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Lumia 800, la scommessa di Nokia

16 novembre 2011 Nessun commento

Non ci saranno code nei negozi, questo weekend, quando arriverà il Lumia 800. Nokia non trasforma un lancio in un evento mediatico, non ha la verve teatrale di Apple, non ha un gran senso dello spettacolo (e quando lo usa i risultati non sono entusiasmanti).
Peccato, però, perché la posta in gioco è alta, le ambizioni notevoli, la partita aperta. I finlandesi si giocano il loro futuro con questo modello e con quelli che seguiranno (prima il Lumia 710, all’inizio del 2012, poi la seconda generazione di Windows Phone, sempre entro l’anno prossimo). Da tempo Nokia fatica a trovare il passo dell’evoluzione di un mercato, quello degli smartphone, che pure ha contribuito a creare: già molto prima dell’iPhone presentava i telefonini di gamma alta come “computer multimediali”, ma se è riuscita in qualche modo a sopravvivere negli ultimi anni è stato piuttosto per i terminali di fascia media e bassa.

Intanto, sulla fascia alta, il Lumia 800 è il nuovo top di gamma Nokia, accanto all’N9 uscito qualche mese fa, di cui condivide molte caratteristiche. Anzi, esternamente è identico: stesso splendido design minimalista senza viti o giunture, stessa struttura in policarbonato unibody (come dire, modellato da un unico blocco e non assemblato), stessi colori (nero, magenta, cyan). Anche lo schermo è uguale, un brillante display Amoled da 3,7 pollici.
Ma le analogie terminano qui: il Lumia 800, infatti, è il primo smartphone nato dall’accordo tra Nokia e Microsoft. Meego, il sistema operativo realizzato con Intel, è morto prima ancora di nascere, e con lui l’N9, che non avrà eredi. E’ troppo presto per dire se è la strada giusta, anche he perché Meego sembrava in effetti interessante. Ma Windows Phone ha se non altro il merito di essere un sistema operativo originale, che non copia semplicemente iOS di Apple o Android.

Nella versione 7.5, quella installata sul Lumia 800, è stabile e semplice da usare, pur presentando qualche difetto di gioventù (vedi le notifiche, ad esempio, o la mancanza del tethering). Funziona benissimo in combinazione con l’hardware dell’apparecchio, che pure non è il massimo della tecnologia oggi disponibile: il processore è un Qualcomm MSM8255 a 1,4 GHz con 512 MB di Ram, mentre i concorrenti adottano quasi tutti chip dual core sugli smartphone di fascia più alta, abbinandoli di solito a 1 GB di Ram. La differenza non si nota affatto, e nell’uso quotidiano il Lumia 800 è veloce almeno quanto il Samsung Galaxy S2 (ma un po’ meno dell’iPhone 4S, specie nella navigazione web).

Nokia non ha personalizzato granché l’interfaccia di Windows Phone, per cui il Lumia 800 sarà familiare a chi ha usato altri terminali con sistema operativo Microsoft, come Samsung, Lg o Htc. Le schermate sono solo due: una con mattonelle colorate più grandi, che rimanda alle funzioni usate più di frequente, e l’altra – con mattonelle più piccole – dove si accede alle altre app e alle impostazioni del telefono. Non si può intervenire molto, se non spostando le mattonelle, cambiando il colore della grafica o dello sfondo.

Qui c’è da notare l’elegante soluzione per i contatti, che sintetizza in un solo ambiente mail, messaggi, chiamate, ma pure Facebook e Twitter (qualcosa del genere era stato tentato da Sony Ericsson sulla serie Xperia, ma con risultati non altrettanto convincenti).
Made in Finland sono pure l’ottimo Drive, il navigatore gratuito basato sulle mappe di Nokia-Navteq (ma bisogna prima scaricare 300 e passa MB di dati), e il riproduttore musicale, che oltre a suonare file Mp3 e Acc trasferiti dal computer, permette pure di ascoltare musica in streaming dallo Store Nokia. Si sceglie il genere e i brani partono in ordine casuale (è possibile saltare a quello successivo ma non tornare indietro); ovviamente le canzoni si possono anche acquistare direttamente dal cellulare.

Data la lunga esperienza di Nokia nel settore e le specifiche tecniche (8Mpx e lenti Carl Zeiss), dalla fotocamera sarebbe lecito aspettarsi foto eccellenti. Purtroppo non è esattamente così: le immagini sono di buona qualità, ma non all’altezza di un iPhone 4S, ad esempio, che peraltro è molto più reattivo nel funzionamento e più veloce nella messa a fuoco. Buoni i video, ma anche qui c’è chi riesce a far meglio dei filmati a 720 punti del Nokia. Quasi tutti gli smartphone più recenti offrono inoltre uscite Hdmi per riprodurre immagini e video sul televisore di casa, una funzione che nel Lumia 800 sembra assente.

In compenso, il display è luminoso e ben contrastato, con un nero assai convincente, anche se i colori appaiono un po’ virati sul blu. Sulla carta la risoluzione di 480 punti per 800 non è entusiasmante, eppure la grafica di Windows Phone è resa perfettamente, grazie ai loghi stilizzati e alle scritte di grandi dimensioni. Il vetro rinforzato (gorilla glass) che lo ricopre dovrebbe garantire una buona resistenza a graffi e rotture (ma non alle impronte, visibilissime anche sul retro).

Il Lumia 800 non ha la fotocamera frontale, ma in pochi ne sentiranno la mancanza, considerato lo scarso favore che hanno riscosso le videochiamate su rete 3G. Peccato che nel Marketplace di Windows Phone non ci sia nemmeno Skype, che avrebbe consentito videochiamate gratuite almeno col WiFi; l’assenza è ancora più eclatante se si pensa che il più famoso servizio di Voip è da poco proprietà della stessa Microsoft. Lo store di Windows Phone, d’altra parte, non è vasto come quelli di Apple e Android, ma i titoli più diffusi ci sono (quasi) tutti, altri arriveranno: gli analisti stimano che la quota di mercato attuale di WP (meno del 2 per cento) dovrebbe decuplicare entro il 2015, e le app aumenteranno di conseguenza.

Intanto, Internet Explorer funziona molto bene, anche se manca la compatibilità con Flash. Non sarà un problema: non ci crede nemmeno più Adobe, che ha di recente annunciato l’abbandono della piattaforma. Facile da configurare la mail, anche se manca una casella unica per tutti i messaggi in entrata, decisamente pratica se si usa più di un account. Eccellente la tastiera software di Windows Phone, che si sposa a meraviglia con lo schermo touch molto sensibile, interessante la possibilità di accedere ai servizi di windows Live e Xbox direttamente dal telefonino. Molto completa la funzione di ricerca sul web, gestita da Bing, il motore di Microsoft, che può trovare parole, immagini, video, ma anche canzoni e Qr Code.

La ricezione, come da tradizione Nokia, è molto buona, agevolata anche dal corpo in policarbonato, mentre la durata della batteria è nella media, e in condizioni d’uso normali arriva a un giorno. Da segnalare che nella confezione è presenta anche una pratica custodia nello stesso colore e con lo stesso design del Lumia 800: lo rende più spesso, ma non ne altera l’aspetto; aggiunge però ancora qualche grammo di peso a un apparecchio non esattamente leggero (142 grammi). Ci è poi sembrato decisamente fragile lo sportellino apribile che nasconde la porta mini Usb per il trasferimento dati e la ricarica della batteria. Un po’ macchinosa anche l’apertura del vano per la scheda Mini-Sim. E con questo le possibilità di smanettare sono terminate: il Lumia 800 ha 16 GB di memoria interna che non sono espandibili con schede Sd e non c’è modo di sostituire la batteria.

In conclusione, il nuovo top di gamma Nokia è un apparecchio molto interessante, realizzato con cura e grande attenzione ai dettagli, che sfrutta  bene le caratteristiche del sistema operativo di Microsoft, anzi, per dirla con le parole del Ceo Stephen Elop, “il primo vero Windows Phone”. Con tutti i difetti di gioventù e tutte le incertezze dell’ultimo arrivato, ma anche con soluzioni originali e prospettive di sviluppo notevoli. Il Lumia è davvero la luce in fondo al tunnel per i finlandesi?Le premesse ci sono tutte, tranne forse una: il prezzo, che per essere davvero competitivo, in tempi come questi, dovrebbe essere più basso dei 499 euro di listino.

Dopo iPod e hard disk, per Bondi l’equo compenso si paga anche su hd-dvd

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Sul sostantivo sono quasi tutti d’accordo, è sull’aggettivo che le polemiche si sprecano. L’equo compenso è una remunerazione dovuta per legge alla Siae per rimediare al mancato guadagno di autori ed editori, i cui introiti vengono erosi dalla copia privata. Esiste da tempo, e torna ora d’attualità perché il governo ha deciso di estenderlo a tutti i supporti su cui è possibile registrare contenuti multimediali: la norma è stata approvata il 30 dicembre scorso e resa nota solo due giorni fa; sarà in vigore a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cosa cambia
Oggi chi compra un disco rigido o una memory stick paga solo l’apparecchio, in futuro parte del prezzo d’acquisto andrà anche alla Siae, per il solo presupposto che prima o poi quel supporto sarà usato per registrare o conservare materiale protetto da copyright. Non ha importanza che sull’hard disk ci siano le copie dei vecchi filmini in Super8, né che la chiavetta usb sia usata per copiare le foto delle vacanze: il governo, che da anni lotta contro la pirateria senza riuscire a sconfiggerla, decide che siamo tutti un po’ colpevoli, anzi, che più memoria usiamo e più lo siamo. Così l’equo compenso è applicato in misura proporzionale alla capacità dei vari supporti: per un hard disk da 1 Terabyte, sarà pari a 10 euro, ma se l’apparecchio è anche in grado di registrare e riprodurre musica e video, allora salirà a 30 euro. Gli hard disk multimediali costano tra 80 e 150 euro, in percentuale si tratta quindi di un aumento che può superare il 30 per cento: chi lo pagherà? Nelle intenzioni del legislatore, il prezzo finale non dovrebbe salire e la differenza dovrebbe essere coperta dal produttore. Il presidente della Siae Giorgio Assumma, raccogliendo l’allarme lanciato dalla parlamentare pd Giovanna Melandri, ha sottolineato che la Società degli autori e degli editori «vigilerà con attenzione» perché l’aumento delle quote non si ripercuota sui consumatori».

Le reazioni
Nessun commento da Apple, che con l’iPod ha inventato il più famoso dei riproduttori multimediali (ora il modello da 160 Gb costerebbe 16 euro in più), mentre da Nokia si registra una presa di posizione molto netta: «L’imposizione di questa tassa sulla copia privata è iniqua e ingiustificata». Già, perché adesso arriva pure sui telefonini, per quanto in misura ridotta; così chi acquista legalmente una canzone da Ovi Store o iTunes e ha già versato alla Siae i diritti d’autore, pagherà una seconda volta. Ma se ha un computer pagherà una terza volta (perché l’equo compenso si applicherà anche ai pc), e se decide di copiarla su cd, pagherà anche per il dischetto vergine. Nel corso di un anno – secondo Altroconsumo – una famiglia media italiana spenderà cento euro in più per gli apparecchi tecnologici indicati nel decreto Bondi.
Lo scenario è raccapricciante, incoerente (per un iPhone da 32 Gb si pagano 90 centesimi, ma per un iPod Touch con la stessa memoria 6,44 euro), ma a quanto pare comune a mezza Europa. Per la Siae, anzi, in Francia, i compensi dal 2008 sono il 50 per cento più alti di quelli che saranno introdotti in Italia, e tuttavia hard disk e chiavette usb costano meno che da noi. Anzi: la società, pur affermando che viene «restituita dignità a chi crea e a chi lavora e investe nel settore dei contenuti culturali», spiega in una nota di «non essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa».
E se il presidente di Assinform (associazione delle imprese di informatica) Paolo Angelucci sottolinea che il decreto penalizza l’industria italiana dell’It e il sistema imprenditoriale, «sereno e orgoglioso» del suo provvedimento si dice invece il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Ne ha ben donde: nelle tredici pagine del decreto è stato capace anche di fissare il compenso per un supporto che non ufficialmente non esiste: l’Hd-dvd, è stato abbandonato perfino da Toshiba, che lo aveva inventato.

Col Booklet Nokia sfida Apple

Secondo la società di ricerche Gartner, è marcato Nokia il 45 per cento degli smartphone venduti nel secondo trimestre 2009, in calo rispetto allo scorso anno (47 per cento), mentre Apple passa dal 2,8 al 13,3 per cento e cresce anche Rim (quella del Blackberry). Ma a leggere i report di altri analisti i dati sono assai più negativi, così a Helsinki preparano le contromosse: la prima, annunciata ieri, è un computer con schermo da dieci pollici, batteria che dura fino a dodici ore, porta Hdmi per potersi collegare alla tv.

Un netbook, insomma, che però ha qualcosa del telefonino, come il Gps, fotocamera, connettività a Internet via rete cellulare e wifi, Bluetooth integrato, lettore di schede di memoria. Dal punto di vista tecnico, niente di eclatante, forse il design in alluminio è più curato della media dei netbook, ma niente che non si già visto dare (e meglio) da Apple). Nokia dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita, e per il successo del Booklet saranno determinanti la strategia commerciale e il prezzo, che verranno resi noti il 2 settembre, in occasione del Nokia World di Stoccarda, perché le caratteristiche del Booklet non sembrano – a tutta prima – affatto rivoluzionarie.
Ciò che spinge il gigante dei telefonini a lanciarsi in questo settore non è la voglia di innovare, quanto il tasso di crescita previsto: il 127 per cento, con oltre 26 milioni di nuove unità in circolazione previste per il prossimo anno, mentre il mercato dei personal computer è piatto e si prevede una frenata nel comparto dei cellulari.

«Connettere le persone è da sempre la nostra vocazione e il nostro business e il Booklet 3G per noi è un’evoluzione naturale», commentano alla Nokia, dove già da qualche anno in effetti presentano i propri smartphone come “computer multimediali portatili”. E sottolineano come finalmente stia cominciando a funzionare anche il negozio virtuale Ovi, dove si trovano musica, mappe e programmi per cellulari: annunciato nel 2007, è operativo da qualche mese. Un anno fa, poi, è partito Comes With Music, il servizio che permette di acquistare un numero illimitato di canzoni via telefonino, all’inizio osteggiato degli operatori mobili che lo hanno visto come un concorrente diretto ai propri store musicali, ma attualmente in netta crescita.

Così oggi il colosso finlandese cambia pelle e si trasforma sempre più in un’azienda che produce hardware (non solo cellulari, ma anche computer), e allo stesso tempo punta sui contenuti, proprio come fa Cupertino con il suo iTunes Store. In più firma alcuni accordi strategici: con Intel, che fornirà il processore Atom per il Booklet, e Microsoft, da cui potrebbe arrivare il sistema operativo (forse una versione ridotta del nuovo Windows 7). E soprattutto, cerca di battere sul tempo Steve Jobs, che pare sia prossimo a lanciare un innovativo tablet computer con molte caratteristiche dell’iPhone: potrebbe essere presentato entro l’anno, o al massimo all’inizio del 2010.

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iPhone 3GS, il patto col diavolo di Apple

C’è qualcosa di diabolico nella tecnologia di oggi, un patto faustiano che costringe i produttori a non rimanere mai fermi a contemplare il proprio successo. Non vi si sottrae nemmeno l’iPhone, il gadget più desiderato dello scorso anno: da domani sarà in vendita la nuova versione, invariata esternamente ma più veloce e potente. In Italia sarà distribuito da Apple, oltre a Vodafone e Tim, con un’ampia scelta di piani tariffari in abbonamento, o libero, per l’uso con qualsiasi rete e qualsiasi tariffa.
Le polemiche
In rete le proteste si sono scatenate già da un paio di giorni, quando sono trapelati i prezzi dell’iPhone 3GS: 619 e 719 euro (rispettivamente da 16 e 32 GB senza blocco). Troppo alti, secondo i potenziali acquirenti, delusi anche dal mancato ribasso della versione precedente, che negli Usa ora costa la metà (99 dollari anziché 199), mentre da noi rimane a 499 euro. Il confronto tra i due dati in realtà non è possibile, perché AT&T obbliga ad un abbonamento mensile (70 dollari per due anni), però in Italia il prezzo non si è abbassato nemmeno per chi ha un contratto. «Ladri», «Matti», «Hanno perso un cliente»; i commenti dei potenziali acquirenti sono coloriti, e Vodafone si difende cosi: «Non vogliamo realizzare margini sulla vendita dei terminali ma ampliare al massimo la disponibilità di prodotti che hanno accesso a servizi innovativi come mobile internet e social networking».
Un mercato che cambia
Presentato per la prima volta nel gennaio del 2007 e posto in vendita (ma solo negli Usa) cinque mesi dopo, il telefonino di Apple ha debuttato su scala mondiale nel luglio dello scorso anno, con la seconda generazione, l’iPhone 3G. Da allora è stato venduto in 26 milioni di esemplari e ha segnato per sempre il mondo dei cellulari, tanto che tutti gli apparecchi top dei vari produttori non possono più fare a meno delle funzioni introdotte da Apple: controlli tattili (Multitouch), gestione avanzata delle mail, navigazione su internet più che accettabile nonostante lo schermo di dimensioni ridotte, la possibilità di riprodurre file audio e video, con la qualità che ci si aspetta da chi ha inventato l’iPod.
Come funziona
Con la nuova versione, che abbiamo potuto provare per qualche giorno, è possibile inviare e ricevere Mms, copiare e incollare porzioni di testo, inoltrare messaggi, effettuare ricerche tra programmi, contatti, sms ed e-mail, usare l’iPhone come modem per il computer. Quasi tutti i concorrenti hanno già queste funzioni, ma Steve Jobs e i suoi ingegneri non le avevano ritenute indispensabili; ci hanno ripensato, e da ieri sono disponibili sui vecchi modelli, con un aggiornamento gratuito. Ma solo con il nuovo iPhone 3GS sarà possibile registrare video: grazie alla fotocamera da 3 Megapixel la qualità è buona, e si possono caricare direttamente su YouTube o inviare via Mms. Solo nel nuovo modello c’è la bussola integrata (utile per orientare automaticamente le mappe di Google e capire la direzione da prendere senza capovolgere il telefonino), solo il 3GS ha il Voice Control, per attivare le principali funzioni con la voce: si può chiedere «Che brano?» e l’apparecchio dirà il nome dell’artista e il titolo della canzone che suona.
Che cosa cambia
Nell’iPhone 3GS la S sta per Speed, velocità. Il telefono reagisce più prontamente ai comandi e carica in meno tempo pagine web e mail. Anche la batteria è stata potenziata, e ora dura fino al 50 per cento in più nell’uso come riproduttore multimediale, ma stenta ancora a superare la mezza giornata se si naviga parecchio e si telefona sulla rete 3G. Migliorata anche la grafica, con video e giochi in 3D più definiti. Eppure, con il nuovo sistema operativo, chi già possiede l’iPhone 3G potrebbe trovare poche ragioni che giustifichino l’acquisto (da noi mancano anche gli incentivi offerti da AT& T per cambiare modello) e accontentarsi delle oltre cento funzionalità introdotte con l’aggiornamento. Abbonandosi al servizio MobileMe di Apple, potrà sperimentare «Find my iPhone», che permette di localizzare il telefonino smarrito su una mappa, inviare messaggi a chi lo avesse trovato (o rubato), e cancellare a distanza tutti i dati, le immagini, i contatti. Potrà usare la tastiera in senso orizzontale, e avrà anche il tethering, ossia la possibilità di collegare l’apparecchio al computer e usarlo come modem sulla rete cellulare; la velocità di connessione è molto buona (anche qui, però il 3GS è superiore). Anche qui c’è una pecca, ma non per tutti: con Vodafone al momento il tethering è disabilitato, e dovrebbe essere attivo solo dall’inizio di luglio.