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Archivio per la categoria ‘Second Life’

Parte oggi la fiera del libro virtuale

Dal 20 al 22 aprile avrà luogo la prima fiera del libro di Second Life: tra gli editori italiani comparirà Castelvecchi con un avveniristico stand virtuale. L’idea nasce dall’esperienza di Sheena Dewan (Vision Paperbacks and Fusion Press, UK), che a gennaio ha aperto su SL un piccolo negozio di libri, e da allora ha attivamente contribuito alla nascita del Book Publishing Village, una sorta di città dell’editoria.
Nell’organizzazione la fiera virtuale è molto simile a quelle reali: oltre agli stand, sono previsti eventi e reading, ma diverso è il pubblico cui si rivolge. Il successo, tuttavia, è già annunciato, gli editori coinvolti sono per ora poco meno di cinquanta; tra di essi si possono trovare nomi noti come Bantam, Penguin, Arcadia, Summersdale o Conte Verlag.

I libri in esposizione saranno “reali”, e sarà possibile acquistarli on-line. Castelvecchi editore sarà presente con sei titoli, tra cui alcune novità, come La ragazza definitiva di Gisy Scerman e Sans Papier di Maurizio Ferraris, oltre al bestseller La ballata delle prugne secche di Pulsatilla. Tutti scrittori italiani, con la sola eccezione di Antonius Moonen, autore del Manuale dello snob. Concludono la rosa di libri castelvecchiani L’adorazione del piede di Berarda Del Vecchio e Ho sposato un narciso di Umberta Telfener. Tuttavia, nonostante l’organizzazione “classica”, ci si può aspettare qualche sorpresa: dal momento che – come ricorda Sheena Dewan (o Selina Greene, nome del suo avatar) – un libro virtuale esiste già in SL (Second Life Guide), non si può escludere l’inatteso arrivo di altri.
La vera sorpresa per alcuni sarà invece un’altra: l’editore Vision Paperbacks and Fusion Press, da quando ha aperto la libreria virtuale, ha visto aumentare il suo volume di affari. Oltre ad aver riscontrato un indiscutibile ritorno di immagine: i frequentatori di SL sono persone mediamente colte, “gente che compra libri e che legge libri”, osserva l’ideatrice del Book Publishing Village.

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Ma siamo troppi o troppo pochi?

Qualche giorno fa, chi avesse voluto registrarsi e giocare su Second Life, avrebbe visto per tutta risposta una pagina firmata dalla Linden Labs, dove si annunciava la sospensione temporanea delle nuove iscrizioni. “Per assicurare la migliore esperienza di gioco possibile a tutti i residenti, stiamo temporaneamente limitando le registrazioni di nuovi account. C’ è stato un afflusso enorme di nuovi membri in Second Life e stiamo lavorando al massimo per soddisfare le richieste di tutti”. Ancora più inquietante era il fatto che l’accesso fosse negato anche agli utenti già registrati, ma questo – spiegava un altro messaggio – rientrava nell’ordinaria manutenzione della rete di computer su cui funziona il gioco.
Il disagio si è protratto per alcune ore, e secondo la stessa Linden Labs si è trattato in realtà di un errore, eppure è il caso di chiedersi se davvero Second Life sopravviverà al suo successo. Partita nel 2003 con poche centinaia di iscritti, ora la comunità virtuale ne conta oltre 4,7 milioni, e se continua a garantire un certo livello di giocabilità è perché quelli presenti contemporaneamente sono solo una piccola parte (in questo momento 20 mila, ma il record si attesta a 30 mila). Così il numero di quelli che si sono registrati e poi hanno abbandonato il proprio avatar è elevatissimo, e la grande avventura di Second Life, vista da vicino, appare un po’ meno entusiasmante di come la raccontano i media.

Intanto, però, qualcuno ci crede, per calcolo o per ingenuità: crescono le presenze di aziende commerciali che trovano nella realtà virtuale un’ottima vetrina per pubblicizzare prodotti reali e per far parlare di sé. Ultimi, in ordine di tempo, sono la regione Toscana, poi Gabetti, che ha aperto un’agenzia immobiliare, e la Sony, che il 22 marzo a mezzanotte lancerà la Ps3 anche su Second Life. Senza denaro, giocare non è così divertente, si sa.

Qui alcune osservazioni interessanti di Suzukimaruti su Second Life.

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Svezia, prima l’ambasciata, poi le tasse

In Svezia sembra che prendano molto sul serio Second Life. La settimana scorsa è arrivato l’annuncio della prossima apertura di un’ambasciata virtuale, per promuovere il turismo e far conoscere le bellezze del Paese scandinavo. Si tratterà di un edificio in legno chiaro, dal design essenziale, dove sarà possibile informarsi su come ottenere un passaporto, in che modo raggiungere la Svezia, cosa vedere una volta arrivati. E’ la prima ambasciata ufficiale in Second Life, voluta e gestita direttamente dal ministero degli esteri svedese, e nelle intenzioni di Olle Wästberg, responsabile del progetto, prelude ad iniziative più estese: “In futuro contiamo di acquisire un’intera isola e offrire alle industrie del nostro Paese l’opportunità di stabilire una rappresentanza virtuale”.
Sono molte le ditte grandi e piccole presenti nel gioco online più famoso del mondo, che in questi giorni ha superato i tre milioni di iscritti, ma finora nessun governo ha mostrato di considerare Second Life un possibile ambito di iniziative pubbliche. E qui la Svezia ha dimostrato ancora una volta di essere un passo avanti: “Stiamo pensando di introdurre una tassa sul denaro guadagnato in Second Life”, ha dichiarato qualche giorno fa Dag Hardysson, segretario generale della divisione e-commerce del ministero dell’economia. “Non ci interessano i giocatori normali, ma quelli che hanno fatto della realtà virtuale un business. A loro potremmo considerare di far pagare una percentuale ogni volta che convertono i lindendollari (la moneta ufficiale di Second Life, ndr.) in corone svedesi”.

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La politica sbarca su Second Life

Qualche giorno fa ho conosciuto Adrienne Brody, il delizioso avatar di una ragazza parigina. Capelli neri corti, occhi azzurri, piena di tatuaggi; a Second Life vive in una comunità francese e si occupa di politica. Lavora – mi ha spiegato – per Ségolène Royale, la prima donna candidata all’Eliseo.
Da qualche tempo, Adrienne ha parecchio da fare: la Royale, infatti, ha appena aperto il suo comitato elettorale su Second Life, chiamato Comitè 748. Un ampio spazio dall’architettura futuristica, dove supporter reali e virtuali si possono incontrare e discutere: si parla a ruota libera, non solo dei temi caldi delle prossime presidenziali francesi, ma anche più in generale di politica, cultura, attualità. C’è anche un auditorium per ospitare meeting e conferenze, vari schermi interattivi da cui ricavare informazioni sul programma della candidata franco-senegalese, e ovviamente, numerosi manifesti elettorali appesi alle pareti semitrasparenti dell’edificio. Cliccando in un angolo su un pulsante rosso si apre una finestra e compare lei, Ségolène, che recita un messaggio di benvenuto e augura a tutti i partecipanti di dar vita ad un dibattito costruttivo e rispettoso delle reciproche opinioni. “Non come i supporter di Le Pen”, mi spiega Adrienne. Già, perché a pochi istanti di teletrasporto dal quartier generale di Ségolène, anche l’estrema destra francese ha la sua rappresentanza virtuale, e lì i toni delle discussioni sono sempre piuttosto caldi. Una cosa, comunque, è certa: dopo i primi esperimenti americani, anche in Europa la politica si sta accorgendo di Second Life.

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Vita virtuale, musica vera

21 gennaio 2007 1 commento

Piazza Navona è circondata di palazzi antichi, con negozi e botteghe: vi si incontrano turisti, perlopiù, ma vi sono anche parecchi italiani. Proprio come nella piazza vera, insomma, solo che quella di Second Life non è a due passi da Campo De’ Fiori, ma nel quartiere dei Parioli. E’ un po’ il centro della vita italiana nel mondo virtuale di uno dei giochi online più famosi del mondo. Accanto al manifesto di una mostra d’arte e alla pubblicità dell’Università di Tor Vergata, un cartellone pubblicizza ancora il concerto del cantautore toscano Luca Nesti, che si è svolto nello scorso dicembre ed è stato seguito da oltre duemila spettatori. Un piccolo record, e anche un evento importante per la musica italiana, visto che Nesti è stato il primo musicista del nostro Paese a portare le sue canzoni su Second Life. Le interpretava Luca Neher, il suo avatar, mentre nel mondo reale il vero Nesti suonava la chitarra e cantava in uno studio romano; la musica è stata trasmessa in diretta da Radio Deejay, sul canale 863 di Sky ed è ancora disponibile il video del concerto su www.secondlifeblog.it.
Ha cominciato Suzanne Vega, quest’estate, con un live di due soli brani, preceduti da una breve intervista: quello con la musicista americana era parte di una serie di incontri con personaggi come lo scrittore Kurt Vonnegut, il teorico delle comunità virtuali Howard Rheingold, il designer John Maeda del Mit, tutti presenti su Second Life con i rispettivi avatar. I Duran Duran da tempo hanno promesso un concerto virtuale, e ci sono anche mille cloni di band realmente esistenti, come gli U2, che si esibiscono spesso in concerto. Perché Second Life sarà anche fatta di pixel e bit, ma la musica è vera. (b.ruf.)

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