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Il diario segreto di S. B.

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Con Geopolitical Simulator (edizioni Eversim), un videogame per Pc che riproduce scenari politico-economici basati su dati reali, chiunque può dimostrare la propria abilità di statista: basta scegliere il Paese, il resto lo fa tutto il computer. Questa è la cronaca di un’ora di gioco.

Mi chiamo Sandro Bertoloni, il mio mestiere è il capo di governo. Guido l’Italia ormai da due anni: con me la Destra Moderata si è affermata e ha conquistato le famiglie e gli imprenditori, i meridionali e i lavoratori padani. La nostra è una coalizione forte e compatta, mica come gli altri. Li abbiamo schiacciati, ma loro ricorrono ai giornali, alla tv, a internet per screditare me e il mio partito. Mi fanno passare per malato, per matto, hanno addirittura creato ad arte alcuni scandali in cui sarei coinvolto. Tutto falso, ovviamente, eppure qualcuno ci ha creduto e la mia popolarità adesso è in calo.

1 Novembre 2009, domenica
Ho deciso: mi rimetto in gioco e provo a riconquistare il cuore dei cittadini. Regalerò a ognuno un biglietto per lo stadio. E’ un’idea geniale, e non perché l’ho avuta io. I fondi li sottraggo al cinema d’essai, non mi sono mai piaciuti i registi intellettuali, il calcio invece lo capiscono tutti.
3 novembre, martedì
Il ministro del Tesoro Cinquemonti mi ha spiegato che i dati dell’economia sono inquietanti. Limerò gli stanziamenti per la scuola e m’inventerò qualcosa per far pagare le tasse agli evasori. Nel pomeriggio ho incontrato la governatrice della Puglia e le ho chiesto di essere più conciliante quando parla di me in pubblico. Per convincerla le ho offerto una piccola tangente, ma si è offesa: “Intendiamo la politica in modo diverso”, mi ha detto.
4 novembre, mercoledì
Ho visto Vitale, il rappresentante dei musei: si lamenta che non penso alla cultura, ma che senso ha ristrutturare vecchi ruderi se i turisti li trovano pittoreschi proprio perché cadono a pezzi? Meglio aumentare di un centinaio di euro gli stipendi dei poliziotti, mi sono arrivate voci preoccupanti.
5 novembre, giovedì
Sciopero degli insegnanti. Ci sono stati scontri a Roma, la Polizia è intervenuta. Il ministro delle politiche sociali, Maria Lavagna, mi ha chiamato e rassicurato: tornerà tutto a posto. Con lei ci vediamo in serata.
6 Novembre, venerdì
Vado a Parigi a parlare con Narcozy: voglio chiedergli consigli su come gestire i disordini senza troppo clamore. Mi ha avvisato che forse la moglie Carla Biondi non ci sarà: meglio così, finiamo sempre per litigare perché a me piace Henri Salvador e a lei i Radiohead.
9 novembre, lunedì
La mia idea di ridisegnare le divise del personale non è piaciuta ai sindacati dei ferrovieri, preferiscono destinare i soldi alle pensioni. Eppure io so quanto è importante l’immagine: ieri ho passato due ore con la personal trainer per smaltire il weekend francese.
10 novembre, martedì
Secondo il mio astrologo devo aspettarmi un cambiamento radicale. Intanto, cambio lui, ha una faccia troppo simile al capo del Partito Comunista di dieci anni fa. Chiederò un rapporto ai servizi segreti.
11 novembre, mercoledì
La Felmini si è dimessa. “Non posso andare avanti così”, mi ha confessato. “Se la prendono con me per i tagli che hai imposto tu”. Ufficialmente lascia per dedicarsi alla famiglia, visto che aspetta due gemelli. A proposito, devo dire qualcosa di buono anche sugli anziani, per accontentare le associazioni che ho incontrato oggi. E anche trovare qualche punto di accordo col Papa, magari dandogli una mano contro le unioni civili.
13 novembre, venerdì
Sciopero dei benzinai. Intanto mando l’esercito a Milano, pare che l’opposizione stia preparando una manifestazione contro la politica economica. Meglio stringere un po’ il controllo sui giornali e le tv, non posso permettere che il malcontento si diffonda. E poi ci sono le parole della Felmini che mi tornano in mente: “Non fidarti di Cinquemonti”. Che avrà voluto dire?
16 novembre, lunedì
Weekend a casa, ma ho lavorato parecchio. Prima la protesta degli agricoltori a Roma, poi un incontro con gli avvocati per risolvere certe questioni di famiglia che rischiano di farmi fare un’altra figuraccia con gli italiani. Non sopporto giudici e magistrati, sono sempre contro di me. Adesso cambio tutto, vedranno. Oggi ho incontrato i rappresentanti degli industriali e ricevuto il Presidente della Camera Pini: domani in Parlamento si vota sulla giustizia, gli ho ricordato di comportarsi da alleato fedele.
17 novembre, martedì
Lo sapevo, il 17 porta male. La legge non è passata. Ho spiegato a giornali e televisioni che la colpa è degli amici di Pini, a cominciare da Cinquemonti. Dossi e gli altri sono brave persone, e poi sanno che conosco bene i loro punti deboli.
18 novembre, mercoledì
Non ci posso credere: le Camere mi hanno sfiduciato, il voto degli italiani è stato calpestato, il Paese perde lo statista più importante degli ultimi centocinquanta giorni. Non posso andar via così, faccio una figuraccia che nemmeno il mio predecessore Frodi.
19 novembre, giovedì
Ho parlato con Netta, mi ha consigliato di lasciar perdere. Dice che se clicco su “impostazioni” posso scegliere un altro Paese e ricominciare daccapo. Provo con l’America, è una nazione grande e senza pregiudizi. Sarò abbronzato e mi chiamerò Ozama.

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