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Steve Jobs ritorna e presenta i nuovi iPod

10 settembre 2009 Nessun commento


E’ tornato. Dopo sei mesi di assenza per malattia, dopo un intervento complesso, dopo le voci sulla sua morte, Steve Jobs è entrato in scena accolto con una lunga standing ovation. “Come sapete, adesso ho il fegato di una persona di vent’anni che è morta in un incidente e senza di lui non sarei vivo”, esordisce. E prosegue: “Spero che la sua generosità sia di esempio per tutti, e che ciascuno di noi diventi un donatore di organi”, poi passa a ringraziare la comunità Apple e “specialmente Tim Cook, e gli altri che hanno portato avanti il mio lavoro in maniera eccellente”. Vestito come sempre di jeans e t-shirt nera, è ancora molto magro, la voce un po’ fioca, ma più in forma rispetto all’ultima apparizione in pubblico, nell’ottobre dello scorso anno.

Jobs ha presentato i nuovi iPod: hanno una telecamera per registrare foto e video, più memoria per canzoni e filmati, e sono (un po’) meno costosi, perché la crisi non è ancora finita, anche se per Cupertino in realtà non è mai cominciata. Con oltre 220 milioni di apparecchi venduti, l’iPod ha aperto un nuovo business per Apple, passata da piccolo ma innovativo produttore di computer a gigante mondiale dell’elettronica da intrattenimento. Ha rivoluzionato l’industria della musica e preparato la strada al clamoroso successo dell’iPhone, che oggi è uno dei suoi concorrenti più temibili (Jobs, presentandolo nel 2007 lo definì “il miglior iPod di sempre”)

Dopo otto anni di vita, il lettore multimediale più famoso del mondo vende ancora bene in Europa e negli Usa, ma per la prima volta in Giappone viene sorpassato da un Walkman digitale Sony. Così Apple lo trasforma in un apparecchio concettualmente assai diverso, che non si limita a riprodurre dati trasferiti dal computer, o al massimo registrare lezioni e conferenze, ma diventa una periferica capace di immagazzinare dati e metterli online direttamente o attraverso un pc. Filmati e fotografie che finiranno su Youtube e Flickr, dove già Apple regna incontrastata grazie all’iPhone. Reinventato è il piccolo Nano, leggermente ritoccato nella linea per poter accogliere lo schermo da 2,2 pollici e la radio Fm, ma arriva pure un nuovo Classic, con hard disk da 160 GB, e gli Shuffle a colori.

Dal palco dello Yerba Buena Center di San Francisco, Jobs annuncia un’altra novità: la versione 9 di iTunes, il programma per gestire video e musica sul computer e trasferirli su iPod, che ora permette di condividere in tempo reale brani e playlist attraverso social network come Facebook e Twitter. Col nuovo aggiornamento si possono anche acquistare suonerie. E, dopo il 45 giri digitale (due brani a prezzo speciale), a Cupertino provano a rilanciare il vecchio 33: ora si chiama iTunes LP, e comprende, oltre alle canzoni, il libretto, le note di copertina, immagini e filmati inediti. Funzionerà? Non è detto: gran parte degli 8,5 miliardi di brani acquistati finora su iTunes Store fanno parte di un album, ma sono stati venduti come singoli. E poi ci sono i dubbi dei musicisti: i Radiohead, ad esempio, ultimamente pubblicano solo canzoni sparse e hanno dichiarato di non voler registrare un intero disco almeno per un po’.

Buona parte della presentazione è dedicata ai videogiochi, che sono sempre in cima nelle classifiche dell’App Store con iPhone e iPod Touch ormai diventati concorrenti diretti della Psp di Sony e del Nintendo Ds: oltre 20 mila quelli disponibili, quasi un quarto del totale. Uno dei produttori presenti al Keynote, Gameloft, annuncia di aver venduto oltre sei milioni di titoli: per questo Apple ha introdotto ieri una versione aggiornata del sistema operativo dell’iPod Touch (e dell’iPhone), la 3.1, che presenta diverse migliorie e qualche funzione nuova, come Genius Mix, con cui creare selezioni musicali personalizzate.

Per il resto, sono mancati parecchi annunci dati per certi alla vigilia: primo fra tutti il Tablet di Apple, un computer ultraportatile cui Jobs sta lavorando alacremente e che forse uscirà nel 2010, poi l’iPod Touch con la webcam, e soprattutto l’arrivo dei Beatles su iTunes Store. I Fab Four sono tra le poche band ancora assenti dal più grande negozio virtuale di musica, e molti ipotizzavano un lancio in grande stile per il 9 settembre, in coincidenza con la pubblicazione dei loro album rimasterizzati. Invece niente: a Londra, dove il Keynote di Jobs viene trasmesso in diretta per i media europei, le strade sono tappezzate di manifesti con John, Paul George e Ringo, ma è la pubblicità del videogioco Rock Band. Stavolta hanno vinto i Rolling Stones: “It’s only Rock and roll, but we like it”, come recita il titolo dell’evento di ieri, ripreso da una canzone di Jagger e Richards pubblicata giusto 35 anni fa.

Dark Night Of the Soul, Danger Mouse contro tutti

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E’ anche un bel disco, Dark Night Of the Soul di Danger Mouse. Tredici brani di pop attualissimo, tutto elettronica e drum machine, ma che talvolta strizza l’occhio ai Sixties. C’è pure un po’ di rap, qualche chitarra, e una sfilza di ospiti che inanella il meglio della scena indie attuale: James Mercer (The Shins), i Flaming Lips, Gruff Rhys dei Super Furry Animals, Jason Lytle dei Grandaddy, Julian Casablancas (The Strokes), Nina Persson (Cardigans), Vic Chesnutt, Scott Spillane (Neutral Milk Hotel). In più, tre grandi nomi del rock alternativo: Frank Black dei Pixies, Susanne Vega e Iggy Pop. Tutti prestano la voce in una canzone o nell’altra, mentre le musiche sono opera dello stesso Danger Mouse in collaborazione con Mark Linkous degli Sparklehorse, e infatti il lavoro è attribuito a entrambi sulla copertina.
E la copertina è tutto quello che ufficialmente è dato conoscere del disco, perché l’album non mai stato pubblicato, e chissà se un giorno finirà davvero in un negozio di dischi (quei pochi che rimangono, almeno). Una disputa legale ne ha bloccato l’uscita due settimane fa, così Danger Mouse ha deciso di vendere online il solo cd vuoto, con tanto di libretto e poster, al prezzo simbolico di dieci dollari, o di cinquanta per l’edizione limitata in 5000 esemplari con booklet superlusso di cento pagine firmato David Lynch (il regista è anche ospite in una canzone). Il cd è registrabile e ci si può incidere qualsiasi musica, come suggerisce lo stesso Danger Mouse: “Per ragioni legali, questo compact disc non contiene musica. Usatelo come volete”.
Dalla sua casa discografica, la Emi, solo una laconica nota di risposta: “Danger Mouse è un artista di grande talento, per cui nutriamo profondo rispetto. Continuiamo a fare ogni sforzo per risolvere la situazione e siamo in contatto diretto con Brian Burton (questo è il suo vero nome, ndr.). Nel frattempo, riteniamo opportuno tutelarci legalmente”. La cautela della Emi è alquanto bizzarra, visto che il disco potrebbe vendere parecchio: non per niente, Danger Mouse è metà degli Gnarls Barley (quelli di Crazy, grande successo estivo di tre anni fa). Ma è anche il produttore che ha trasformato Demon Days dei Gorillaz in uno degli album più venduti della major britannica, ricavandone sostanziose percentuali e due Grammy Award nel 2006; altre nomination sono arrivate negli anni successivi, per il suo lavoro come musicista e per quello al fianco di altri artisti, come Beck.
Danger Mouse non è nuovo alle questioni legali. Anche il disco precedente è stato infatti bloccato dalla sua etichetta per motivi di copyright: metteva insieme The Black Album del rapper Jay-Z e una gran quantità di suoni campionati dal White Album dei Beatles. Il titolo? The Grey Album, ovviamente.
Ma Danger Mouse, che pare sia tanto timido da presentarsi sul palco con una maschera da topo a coprirgli il viso, per il resto non è uno dal carattere facile, e così organizzò una giornata di protesta contro la Emi, chiamandola The Grey Day: il 24 febbraio del 2004, una rete di quasi duecento siti web offrirono il disco per il download gratuito, arrivando a oltre centomila download in un solo giorno.
Per Dark Night Of The Soul la protesta diventa provocazione, un po’ come nelle opere di Piero Manzoni. Ma in questo caso non c’è nemmeno bisogno di comprare la famosa scatoletta: bastano un paio di click su BitTottrrent, e l’album è sul computer, pronto per essere ascoltato. Ed è anche un bel disco.