<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BrunoBlog &#187; iPad</title>
	<atom:link href="http://ruffilli.net/tag/ipad/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://ruffilli.net</link>
	<description>Musica, tecnologia e altre aberrazioni</description>
	<lastBuildDate>Mon, 23 Jan 2012 11:05:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Biophilia, la nuova Björk tra natura e hi-tech</title>
		<link>http://ruffilli.net/2011/07/04/biophilia-la-nuova-bjork-tra-natura-e-hi-tech/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2011/07/04/biophilia-la-nuova-bjork-tra-natura-e-hi-tech/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 09:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Biophilia]]></category>
		<category><![CDATA[Björk]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Manchester International Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Scott Snibbe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=897</guid>
		<description><![CDATA[Il disco non basta più, il video nemmeno, il sito web neppure. Così tra i musicisti c’è chi punta sulle edizioni limitate in vinile (Radiohead), chi sui download gratuiti (Coldplay), chi sul libro fotografico abbinato all’album (Moby). Björk va oltre: il suo ultimo lavoro è un disco, un sito internet interattivo, uno show dal vivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/jjT1SQBaxII" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il disco non basta più, il video nemmeno, il sito web neppure. Così tra i musicisti c’è chi punta sulle edizioni limitate in vinile (Radiohead), chi sui download gratuiti (Coldplay), chi sul libro fotografico abbinato all’album (Moby). Björk va oltre: il suo ultimo lavoro è un disco, un sito internet interattivo, uno show dal vivo, un documentario, un progetto didattico, una raccolta di app per iPad e iPhone.</p>
<p><em>Biophilia</em> uscirà a fine settembre, ma ha debuttato in anteprima giovedì al Manchester International Festival con uno show al Museum Of Science and Industry. Il palco al centro, duemila persone strette intorno, lei con parrucca arancione e tacchi che nemmeno Lady Gaga,  un coro femminile di venticinque elementi. Degli strumenti tradizionali si riconoscono solo una batteria e qualche tastiera, per il resto i musicisti suonano computer e iPad, che controllano anche gli strumenti inventati da Björk: lo “sharpsichord”, mostruoso congegno a metà tra carillion e arpa, un piccolo organo a canne elettronico, la “gamelesta”, incrocio tra gamelan indonesiano e celesta.  Dal soffitto calano due bobine di Tesla, che generano scariche elettriche dentro una gabbia; la prima canzone si intitola ovviamente <em>Thunderbolt</em>, fulmine. Come ogni brano di Biophilia è associata a un elemento naturale: in <em>Moon</em> le fasi lunari si traducono in cicli di note, in <em>Dna</em> geni e cromosomi s’intrecciano e danno vita a  ritmi elettronici, <em>Virus</em> è una storia d’amore e morte illustrata con immagini al microscopio del National Geographic. Per <em>Hollow</em> quattro enormi pendoli di legno oscillano lentamente: il suono della forza di gravità.</p>
<p>Il singolo <em>Crystalline</em> è già disponibile su iTunes: l’app per iPad, iPhone e iPod Touch che arriverà fra poco è un videogioco dove si raccolgono poligoni correndo in diversi tunnel; ogni volta che se ne imbocca uno la canzone cambia, quindi le variazioni possibili sono praticamente infinite. Ma si può anche ascoltare il brano così com’è, accompagnato da un’animazione che ricorda un po’ le partiture geometriche di Stockhausen, o seguire le note sul pentagramma, magari per suonarle con un altro strumento. C’è poi un saggio che illustra il tema della canzone e spiega come la sua struttura musicale sia ispirata allo sviluppo dei cristalli.  Le singole app sono galassie di una costellazione più ampia, un’app gratuita che opportunamente si chiama <em>Cosmogony</em> (e ha pure la sua canzone, una delle più belle); per passare dall’una all’altra si naviga sullo schermo in un universo tridimensionale.</p>
<p>Ma tanta tecnologia non rischia di far dimenticare la musica? Björk è convinta di no: “Per chi ascolterà questo disco fra dieci anni sarà come i miei altri album, non c’è bisogno delle app per apprezzarlo”. Le fa eco il designer americano Scott Snibbe: “Volevamo spiegare come nasce questa musica, svelare il mondo che la circonda. All’idea delle app siamo arrivati un anno fa, mentre il progetto è iniziato nel 2008; all’inizio avevamo pensato a un edificio in cui a ogni brano fosse riservato un ambiente”. Con l’iPad non c’è bisogno di trasferire l’installazione da una città all’altra ed è sempre possibile aggiungere nuove canzoni e app. Non sarà altrettanto semplice immaginare un tour, visti i costi elevati dell’allestimento e la necessità di suonare in ambienti medio-piccoli. Per questo Björk ha previsto per i prossimi due anni solo soggiorni di qualche settimana in varie città, quasi come un circo.</p>
<p>A Manchester sono in calendario sette concerti ed è in corso anche la parte didattica del progetto, articolata in incontri e seminari con le scuole elementari per esplorare natura, musica e tecnologia. In cattedra non ci saranno insegnanti, ma scienziati, a parlare di solstizi e materia oscura. Poi i bambini saliranno sul palco per giocare con macchine sonore e iPad e inventare canzoni in piena libertà, come fece lei stessa, quando – ragazzina prodigio – smise di frequentare le lezioni di musica e formò una band punk.</p>
<p>Dopo milioni di dischi venduti, nomination ai Grammy e agli Oscar, un premio a Cannes come migliore attrice, quello spirito indipendente ancora vive in Björk. Ha lanciato campagne per proteggere la natura, si è inventata economista per affrontare la crisi finanziaria del suo Paese, ha organizzato concerti e manifestazioni, ma soprattutto non ha mai smesso di sperimentare e scommettere sul futuro. In concerto è ancora più evidente, ad esempio nell’energia di <em>Declare Indipendence</em>, da <em>Volta</em>, uscito tre anni fa: ancora punk, ma aggiornato all’elettronica del ventunesimo secolo. Primitivo e ipertecnologico, come i robot innamorati di <em>All Is Full Of Love</em> o le galassie digitali di <em>Biophilia</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2011/07/04/biophilia-la-nuova-bjork-tra-natura-e-hi-tech/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Steve Jobs: &#8220;L&#8217;era del computer è finita, è tempo di iCloud&#8221;</title>
		<link>http://ruffilli.net/2011/06/07/steve-jobs-lera-del-computer-e-finita-e-tempo-di-icloud/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2011/06/07/steve-jobs-lera-del-computer-e-finita-e-tempo-di-icloud/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 08:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Cloud]]></category>
		<category><![CDATA[iCloud]]></category>
		<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Lion]]></category>
		<category><![CDATA[OsX]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=877</guid>
		<description><![CDATA[La più grande amnistia della storia è a portata di mano. Anzi, di click: per 25 dollari l’anno la nuova versione di iTunes analizzerà il nostro hard disk e sostituirà tutti i brani con file di buona qualità audio, e soprattutto legali. Si chiama iTunes Match ed è forse la più importante delle novità presentate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/06/WWDC-title.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-879" title="WWDC-title" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/06/WWDC-title.jpg" alt="" width="499" height="326" /></a></p>
<p>La  più grande amnistia della storia è a portata di mano. Anzi, di click:  per 25 dollari l’anno la nuova versione di iTunes analizzerà il nostro  hard disk e sostituirà tutti i brani con file di buona qualità audio, e  soprattutto legali. Si chiama iTunes Match ed è forse la più importante  delle novità presentate ieri da Steve Jobs, quella che ha svelato  all’ultimo sul palco del Moscone Center di San Francisco in uno dei suoi  consueti colpi di scena. Così, dopo lunghe trattative con le case  discografiche (cui pare abbia versato 150 milioni di dollari), grazie ad  Apple si avvia al tramonto l’era degli Mp3 pirata. Enzo Mazza,  presidente della federazione Italiana Industria Musicale, frena un po’:  «È una risposta intelligente alla pirateria; non un’amnistia, ma certo  la terza rivoluzione del mercato della musica dopo Napster e iTunes  Store».</p>
<p><strong>Sempre connessi</strong><br />
iTunes Match, che  arriverà in autunno, è una delle funzioni della nuova piattaforma di  Cupertino basata su iCloud, il servizio di cloud computing targato  Apple. La nuova frontiera del digitale ha i contorni sfumati di una  nuvola dove sono immagazzinati i dati, che siano canzoni, film, ebook,  programmi, documenti: tutto è sincronizzato istantaneamente, senza  nemmeno premere un tasto. Così, per la musica, se vogliamo ascoltare  proprio quella canzone che non abbiamo copiato sull’iPhone, è la nuvola a  scaricarla per noi. Se abbiamo già acquistato un’app sull’iPad, subito  sarà disponibile anche sull’iPod Touch. Si può addirittura cominciare a  scrivere un file di testo su un apparecchio e continuare sull’altro. E  anche le foto, appena scattate si possono vedere sul pc. Con iCloud  finisce ufficialmente il servizio MobileMe, che fino ad oggi ha offerto  la possibilità di sincronizzare calendari, contatti, mail, segnalibri  tra più computer o tra computer e dispositivi iOS. Per gli abbonati (a  99 dollari l&#8217;anno), MobileMe funzionerà ancora fino alla fine di giugno  dell&#8217;anno prossimo. Lapidario il commento di Jobs: «Abbiamo imparato dai  nostri errori».</p>
<p>Se dieci anni fa il centro dell’intrattenimento  domestico era il computer, nella nuova visione di Apple oggi è la  nuvola: vi si connettono tutti i dispositivi Apple, che trasmettono una  quantità enorme di dati ai tre centri di elaborazione americani. Quello  nel North Carolina è costato 500 milioni di dollari, ma per chi usa un  gadget della Mela i servizi base sono gratuiti e comprendono anche 5 GB  di spazio per i dati (ci si può chiedere, semmai, quanto costeranno in  termini di privacy). E proprio ieri in rete circolava un vecchio filmato  in cui Jobs racconta le meraviglie del cloud (che ancora non si  chiamava così): risale al 1997, quando era appena tornato ad Apple dopo  la parentesi di Next.</p>
<p><strong>Un leone nel computer</strong><br />
Per sfruttare al meglio le funzioni di iCloud, computer e dispositivi  mobili dovranno essere aggiornati ai nuovi sistemi operativi, presentati  ieri in anteprima: Lion per i computer e iOS 5 per iPhone, iPod Touch e  iPad. L’edizione 2011 della Worldwide Developers’ Conference è dedicata  al software, un argomento non forse particolarmente interessante per il  grande pubblico, in assenza di nuovi gadget. Ma, come spiega Jobs,  «l’hardware è il corpo, il software l’anima dei nostri prodotti».  E  l’anima cambierà parecchio: Lion, la nuova versione di Os X, perde il  nome storico Mac ma in compenso guadagna oltre 250 nuove funzioni, molte  delle quali prese a prestito proprio dall’iPhone, come il controllo  tramite touchpad, il salvataggio automatico dei documenti, la  possibilità di visualizzare le applicazioni a tutto schermo. Sarà  disponibile a luglio, ovviamente via cloud: niente disco, ma un semplice  (e lungo, si teme) download da Internet.</p>
<p><strong>L’iPhone sposa Twitter</strong><br />
Per i gadget mobili, la prima novità è quella più attesa: nell’era  degli apparecchi post-pc, come li definisce Jobs, era davvero ridicolo  che per funzionare dovessero essere collegati a un computer. Per i 200  milioni di possessori di iPhone, iPod Touch e iPad dal prossimo autunno  non sarà più così: il post-pc taglia il cordone ombelicale con il pc e  si connette alla nuvola senza fili, anche per la prima attivazione e per  gli aggiornamenti del sistema operativo.<br />
Tra le molte migliorie di  iOS5 c’è poi una navigazione web più semplice grazie alle tab, la  possibilità di scaricare le pagine per leggerle offline, una chat  integrata, e soprattutto una profonda integrazione con Twitter. In più,  forte dei 130 milioni di libri scaricati dal suo iBookstore, Apple ha  pensato bene di sviluppare un’app analoga per i giornali, che ovviamente  si chiama Newsstand (Edicola).</p>
<p>A differenza degli altri anni,  stavolta a San Francisco non c’è il nuovo iPhone: l’appuntamento, però, è  solo rinviato, forse a settembre. E si spera di nuovo con Steve Jobs,  che ieri è apparso magro e molto provato, parlando per nemmeno trenta  minuti in un Keynote di due ore. &#8220;Ti amo&#8221;, gli ha urlato qualcuno dal  pubblico. E lui: &#8220;Bene,anche questo aiuta. Lo apprezzo molto&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2011/06/07/steve-jobs-lera-del-computer-e-finita-e-tempo-di-icloud/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una spia nell&#8217;iPhone</title>
		<link>http://ruffilli.net/2011/04/21/862/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2011/04/21/862/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 14:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Phone 7]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=862</guid>
		<description><![CDATA[Per chi nasconde qualche segreto al partner o al capufficio, da ieri Pete Warden e Alasdair Allan sono pericolosi nemici. I due ricercatori hanno infatti scoperto che l’iPhone e l’iPad 3G di Apple tengono traccia dei movimenti di chi li usa e realizzato un programma per visualizzare su una mappa i dati registrati: il risultato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/04/europa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-865" title="europa" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/04/europa.jpg" alt="" width="510" height="357" /></a></p>
<p>Per chi nasconde qualche segreto al partner o al capufficio, da ieri Pete Warden e Alasdair Allan sono pericolosi nemici. I due ricercatori hanno infatti scoperto che l’iPhone e l’iPad 3G di Apple tengono traccia dei movimenti di chi li usa e realizzato un programma per visualizzare su una mappa i dati registrati: il risultato è inquietante anche se la precisione non è eccelsa.</p>
<p>Agli spioni elettronici non sfugge nulla, eppure forse così non è stato per gli acquirenti di iPhone (oltre 108 milioni) e di iPad (19 milioni). Se avessero scorso fino alla fine le 16 mila parole della licenza d’uso, prima di cliccare su “accetto” , avrebbero letto: “Apple e i nostri partner e licenziatari possono raccogliere, utilizzare e condividere dati precisi sul luogo, inclusa la posizione geografica in tempo reale del Suo computer o dispositivo Apple”. A ogni buon conto, il senatore repubblicano Al Franken ha scritto a Steve Jobs chiedendo di far luce sulla questione; delle nove domande che pone, la prima è la più importante: perché Apple raccoglie queste informazioni? Il motivo non è chiaro, tanto più che i dati raccolti non verrebbero inviati a Cupertino, ma copiati sul computer ad ogni backup del dispositivo. E inoltre, le app per iPhone e iPad che fanno uso della geolocalizzazione richiedono sempre un permesso esplicito, mentre il file incriminato viene aggiornato costantemente, senza che l’utente ne sia informato.</p>
<p>Normalmente i dati relativi alla presenza di un telefonino in una certa zona sono raccolti dagli operatori, che su richiesta possono fornirli agli inquirenti per le indagini (è così, ad esempio, che la Procura di Milano conosce gli spostamenti dei protagonisti del Rubygate). Di recente, il parlamentare verde tedesco Malte Spitz ha chiesto alla Deutsche Telekom di pubblicare il file che lo riguarda: in sei mesi, le coordinate del suo cellulare erano state registrate 35 mila volte.  E oggi, tra chi pretende chiarimenti ad Apple c’è naturalmente il Ministero tedesco per la tutela dei consumatori, ma anche l’Adoc italiana, che invoca l&#8217;intervento del Garante per la privacy.</p>
<p>Un anno fa Steve Jobs aveva spiegato come Apple tenesse alla riservatezza dei propri clienti più di tante altre aziende tecnologiche, riferendosi evidentemente a Facebook, Google, Foursquare, che raccolgono dati personali, a volte in maniera non del tutto trasparente. Così qualcuno ipotizza un bug: in iOS4, il sistema operativo lanciato a giugno 2010, il file incriminato non si cancellerebbe da solo, ma continuerebbe a registrare i dati. Con un aggiornamento software il problema sarebbe risolto, ma nel frattempo è consigliabile attivare l’opzione per criptare il backup sul computer, in modo che le informazioni non siano accessibili. E chi non ha niente da nascondere, con iPhone Tracker può farsi una bella mappa dei suoi viaggi da mostrare agli amici su Facebook, che tanto avranno già visto foto, video, commenti: altro che privacy.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2011/04/21/862/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A sorpresa, Steve Jobs presenta l&#8217;iPad 2</title>
		<link>http://ruffilli.net/2011/03/02/a-sorpresa-steve-jobs-presenta-lipad-2/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2011/03/02/a-sorpresa-steve-jobs-presenta-lipad-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 19:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=807</guid>
		<description><![CDATA[«Abbiamo lavorato tanto su questo prodotto e non volevo perdermi il suo lancio». Steve Jobs è sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco per presentare la sua ultima creatura, l&#8217;iPad 2. Alla vigilia del lancio, sul web si era diffusa la voce che il presidente di Apple avrebbe approfittato dell&#8217;occasione per apparire in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/03/ipad-2-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-808" title="ipad-2-3" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/03/ipad-2-3.jpg" alt="" width="500" height="340" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/03/ipad-2-3.jpg"></a>«Abbiamo lavorato tanto su questo prodotto e non volevo perdermi  il suo lancio». Steve Jobs è sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco  per presentare la sua ultima creatura, l&#8217;iPad 2. Alla vigilia del lancio, sul  web si era diffusa la voce che il presidente di Apple avrebbe approfittato  dell&#8217;occasione per apparire in pubblico, interrompendo un periodo di malattia  che dura dal 17 gennaio, e che lo ha costretto a passare il timone dell&#8217;azienda  al direttore operativo Tim Cook. E lo ha fatto davvero. Magro, ma non più del  solito, un&#8217;inedita cintura a sostenere i soliti Levi&#8217;s 501, annuncia numeri da  successo mondiale: il 2010 è stato l&#8217;anno dell&#8217;iPad, racconta, con 15 milioni di  esemplari in nove mesi, «più di tutti gli altri tablet messi insieme». Per  Cupertino questa cifra si traduce in 9,5 miliardi di dollari di fatturato, oltre  il 17 per cento del totale.</p>
<p><strong>Per le videochiamate</strong><br />
«Ma non ci siamo  riposati sugli allori», dice Jobs, e la sua voce un po&#8217; stanca echeggia nella  sala della Bbc di Londra, dove sono riuniti i giornalisti europei. Il nuovo  tablet Apple è più sottile e più potente, disponibile in bianco e nero («da  subito», commenta, ironizzando sulla débâcle dell&#8217;iPhone bianco, mai arrivato  sul mercato) e ha finalmente una fotocamera per le videochiamate e una per  riprendere video e foto. Mancano ancora la porta Usb e la compatibilità con  Flash.<br />
A un primo contatto ricorda un grande iPod touch, e fa sembrare già  obsoleto il modello precedente, grazie anche ad un accessorio come la smart  cover, che lo protegge ma non ne svilisce il design. L&#8217;iPad 2 sarà in vendita  allo stesso prezzo della prima versione dall&#8217;11 marzo negli Usa e dal 25 in  Italia. Giusto in tempo per fronteggiare l&#8217;invasione della concorrenza: se  finora il tablet Apple è stato praticamente senza rivali, entro la fine  dell&#8217;anno dovrebbero infatti essere un centinaio i modelli in commercio,  perlopiù basati sul sistema operativo Android 3 di Google. Jobs, come sempre, è  molto diretto: li chiama «copioni».<br />
A Cupertino hanno scelto la strada  dell&#8217;evoluzione e non della rivoluzione, certi che il vantaggio acquisito  basterà a garantire la supremazia dell&#8217;iPad ancora per molto tempo. Jobs  sottolinea come la diffusione del tablet abbia trasformato per sempre il mercato  dell’informatica, introducendo l&#8217;idea di un computer davvero personale, semplice  da usare, perfetto per il lavoro e i giochi, ma anche per libri, film e tv.<br />
<strong>Il post computer</strong><br />
Il computer dopo il computer, il «post pc»: un mercato  che nel 2011 dovrebbe arrivare a 45 milioni di pezzi. «Non ha senso parlare di  velocità e specifiche tecniche &#8211; prosegue &#8211; come se questi apparecchi fossero  pc». Invece hardware e software sono progettati insieme (e qui Apple offre sul  suo Store 65 mila app apposta per l&#8217;iPad), sempre tenendo in mente l&#8217;esperienza  d&#8217;uso: così Garage Band, ad esempio, permette di riprodurre infiniti strumenti  musicali e suonarli con un dito. E l&#8217;accelerometro smette di essere un  componente elettronico per trasformarsi in una piccola magia: le note del  pianoforte suonano più meno forti a seconda del tocco.<br />
In un&#8217;ora la  rivincita di Jobs è completa. Sugli altri tablet, «che i produttori dovranno  riprogettare dopo il nostro iPad 2», sui tabloid scandalistici, per i quali gli  rimanevano solo poche settimane di vita. E sulla malattia, che per alcuni minuti  sembra apparire meno grave. La presentazione della nuova tavoletta si conclude  proprio come il lancio della prima versione, il 27 gennaio dello scorso anno:  «La tecnologia da sola non ci fa battere il cuore. Per farlo, deve essere unita  alle arti liberali e all&#8217;umanesimo». Dopo i ringraziamenti a tutto il team  dell&#8217;iPad, il sipario cala con la musica dei Beatles.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2011/03/02/a-sorpresa-steve-jobs-presenta-lipad-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nuovo disco dei Gorillaz nasce sull&#8217;iPad</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/12/27/il-nuovo-disco-dei-gorillaz-nasce-sullipad/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/12/27/il-nuovo-disco-dei-gorillaz-nasce-sullipad/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 13:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Damon Albarn]]></category>
		<category><![CDATA[Gorillaz]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=817</guid>
		<description><![CDATA[Il quarto disco dei Gorillaz è uscito il giorno di Natale, ma nei negozi arriverà l’anno prossimo; per ora si può ascoltare in streaming sul sito della band o scaricare (bisogna essere iscritti al Fan club ufficiale). Elettronico e introspettivo, The Fall è una sorta di diario di viaggio nato in due mesi di tour, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="TEXT"><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/03/gorillaz.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="gorillaz" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2011/03/gorillaz.jpg" alt="" width="584" height="329" /></a></div>
<div></div>
<div>Il quarto disco dei Gorillaz è uscito il giorno di Natale, ma  nei negozi arriverà l’anno prossimo; per ora si può ascoltare in streaming sul  sito della band o scaricare (bisogna essere iscritti al Fan club ufficiale).  Elettronico e introspettivo, <em>The Fall</em> è una sorta di diario di viaggio nato in  due mesi di tour, ma soprattutto è il primo album registrato, composto e suonato  su iPad. Come nell’Ottocento i viaggiatori del Grand Tour non si separavano  dai loro quaderni di appunti, così oggi Damon Albarn non si muove senza la  tavoletta Apple, che usa per registrare suoni, prendere note, inventare schemi  ritmici. E per sopportare meglio lo stress dei concerti: «Ho sempre passato le  sere in albergo a guardare le pareti chiedendomi dove fossi &#8211; racconta &#8211; adesso  ho scoperto che continuare a lavorare alle canzoni mi fa sentire meglio».</div>
<div>
I  brani di <em>The Fall</em> sono ispirati ai vari Stati americani attraversati dal tour,  dall’iniziale <em>Phoner to Arizona</em> (di cui esiste anche un bel video diretto da  Jamie Hewlett, l’altra metà dei Gorillaz), fino a <em>Seattle Yode</em>l, passando per <em> Detroit</em>,<em> The Snake in Dallas</em>, <em>California &amp; the Slipping of the Sun</em>. La  produzione è più essenziale, meno stratificata rispetto all’ultimo Plastic  Beach, uscito questa primavera. Anche gli ospiti sono più rari: solo Bobby  Womack in Bobby in Phoenix e Paul Simonon e Mick Jones, che furono  rispettivamente basso e chitarra nei Clash e con Albarn hanno già collaborato  più volte.</div>
<div>
<em>The Fall </em>è un disco vero, che rivela per i Gorillaz una nuova  direzione, meno dance e più malinconica. I quindici brani che lo compongono,  però, saranno forse ricordati come un passo avanti nella tecnologia più che  nella storia del pop, a differenza di Clint Eastwood, <em>Feel Good Inc.</em> o <em>Stylo</em>.  Questo perché oggi perfino gli apparecchi più avanzati e i computer musicali più  evoluti adottano ancora interfacce basate su una tastiera, mentre con l’iPad  basta un dito, non è necessario saper leggere le note o suonare come il pianista  Lang Lang, che ha usato spesso il tablet Apple in concerto. Esistono infatti  programmi che consentono di creare musica disegnando linee o figure geometriche,  altri che convertono la voce in uno strumento, altri ancora che consentono di  modificare i suoni come con un sintetizzatore: nel libretto, Albarn ne elenca  una ventina. È anche possibile registrare tutto, con una qualità di poco  inferiore a uno studio professionale. Ma il talento, la voglia di sperimentare,  il gusto per il pop raffinato e intelligente di <em>The Fall </em>non si trovano in  nessuna tavoletta.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/12/27/il-nuovo-disco-dei-gorillaz-nasce-sullipad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Books, la letteratura italiana diventa digitale</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/06/29/google-books-la-letteratura-italiana-diventa-digitale/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/06/29/google-books-la-letteratura-italiana-diventa-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 09:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[eBook]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Mattiuzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Google Books]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=731</guid>
		<description><![CDATA[Basterà un click (o un tocco): Dante, Petrarca, Leopardi e Manzoni si leggeranno su computer e telefonini, sull’iPad di Apple e sui lettori di eBook capaci di connettersi al web. Un milione di volumi custoditi nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze saranno trasformati in formato digitale e messi a disposizione gratuitamente sulla piattaforma Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/06/ebooks.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-732" title="ebooks" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/06/ebooks.jpg" alt="" width="508" height="207" /></a></p>
<p>Basterà un click (o un tocco): Dante, Petrarca, Leopardi e Manzoni si leggeranno su computer e telefonini, sull’iPad di Apple e sui lettori di eBook capaci di connettersi al web. Un milione di volumi custoditi nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze saranno trasformati in formato digitale e messi a disposizione gratuitamente sulla piattaforma Google Books: l’accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stato annunciato due mesi fa, ma le operazioni di digitalizzazione richiederanno dai cinque ai dieci anni per essere completate. “Ci vorrà del tempo per realizzare lo scanning center &#8211; spiega Gino Mattiuzzo, responsabile di Google Books Italia – poi bisogna tener conto della rarità e della fragilità delle opere, della necessità di catalogarle e indicizzarle”.</p>
<p><strong>L’accordo italiano è il primo con un governo, mentre finora negli altri Paesi hanno aderito all’appello di Google solo alcune biblioteche e università. Come mai in questo campo siamo all’avanguardia? </strong><br />
“Partiamo da un’esigenza comune: Bondi punta a diffondere la cultura italiana nel mondo, noi ad allargare l’offerta di testi in lingue diverse dall’inglese. Abbiamo offerto un’interfaccia affidabile e potente, ma abbiamo pure risolto il problema dei finanziamenti, perché la scansione è a spese nostre. Alla fine forniremo al Ministero le copie digitali di tutti i testi, che potranno essere consultati anche sui siti web delle biblioteche nazionali di Roma e Firenze o su piattaforme diverse da Google Books”.</p>
<p><strong>Il vostro è uno standard universale? </strong><br />
“E’ facilmente accessibile da tutto il mondo tramite internet, conta dodici milioni di titoli in oltre cento lingue, è un patrimonio enorme a disposizione di tutti”.</p>
<p><strong>Catalogate anche i giornali? </strong><br />
“In Italia no, ma negli Usa abbiamo messo a disposizione del pubblico intere annate di riviste come Science e Popular Mechanics”.</p>
<p><strong>L’accordo ha per oggetto i testi fino al 1868, dove il copyright non è previsto. E per gli altri? </strong><br />
“Per i libri protetti da copyright contattiamo direttamente gli editori. Su Google Books è disponibile un’anteprima limitata al 20 per cento del libro: chi cerca un volume può sfogliarlo, poi se lo trova interessante lo compra, proprio come in libreria. A breve, inoltre, lanceremo Google Editions: per gli eBook è un nuovo canale di distribuzione che si aggiunge alle piattaforme attuali”.</p>
<p><strong>Avete già stretto accordi con case editrici italiane? </strong><br />
“Certo, da Feltrinelli a Franco Angeli, dalle Paoline alle Edizioni Mediterranee; molte altre stanno per arrivare”.</p>
<p><strong>Come si fa a entrare in Google Books? </strong><br />
“Basta creare un account, accettare le condizioni di servizio e dichiararsi titolare del copyright, poi si invia il libro cartaceo o il file digitale: alla digitalizzazione pensiamo noi. E’ un procedimento molto semplice.”</p>
<p><strong>Tanto che un autore potrebbe farlo da solo? </strong><br />
“In teoria sì, però il lavoro di una casa editrice è ancora indispensabile per arrivare a un’opera di qualità. Nella revisione del testo, nella distribuzione e nel marketing, ad esempio”.</p>
<p><strong>Google diventerà editore in proprio? </strong><br />
“Assolutamente no”.</p>
<p><strong>Chi decide di vendere un libro tramite Google Books come può guadagnarci? </strong><br />
“In due modi: come partner, cioè mettendo a disposizione gratuitamente un’anteprima del libro, all’editore va una parte dei ricavi pubblicitari di AdSense anche se il libro non viene venduto. Se invece un testo è acquistato tramite Google, l’incasso va all’editore e per noi c’è una percentuale, proprio come succede con un libraio.”</p>
<p><strong>Come viene stabilito il prezzo? </strong><br />
“E’ una scelta che spetta esclusivamente agli editori. Naturalmente ci aspettiamo che i prezzi siano più bassi degli stessi titoli su carta”.</p>
<p><strong>Con Google Books i libri si possono leggere senza essere connessi a internet? </strong><br />
“Per ora no, ma ci stiamo lavorando. Ogni libro è collegato all’account Google dell’utente e conservato online per gestire al meglio i diritti d’autore, ma in futuro sarà possibile scaricare testi e trasferirli da un apparecchio all’altro”.</p>
<p><strong>Se tutti i titoli sono registrati nel mio account, allora Google conosce i miei interessi e gusti letterari? </strong><br />
“Sì, ma ognuno può controllare le informazioni contenute nel proprio account, e nel caso decidere di cancellarle”.</p>
<p><strong>Con le anteprime gratuite e le ricerche non si corre il rischio di frammentare i libri? Non è che la generazione di Google Books consumerà solo pagine o capitoli, come fanno già ora i ragazzini, che scaricano in Mp3 canzoni singole e non album interi? </strong><br />
“Inevitabilmente le tecnologie influenzano i contenuti e le abitudini, com’è successo per la musica. Così gli editori potrebbero decidere di vendere singoli capitoli o puntare sui racconti brevi. Potrebbe essere uno scenario stimolante sia per gli scrittori che per i lettori”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/06/29/google-books-la-letteratura-italiana-diventa-digitale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apple, la fabbrica che produce desideri</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/05/28/apple-come-si-fabbricano-i-desideri/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/05/28/apple-come-si-fabbricano-i-desideri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 07:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[Macintosh]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=719</guid>
		<description><![CDATA[A chi e a cosa serve un computer-tavoletta privo di tasti, senza porte usb né videocamera? L’iPad arriva oggi nei negozi europei senza aver risposto alla domanda, ma con un milione di esemplari venduti negli Usa in appena quattro settimane. Di centomila prenotazioni in Italia e di un clamore mediatico senza precedenti. O meglio, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/05/appletabletb601-copy.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-718" title="appletabletb601 copy" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/05/appletabletb601-copy.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a>A chi e a cosa serve un computer-tavoletta privo di tasti, senza porte usb né videocamera? L’iPad arriva oggi nei negozi europei senza aver risposto alla domanda, ma con un milione di esemplari venduti negli Usa in appena quattro settimane. Di centomila prenotazioni in Italia e di un clamore mediatico senza precedenti. O meglio, i precedenti esistono, e sono ancora Apple: l’iPod prima, l’iPhone poi. Nemmeno loro hanno risposto alle domande che hanno sollevato: perché passare l’intera giornata con le cuffiette bianche nelle orecchie e 40 mila canzoni nel taschino? Perché acquistare un cellulare costoso, che non è un granché per telefonare però sfiorandolo con un dito fa mille cose inutili e divertenti?</p>
<p>L’ultima crociata di Steve Jobs è contro i bottoni. Ma da quando è a capo di Apple (dal ‘76 a oggi, a parte un esilio di dodici anni), Steve Jobs crea bisogni, inventa necessità, stimola pulsioni di possesso insieme perfettamente logiche e profondamente irrazionali. Sa quello che i consumatori vogliono anche se loro stessi ancora lo ignorano. A un certo punto, ad esempio, decise che i computer non avevano più bisogno dei floppy disk. Era il 1998 e le chiavette Usb non si vendevano ancora, internet non era così diffusa (e molto lenta), ma l’iMac poteva scambiare file solo in allegato a una mail. Per entrare nell’élite che usava il computer colorato come il mare di una città australiana serviva un lettore di floppy esterno: un disagio sopportato stoicamente dagli adepti. Progettato con maniacale cura da Jonathan Ive &#8211; che poi firmerà tutti i prodotti Apple &#8211; l’iMac cambiò l’aspetto dei computer; era tondeggiante, amichevole, facile da usare. Univa praticità e sentimento, informatica e design. Jobs lo ha ripetuto, lo scorso gennaio, presentando l’iPad: Apple è da sempre al crocevia tra scienza e arti liberali.</p>
<p>La musica, per dirne una: 250 milioni di iPod fa c’era solo il walkman, oggi l’azienda di Cupertino (che nel frattempo non si chiama Apple Computer, ma Apple e basta) è il primo negozio nel mondo di rock, pop, classica. Oltre dieci miliardi di canzoni vendute, una superiorità così schiacciante che gli Usa hanno avviato un’indagine per sospette pratiche monopoliste. Roba da Microsoft. Eppure anche con iTunes Store, Jobs ha saputo creare un bisogno: dopo Napster erano pochissimi quelli che sentivano la necessità di acquistare canzoni sul web, pieno di file Mp3 da scaricare gratis. Sette anni dopo, non sono abbastanza da sconfiggere la pirateria, ma sufficienti per prospettare alle case discografiche una via d’uscita dalla crisi che le ha devastate negli ultimi anni. Jobs li ha convinti con la buona qualità dell&#8217;audio, la velocità del download, la facilità d’uso. Ha condotto una battaglia personale contro le odiose limitazioni imposte dalle major: all’inizio i brani acquistati potevano essere ascoltati solo sull’iPod, oggi sono leggibili da tutti i lettori. E infine ha pensato anche ad abbinare agli anonimi file musicali i testi e le copertine, come nei dischi. Che si sfogliano, quasi fossero le vecchie collezioni di ellepì. Nostalgia e tecnologia.</p>
<p>Sconfitto il cancro, rinato grazie ad un trapianto di fegato (e diventato sostenitore della donazione di organi), per Jobs questo 2010 sarà un anno da ricordare. E anche per Apple: le novità in programma sono parecchie, a cominciare dalla Worldwide Developers&#8217; Conference che si apre il 7 giugno a San Francisco, dove con ogni probabilità sarà presentato il nuovo iPhone. Perché il segreto è sì pensare diversamente, ma anche saper riconoscere il valore degli avversari: l’ultimo si chiama Google.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/05/28/apple-come-si-fabbricano-i-desideri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;iPad in Italia, istruzioni per l&#8217;uso</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/05/27/lipad-in-italia-istruzioni-per-luso/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/05/27/lipad-in-italia-istruzioni-per-luso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 May 2010 07:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[App Store]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Tim]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Vodafone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=712</guid>
		<description><![CDATA[Domani il gadget dell’anno arriverà in Italia. Ufficialmente almeno, visto che di iPad se ne vedono già diversi, souvenir assai ambiti di viaggi negli Usa (l’unico Paese dove finora è in commercio) o frutto di coraggiose contrattazioni su eBay. Dalla mattina del 28 maggio, il computer-tavoletta di Steve Jobs sarà in vendita nelle grande catene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/05/ipaddd.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-714" title="ipaddd" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/05/ipaddd.png" alt="" width="596" height="129" /></a>Domani il gadget dell’anno arriverà in Italia. Ufficialmente almeno, visto che di iPad se ne vedono già diversi, souvenir assai ambiti di viaggi negli Usa (l’unico Paese dove finora è in commercio) o frutto di coraggiose contrattazioni su eBay. Dalla mattina del 28 maggio, il computer-tavoletta di Steve Jobs sarà in vendita nelle grande catene di elettronica, nei rivenditori specializzati Apple e negli Store di Milano e Roma. La ricerca però potrebbe rivelarsi difficile: sul sito web italiano di Apple ne sono stati prenotati centomila, di cui molti saranno consegnati direttamente a casa il giorno del lancio; chi invece decidesse di piazzare l&#8217;ordine oggi dovrà aspettare fino a metà giugno.</p>
<p><strong>Cos’è</strong></p>
<p>E’ un computer ma non si usa come un computer, è un cellulare ma non serve per telefonare. Dopo anni di processori sempre più potenti, di hard disk sempre più capienti, di schemi sempre più ingombranti, l’iPad ha un processore da 1GHz, una memoria da 16GB e un display da 9,7 pollici. Dotazioni simili a quelle dei netbook, i computer superportatili e supereconomici, ma funzionamento del tutto diverso: grazie al sistema operativo derivato da quello dell’iPhone, il nuovo gioiello di Apple risponde immediatamente ai comandi, mentre lo schermo ha colori nitidi e un angolo di visione assai ampio. Come l’iPhone e l’iPod Touch, ha un solo tasto e si comanda con le dita, quindi può trasformarsi in mille gadget diversi, perché è il programma stesso a disegnare di volta in volta una nuova interfaccia.</p>
<p><strong>Cosa fa</strong></p>
<p>Fuori dalla scatola, l’iPad serve per ascoltare musica, navigare sul web, inviare mail, vedere foto. Ha anche le mappe di Google, i video di Youtube, un’agenda e una rubrica. Altri programmi si possono acquistare su App Store; quelli per iPhone (circa duecentomila) sono compatibili, ma meglio cercare le App universali o scritte apposta per l’iPad (quasi cinquemila). Da provare almeno <em>AirVideo</em> (per vedere i film direttamente dal proprio computer), <em>Early Edition</em> (legge feed Rss dai siti web, organizzandoli come fossero un giornale, <em>IM+</em> (messaggeria istantanea su tutti i social network). Tra i giochi, assai intriganti <em>Pinball HD, Real Racing</em> e <em>Mirror Edge</em>, mentre un po’ a tutti serviranno <em>Goodreader</em>, per leggere i pdf e <em>Dropbox</em>, una specie di hard disk virtuale dove conservare i file più importanti. Per i professionisti, poi, sono da avere <em>Pages, Keynote </em>e<em> Number</em>s, i tre programmi della suite Apple compatibile con Microsoft Office.</p>
<p><strong>Libri e giornali</strong></p>
<p>La prima app da scaricare (gratuitamente) è senz’altro <em>iBooks</em>, il software che trasforma l’iPad in un lettore di libri elettronici, con tanto di scaffale dove riporre i volumi acquistati su iBookstore, la libreria virtuale di Apple. E gli italiani o si rivolgono a Dante e Machiavelli, oppure imparano una lingua straniera, visto che l’offerta è molto più ampia in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Non si spende niente, ma al momento non c’è un solo libro contemporaneo nella nostra lingua. Arriveranno entro l’anno, quando i contratti con le case editrici saranno definiti; intanto si possono scaricare i titoli del Progetto Gutenberg in formato ePub, ma serve un computer per copiarli sull’iPad. Meglio i giornali: il Wall Street Journal, ad esempio, è animato come il Libro magico di Harry Potter e basta un tocco perché le foto prendano vita, trasformandosi in filmati o in gallerie di immagini, le pubblicità sono interattive, i testi si reimpaginano automaticamente. Basterà per portare i giornali fuori dalla crisi di questi anni? Gli editori ci scommettono, chi per convinzione, chi per disperazione.</p>
<p><strong>Quale acquistare</strong></p>
<p>Se gli scettici sono parecchi, gli entusiasti e i fanatici dell’iPad non sono certo pochi. Quelli italiani faranno bene ad acquistarlo nella versione 3G. Costa cento euro di più, ma evita corse affannose negli aeroporti e richieste sfacciate di password per connettersi ad una rete wifi e scaricare mail o navigare sul web. Ecco le tariffe degli operatori: 5 euro al mese per Tre Italia; 2 euro al giorno, solo quando serve, con Vodafone (o 30 per un mese); l’offerta di Tim dovrebbe attestarsi sui 19 al mese (con un’opzione a 9 euro). Ancora, se si prevedono lunghi viaggi, 32 GB di memoria sono il minimo per caricare film, giochi e musica. Infine, da comprare a parte, le cuffiette Apple con il telecomando, come quelle dell’iPhone. Dopo il milione di esemplari venduti in quattro settimane negli Stati uniti, è facile immaginare che l’iPad sarà un successo anche da noi. Così forse si avvererà la profezia di Bill Gates, che nel 2001 aveva lanciato lo sfortunato tablet pc: «Diventerà il computer più diffuso nel mondo», disse. Ma non immaginava che sarebbe stato targato Apple.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/05/27/lipad-in-italia-istruzioni-per-luso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A New York, il giorno dell&#8217;iPad</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/04/04/a-new-york-il-giorno-dellipad/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/04/04/a-new-york-il-giorno-dellipad/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 21:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Modern Family]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=666</guid>
		<description><![CDATA[Sono le nove del mattino, c’è il sole, il cielo è azzurro. Ma la Fifth Avenue risuona di un conto alla rovescia, neanche fosse Times Square l’ultima notte dell’anno. Three, two, one, go! E parte la corsa all’iPad, con centinaia di persone che si accalcano nel negozio Apple. Qualcuno era in coda da giorni, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/04/IMG_5991.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-669" title="IMG_5991" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/04/IMG_5991.jpg" alt="" width="560" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Sono le nove del mattino, c’è il sole, il cielo è azzurro. Ma la Fifth Avenue risuona di un conto alla rovescia, neanche fosse Times Square l’ultima notte dell’anno. Three, two, one, go! E parte la corsa all’iPad, con centinaia di persone che si accalcano nel negozio Apple. Qualcuno era in coda da giorni, come Greg Packer, pensionato con parecchio tempo da perdere, che risponde alle domande dei giornalisti solo se garantiscono adeguata visibilità: “Perché lo compro? Perché è un portatile senza tastiera e un iPhone senza telefono, sono certo che cambierà la storia dei computer”.<br />
Non è il solo a pensarla così e se le code non sono chilometriche, è solo perché molti hanno preferito prenotare sul web il gadget dell’anno e riceverlo a domicilio. In alternativa, è possibile ritirarlo presso il negozio più vicino: così le file sono in realtà due, e il primo ad agitare trionfante l’iPad davanti al cubo di vetro con la Mela è Richard Gutjahr, blogger tedesco con stampato sulla maglietta l’indirizzo web del suo sito.  Pubblicità a buon mercato o interesse reale? “Penso sia un prodotto geniale, ma saranno le applicazioni a fare la differenza”.</p>
<p style="text-align: left;">Il mercato è già vastissimo: alle oltre 150 mila sviluppate finora per iPhone e iPod Touch, su App Store c’è una sezione con un migliaio di programmi che permettono di sfruttare al meglio la potenza di calcolo e lo schermo da 9,7 pollici dell’ultima creatura di Steve Jobs. E’ perfetto per foto, film e programmi tv, ma pure per leggere libri, giocare, navigare in internet, gestire le mail. Si comanda sfiorandolo con le dita, ha una memoria da 16 a 64 Gb; a internet accede attraverso il wi-fi o la rete cellulare.“E’ a metà strada tra un cellulare e un portatile”, aveva detto Jobs alla presentazione a San Francisco il 27 gennaio scorso. Tutto in alluminio, assomiglia a un iPod touch gigante, così da Tekserve, uno dei pochi negozi non Apple che lo vendono, un commesso scherza: “Non lo compro, ho già la versione mini”, e tira fuori il suo iPod. David Lerner, cinquantasei anni, venticinque passati a vendere computer Mac, non ha dubbi: sarà un successo. E le ultime stime degli analisti di mercato prevedono sette milioni di esemplari venduti nel 2010.</p>
<p style="text-align: left;">In Europa il tablet Apple arriverà più in là (le date più probabili sono il 24 o il 30 aprile), così i turisti in cerca del souvenir più originale sono molti, ma alla fine diversi italiani optano per il vicino negozio di Abercrombie &amp; Fitch: “Costa troppo &#8211; spiegano Laura e Michela – e noi abbiamo un sacco di regali da fare”. I prezzi vanno da 499 a 699 dollari, ma Apple vende al massimo due iPad per persona, e chi è riuscito ad accaparrarsene anche solo uno lo tiene ben stretto:  “Non so ancora come lo userò, ma so che volevo averlo subito”, spiega un ragazzo. Perché? “Comprerei tutto quello che produce Apple”.  Poco in là, una ragazza racconta di aver aspettato due giorni per regalarlo al fidanzato. Assomiglia ad Ugly Betty, ma interpreta il ruolo che in tv è della moglie di Phil, nella seguitissima serie “Modern Family”. Nell’ultimo episodio, trasmesso qualche giorno fa, lei decide di comprare un iPad per il compleanno del marito, ma viene coinvolta in una rissa mentre aspetta in coda.  Alla fine riesce ad averlo e la puntata si chiude con Phil che sussurra un “ti amo” e la moglie che risponde “Anch’io”. Solo che lui sta parlando all’iPad.</p>
<p style="text-align: left;">La copertura mediatica riservata al gadget di Apple è impressionante: Steve Jobs campeggia sulla copertina di Time Magazine e di Newsweek, mentre il Wall Street Journal, il New York Times e altri quotidiani, riviste e siti web hanno pubblicato recensioni entusiastiche e in tv David Letterman ne ha già scoperto un uso inedito, come tagliaverdure. Questo non impedisce che ci sia chi è deluso e decide di rinviare l’acquisto: “Troppo pesante”; “Non ha la porta Usb”; “Bello ma non è compatibile con i siti che usano Flash”; “Mi aspettavo una webcam, attenderò il modello successivo”, sono alcuni commenti di chi prova gli esemplari esposti. “I libri si leggono meglio sul Kindle”, obbietta perplesso un signore di mezza età, confrontando lo schermo dell’iPad con quello in bianco e nero del lettore Amazon che ha portato da casa. Per i critici più agguerriti, però, il vero problema sarebbe un altro. Con iTunes prima, App store poi, e ora iBooks, Steve Jobs avrebbe creato un sistema chiuso, dov’è l’unico a decidere quali contenuti possono arrivare sugli apparecchi Apple: giornali, libri, musica, film, show televisivi, videogame, software. Un controllo pressoché totale, che metterebbe nelle sue mani un potere enorme.</p>
<p style="text-align: left;">Intanto, almeno un’obiezione si può lasciar cadere: la tastiera virtuale non sarà comodissima, ma si può usare anche per testi piuttosto lunghi. Questo articolo è stato scritto in parte su un iPad.</p>
<p style="text-align: left;">(foto: <a href="http://www.ifabio.com" target="_blank">iFabio</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/04/04/a-new-york-il-giorno-dellipad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>iPad, pregi e difetti</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/01/30/ipad-pregi-e-difetti/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/01/30/ipad-pregi-e-difetti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 07:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Tablet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=611</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;Apple Store di Stockton Street c&#8217;è il solito viavai di clienti, turisti, curiosi, fanatici della Mela. E molti, convinti di trovare l&#8217;iPad già sugli scaffali del negozio, rimangono delusi quando i commessi spiegano che dovranno attendere fino a marzo (aprile, se vogliono il modello 3G). Inseguita da anni, prevista da blogger e siti web, annunciata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-612 aligncenter" title="ipad_steve_jobs" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/02/ipad_steve_jobs.jpg" alt="ipad_steve_jobs" width="450" height="301" /></p>
<p>All&#8217;Apple Store di Stockton Street c&#8217;è il solito viavai di clienti, turisti, curiosi, fanatici della Mela. E molti, convinti di trovare l&#8217;iPad già sugli scaffali del negozio, rimangono delusi quando i commessi spiegano che dovranno attendere fino a marzo (aprile, se vogliono il modello 3G).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Inseguita da anni, prevista da blogger e siti web, annunciata da partner commerciali mesi prima che fosse presentata, la tavoletta magica di Steve Jobs portava con sé un carico di aspettative tale da dover necessariamente scontentare più d&#8217;uno. E così è stato: azioni in calo, critiche sul web, dove qualcuno aveva immaginato addirittura un sistema capace di riconoscere il volto e adattare le prefaerenze a seconda dell&#8217;utilizzatore, o un display in grado di dare la sensazione del rilievo dei singoli tasti quando si usa la tastiera virtuale. Certo, qualche caratteristica nuova potrebbe arrivare in seguito, con aggiornamenti software, com&#8217;è successo per l&#8217;iPhone; è il caso, ad esempio, del multitasking, tecnicamente possibile, ma ancora assente: il tablet con la Mela oggi può eseguire solo un programma per volta.</p>
<p>L&#8217;hardware, però, non si può modificare facilmente, e se una webcam esterna o un adattatore usb prima o poi arriveranno, sarà difficile che qualcuno trovi un modo per usare le normali schede telefoniche sull&#8217;iPad: curiosamente Apple ha scelto le nuovissime MicroSim, più piccole delle Sim attuali. Se è vero che in teoria si può usare con tutti operatori, il tablet di Jobs funziona in realtà soltanto con AT&amp;T, al momento l&#8217;unica a produrle; per chi vuole usarlo in Europa, c&#8217;è il modello con wifi, che costa anche meno. Per il resto, in pochi hanno avuto modo di provarlo dal vivo (i giornalisti accreditati erano 600), quindi quelle che circolano sono perlopiù illazioni o impressioni.</p>
<p>Diverso l&#8217;atteggiamento degli analisti, che prevedono per l&#8217;iPad vendite variabili tra 1 e 5 milioni per quest&#8217;anno: la piattaforma convince, per prezzo e caratteristiche tecniche. Ma perché davvero sia una via d&#8217;uscita alla crisi dei media c&#8217;è da inventare un linguaggio nuovo, più semplice di quello del web, capace di integrare testi, audio, video, foto in un modo diverso e originale, non basta copiare il New York Times. Bene i giochi (anche se i blogger continuano a preferire l&#8217;iPhone e l&#8217;iPod Touch), qualche dubbio sugli accordi con i gruppi editoriali: mancava McGrawHill, forse perché il direttore editoriale Terry McGraw si era lasciato sfuggire di “essere molto contento” per il tablet Apple proprio alla vigilia della presentazione. A proposito di eBook, il Kindle sarebbe avvantaggiato dal display e-ink, che consente una lettura più riposante; apprezzata senza riserve invece l&#8217;applicazione iBooks, semplice da usare e graficamente molto ben realizzata, anche se all&#8217;inizio sarà disponibile solo negli Usa. Intanto, i lettori di eBook Sony a San Francisco sono in saldi, col 50 per cento di sconto.</p>
<p><strong>I pregi</strong></p>
<ul>
<li>Veloce, grazie al processore sviluppato da Apple</li>
<li>Facile da usare (è come un iPhone)</li>
<li>Compatibile con i programmi su App Store</li>
<li>Eccellente per navigare sul web, controllare la posta, vedere foto e video</li>
<li>Schermo molto luminoso, con ottimi colori</li>
<li>Il prezzo è ragionevole, relativamente alle caratteristiche</li>
<li>Piccolo e leggero, ha una struttura in alluminio che non si graffia come l&#8217;iPhone</li>
<li>La batteria dura 10 ore, secondo Apple (e fino a un mese in standby)</li>
<li>L&#8217;applicazione per gli eBook è intuitiva e ha una grafica curatissima</li>
<li>Apple ha previsto anche un dock con tastiera integrata (ma si paga a parte: 69 dollari)</li>
</ul>
<p><strong>I difetti</strong></p>
<ul>
<li>Niente multitasking: si può eseguire solo un programma per volta</li>
<li>Memoria limitata (solo 16 Gb per il modello più economico)</li>
<li>Sistema chiuso: per installare i programmi bisogna passare attraverso App Store</li>
<li>Manca la fotocamera</li>
<li>Il modello con connessione 3G costa 130 dollari in più</li>
<li>Non è compatibile con i siti web che usano Flash</li>
<li>I programmi per iPhone sono visualizzati con le dimensioni che hanno sul telefonino Apple oppure ingranditi, ma perdono definizione</li>
<li>Manca una porta Usb</li>
<li>Il modello 3G non usa una Sim standard, ma le nuove Micro-sim, ancora rarissime. Non si può togliere la scheda dal cellulare e inserirla nell&#8217;iPad</li>
<li>Al momento non si può usare come telefono, se non con Skype o simili</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/01/30/ipad-pregi-e-difetti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

