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Vampire Weekend, la musica in 3D


Contra dei Vampire Weekend è uscito a gennaio ed è diventato subito il primo disco da ricordare di questo 2010. Dieci canzoni sghembe, tra indie rock e afro beat («Ascoltavamo Fela Kuti da ragazzini», spiega il cantante Ezra Koenig), che hanno portato la band newyorchese in cima alle classifiche indipendenti sulle due sponde dell’Atlantico. I quattro si sono esibiti all’Hiroshima Mon Amour per l’anteprima degli Mtv Days, tre giorni di concerti, incontri e performance in tutta Torino. La serata è la prima a essere ripresa in 3D, una tecnologia su cui l’emittente musicale punta molto e che forse arriverà al grande pubblico con gli European Music Awards di Madrid.

C’è differenza tra registrare un live normale e uno in 3D?
«In realtà no, ma col 3D spostarsi avanti e indietro sul palco da’ l’impressione della profondità, mentre i movimenti laterali rendono altrettanto bene».

Quanto è importante l’aspetto visivo per i Vampire Weekend?
«Molto. Siamo cresciuti con i video e siamo nati come un progetto multimediale, in cui tutto ha un suo peso, dalle copertine dei dischi alla scenografia dei concerti, agli abiti di scena».

Qualche anno fa eravate dei perfetti sconosciuti, oggi siete una speranza della musica indie. Cos’è successo?
«Abbiamo cominciato nel 2006, e all’inizio la musica non era il nostro mestiere, ma prima del successo c’è stato un lungo periodo di incubazione».

E Internet?
«Ha giocato un ruolo fondamentale, tanto che nel 2008, quando è uscito il nostro primo disco, è finito subito al diciassettesimo posto: sul web ci conoscevano già in tanti. Mi chiedo se esiste una band indipendente il cui successo oggi non dipenda da Internet, ma anche Lady Gaga è famosa per i suoi video su YouTube»

E la pirateria?
«Come tutti, anche noi siamo cresciuti scaricando musica illegalmente, ma compriamo anche dischi. Acquistare un disco significa supportare una band, non è come negli anni Novanta quando era l’unico modo per avere la canzone che ti piaceva: oggi la musica è dovunque e l’acquisto è segno di affetto. Abbiamo venduto circa un milione di album, un numero non così distante da quelli delle popstar di successo, che però sono più forti con i singoli: segno che i nostri fan perché apprezzano la nostra visione artistica e non si limitano alle singole canzoni».

Una vostra canzone inedita, Jonathan Low, è in Eclipse, terzo capitolo della saga di Twilight. Solo perché vi chiamate Vampire Weekend?
«Non è così ovvio, la nostra musica è sempre piuttosto positiva, allegra, e per noi è stata una sfida realizzare un brano che finisse in questo film per adolescenti cupo e drammatico. Ma ci piace la passione che il libro e il film suscitano nei ragazzi, e per questo siamo lieti di esserci».

State pensando già al nuovo disco?
«No, il tour continuerà a lungo, vogliamo che i nostri fan abbiamo la possibilità di sentirci dal vivo».

E c’è sempre il video in 3D…
«Non sarà mai come essere a un concerto con la gente, il sudore, il fango, ma se fossi un ragazzino mi piacerebbe moltissimo vedere i Vampire Weekend con gli occhialini».

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