità, con speciali contributi per anziani e meno abbienti. Pochi quelli multifunzione, che permettono anche di ricevere le reti satellitari e riduce un po’ il numero di apparecchi e di cavi da collegare alla tv. Certo, cambiare canale diventa complicato: servono almeno due telecomandi, o bisogna rassegnarsi a investire altri 30-40 euro per uno universale e programmabile. Per l’impianto, il digitale terrestre sfrutta le antenne tradizionali, ma bisogna fare attenzione a filtri, derivazioni, amplificatori, che potrebbero non essere compatibili. Più complessa, invece, la situazione per gli impianti condominiali, dove l’intervento di un tecnico sarà necessario.

I dubbi
Così chi non vuol cambiare tv deve rassegnarsi ad acquistare un decoder per ogni apparecchio, con spese non indifferenti e complicazioni di ogni genere. Poi c’è il rischio Grande Fratello: televisori e decoder possono inviare dati di ascolto, abitudini e altro alle reti televisive, e al momento la tutela della privacy non sembra essere esattamente una priorità per il digitale terrestre. Dall’altra parte, però, si avrebbe il vantaggio di poter davvero scegliere i programmi e le trasmissioni in maniera flessibile e la nuova tecnologia potrebbe portare a nuovi format televisivi interattivi. Ma quando?
Ancora, se è vero che con il digitale terrestre la qualità audio e video migliora rispetto ai canali analogici, è anche vero che molti decoder non sfruttano tutte le possibilità attuali di televisori e impianti home theater. Sono pochissimi quelli compatibili con l’alta definizione: nascono già vecchi, sia pure perfetti per le trasmissioni attuali, che appunto non usano il full HD, ma rischiano di diventare inutili entro qualche anno, quando bisognerà di nuovo cambiare standard.

Il calendario
15 Febbraio: Switch-Over in Trentino
20 Maggio: Switch-Over in Piemonte Occidentale (prov. di TO e CN)
16 Giugno: Switch-Over in Lazio (esclusa prov. Viterbo)
10 Settembre: Switch-Over in Campania
14 – 23 Settembre: Switch-Off in Valle d’Aosta
24 Settembre – 9 Ottobre: Switch-Off in Piemonte Occidentale (TO e CN)
15 – 30 Ottobre: Switch-Off in Trentino
26 Ottobre – 13 Novembre: Switch-Off in Alto Adige
16 – 30 Novembre: Switch-Off in Lazio (esclusa prov. Viterbo)
1 – 16 Dicembre: Switch-Off in Campania

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