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iPod Nano 5G, pregi e difetti

Gli iPod Nano venduti in tutto il mondo sono 110 milioni, quasi la metà di tutti i riproduttori digitali firmati Apple. Tanto che oggi il vero erede del primo iPod lanciato nell’ottobre del 2001 è il piccolo lettore a stato solido, che a Cupertino è aggiornato e ridisegnato con una cura che non viene riservata al Classic, rimasto in produzione senza grandi cambiamenti da quasi tre anni. Certo, nell’ultima versione il prezzo è sceso e la capienza dell’hard disk è aumentata, ma la vera novità dell’evento Apple di due settimane fa è stata il lancio del nuovo Nano con videocamera integrata, in vendita a 139 euro per la versione da 8 Gb e 169 per quella da 16.

Hardware
Esteriormente le differenze col modello precedente sono minime: i nove colori disponibili sono più brillanti, lo schermo appena più grande, la click wheel di qualche millimetro più piccola. Sul lato posteriore, il nuovo Nano ha una piccola placca metallica dove sono sistemati la videocamera e il microfono. Anche la confezione è la stessa, ma all’interno è cambiata la cuffia, che ora è uguale a quella dell’iPhone 3GS. Alla prima accensione si nota subito che il display è più ampio e più luminoso, e se usato in orizzontale (l’orientamento è automatico grazie all’accelerometro incorporato) diventa grande quasi quanto quello dell’iPod Classic. Tuttavia il display non è in 16:9, quindi i film sono riprodotti con due piccole bande nere sopra e sotto oppure a tutto schermo, ma leggermente tagliati ai lati; in compenso permette di controllare meglio il menù, che ora è più ricco di voci e davvero ben disegnato, frutto di anni e anni di continui affinamenti. Per film e videoclip, comunque, c’è poco di nuovo, a parte la presenza di un altoparlante interno che permette di ascoltare l’audio senza far ricorso alle cuffiette: nella nostra prova, il volume è risultato accettabile, la chiarezza discreta, ma ovviamente non è possibile pretendere alta fedeltà.

Musica
Per la musica va segnalata la presenza di Genius Mix, una delle funzioni introdotte con iTunes 9: il computer crea automaticamente delle playlist di brani dello stesso genere e poi le trasferisce sull’iPod. Funziona perfettamente e le canzoni scelte sono effettivamente ben assortite, ma non si possono creare nuovi mix sull’iPod, come invece avviene con Genius (che però spazia fra generi diversi). Come nel precedente Nano (e nell’iPhone e nel Touch), e possibile attivare la funzione Shake to Shuffle: basta scuotere l’iPod per passare al brano successivo. Anche sul Nano è ora disponibile VoiceOver: un click prolungato sul pulsante centrale del telecomando e l’apparecchio pronuncerà nome dell’artista e titolo del brano. La qualità dell’audio, come sempre, è eccellente, senza traccia di distorsioni o fruscii; peccato solo per le cuffiette in dotazione, che offrono scarso isolamento dai rumori esterni e una riproduzione di livello appena accettabile.

Radio
Abbiamo sentito con le nostre orecchie Steve Jobs dichiarare che gli utenti di iPod non volevano una radio o un registratore. Ma è passato qualche anno, e ora Apple ha cambiato idea: un registratore vocale era già presente nell’ultimo Nano e sul nuovo è stato ancora migliorato, sia nell’interfaccia che nelle funzionalità, (è possibile marcare i vari capitoli di una registrazione), mentre per la prima volta un lettore di Cupertino integra un sintonizzatore Fm stereo con Rds. E lo fa con tutta la sofisticatezza e semplicità d’uso per cui Apple è famosa: molto elegante nell’interfaccia, con un grande numero centrale a indicare la frequenza, si regola tramite la click wheel e garantisce un’ottima qualità audio anche in zone molto affollate di stazioni. Ma ha una caratteristica che lo rende unico: registra in tempo reale le trasmissioni, così si può mettere in pausa e riprendere l’ascolto più tardi, o saltare le pubblicità, o tornare indietro fino a quindici minuti per riascoltare un brano. E’ un sistema finora applicato solo nel video e certamente unico tra i riproduttori portatili; è semplicissimo da usare, anzi non c’è assolutamente niente da cliccare, settare, controllare: parte automaticamente appena si sintonizza una stazione. Comodo pure iTunes Tagging, che permette di annotare automaticamente autore e titolo di una canzone trasmessa alla radio per acquistarla in seguito dal computer di casa, ma le emittenti che supportano questa funzione sono pochissime (e in Italia nessuna).

Tutti registi
La novità più significativa introdotta con la quinta generazione è però la videocamera. Sulla carta le specifiche non sono granché (Apple dichiara solo che la risoluzione è Vga, ossia 640 per 480 pixel), ma alla prova dei fatti il Nano non se la cava male. I filmati sono fluidi (30 frame al secondo) e discretamente definiti, certo non come quelli ottenibili con l’iPhone, ma all’altezza di concorrenti come la Flip. Non ancora distribuita in Italia, negli Usa è un piccolo successo, diffusa soprattutto tra chi non ha grande dimestichezza con la tecnologia e vuole una videocamera compatta che permetta di registrare filmati e caricarli velocemente su YouTube. Il Nano ha dimensioni ancora più contenute e sul mercato americano ha lo stesso prezzo della Flip: per questo, quando Steve Jobs lo ha presentato, ha detto di aver inventato una telecamera a costo zero. Funziona così: si va nel menù Video e si clicca sul tasto centrale, poi si comincia a registrare; bisogna solo fare attenzione a non coprire l’obiettivo con le dita, ma si impara presto. Un’ora di video occupa poco più di 1 GB di memoria e l’autonomia massima è di circa due ore di registrazione. Sedici tipi di effetti speciali, tra cui il bianconero o il seppia, sono attivabili in tempo reale, ma non è possibile alcun intervento di editing sul file registrato, come invece avviene con l’iPhone e il Touch. Qualità buona, tutto sommato, peccato però che non sia possibile scattare anche foto.

Il resto
Il Nano 2009 ha un contapassi che funziona con le scarpe Nike Plus anche senza installare il trasmettitore; nessuna novità invece per i videogiochi inclusi (solo tre), e per quelli acquistabili da iTunes Store (una quarantina di titoli), ma è chiaro che Apple punta sull’iPhone e sul Touch per sfondare nel mercato delle console mobili. La durata della batteria è in linea col modello precedente, e nell’uso con l’altoparlante esterno supera di poco le quattro ore per il video (con le cuffie e la musica siamo arrivati a circa 25 ore).
In conclusione, la quinta generazione del Nano è la migliore di sempre, conservando tutte le caratteristiche più importanti del modello precedente (compresa la possibilità di collegarsi al computer come memoria esterna) e introducendone molte altre. E’ facile da usare, la qualità audio e video è molto buona, le dimensioni ridottissime; peccato solo che Apple abbia scelto di non aumentare la memoria, che da un paio d’anni è ferma su i tagli da 8 e 16 GB. Per molti la radio potrebbe rivelarsi un’aggiunta perfino più invitante della videocamera, ormai presente su tutti i telefonini, che peraltro permettono anche di scattare di fotografie. Però, se il Nano batte i lettori multimediali di altre marche senza troppi problemi, è insidiato in casa dall’iPod Touch, che a parità di memoria costa solo 50 euro in più, ha uno schermo più grande ed è espandibile all’infinito.

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