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The Kills, il rock e la moda

«Non posso parlarne, mi spiace». La risposta di Alison Mosshart era prevista, e d’altra parte quella su Kate Moss è l’unica domanda espressamente vietata. Da non fare a lei, ma soprattutto all’altra metà dei Kills, Jamie Hince, attuale fidanzato della supermodella. I due si frequentano dal 2009 e pare siano prossimi alle nozze: si parla del 2 luglio, e infatti nel lungo tour della band c’è un buco di circa un mese, che pare fatto apposta per matrimonio e luna di miele. Oggi i Kills Sono ai Magazzini Generali di Milano. Tutto esaurito per il duo angloamericano (lei viene dalla Florida, lui è nato a Londra), che ha da poco pubblicato il quarto album in dieci anni di carriera. Chitarre elettriche, voci nervose, echi di blues: ma è abbastanza per fare dei Kills i nuovi White Stripes? «Loro erano una band incredibile, noi siamo molto diversi, abbiamo in comune solo il fatto di essere un uomo e una donna e di aver esordito nello stesso periodo – osserva Alison Mosshart -. Siamo amici, anzi io suono nei Dead Weather, nati proprio da un’idea di Jack White». Con i due, a formare un vero supergruppo indie, anche membri dei Queen of the Stone Age e Raconteurs; insieme hanno inciso un paio di album finiti pure nella top ten americana.

Nei tre anni che separano Blood Pressures dal precedente Midnight Boom, l’attività dei Kills è stata sospesa: conflitti di interesse? «Al contrario – spiega la 33enne cantante e chitarrista – c’è sempre un legame in quello che faccio e l’esperienza con i Dead Weather è stata positiva, non solo per me ma anche per Jamie». Intanto, a cambiare è stata la musica: un mix di rock e punk, che a volte vira nel reggae (Satellite) ma non ha paura di confrontarsi con le ballad (Wild Charms). Oggi i Kills conquistano le radio (con Future Starts Slow, ad esempio, che sembra davvero un inedito dei White Stripes), ma già qualche anno fa avevano ricevuto un’offerta dalla Carlsberg, per fare di Superstition la colonna sonora di uno spot. Mosshart e Hince hanno rifiutato oltre 700mila sterline, eppure non se ne pentono: «Non volevamo diventare una band da commercial. Abbiamo fatto la scelta giusta: a quest’ora i soldi sarebbero già andati via, però la nostra fama sarebbe stata legata a una canzone, invece così la nostra reputazione è intatta».

Con Animal Collective, Arctic Monkey e Franz Ferdinand sono tra i nomi di punta della Domino Records, etichetta indipendente inglese («Ma non mi piace definirmi indie, troppe band ne fanno un trampolino per la loro carriera – puntualizza Mosshart -. Il nostro è rock’n’roll, punto e basta»). E se qualche anno fa i Kills hanno inciso una cover di Serge Gainsbourg, il loro pedigree è però decisamente rock, e va indietro fino ai Velvet Underground, di cui apprezzano la capacità di unire pop e sperimentazione e il grande interesse per l’immagine. Che non vuol dire necessariamente moda: «Per me è importante essere di ispirazione per il mio pubblico in molti aspetti, compreso il vestire. La moda è solo un mezzo di espressione». Sarà. Ma l’ultima volta che hanno suonato a Milano, nel 2009, era per un evento di Costume National.

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