<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BrunoBlog &#187; Nokia</title>
	<atom:link href="http://ruffilli.net/tag/nokia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://ruffilli.net</link>
	<description>Musica e altre aberrazioni</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Aug 2010 10:50:28 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Dopo iPod e hard disk, per Bondi l&#8217;equo compenso si paga anche su hd-dvd</title>
		<link>http://ruffilli.net/2010/01/16/dopo-ipod-e-hard-disk-per-bondi-lequo-compenso-si-paga-anche-su-hd-dvd/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2010/01/16/dopo-ipod-e-hard-disk-per-bondi-lequo-compenso-si-paga-anche-su-hd-dvd/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 08:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Equo compenso]]></category>
		<category><![CDATA[Hd Dvd]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Siae]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=590</guid>
		<description><![CDATA[
Sul sostantivo sono quasi tutti d’accordo, è sull’aggettivo che le polemiche si sprecano. L’equo compenso è una remunerazione dovuta per legge alla Siae per rimediare al mancato guadagno di autori ed editori, i cui introiti vengono erosi dalla copia privata. Esiste da tempo, e torna ora d&#8217;attualità perché il governo ha deciso di estenderlo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-603 aligncenter" title="hd4" src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2010/01/hd4.jpg" alt="hd4" width="634" height="249" /></p>
<p>Sul sostantivo sono quasi tutti d’accordo, è sull’aggettivo che le polemiche si sprecano. L’equo compenso è una remunerazione dovuta per legge alla Siae per rimediare al mancato guadagno di autori ed editori, i cui introiti vengono erosi dalla copia privata. Esiste da tempo, e torna ora d&#8217;attualità perché il governo ha deciso di estenderlo a tutti i supporti su cui è possibile registrare contenuti multimediali: la norma è stata approvata il 30 dicembre scorso e resa nota solo due giorni fa; sarà in vigore a breve, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
<p><strong>Cosa cambia</strong><br />
Oggi chi compra un disco rigido o una memory stick paga solo l’apparecchio, in futuro parte del prezzo d’acquisto andrà anche alla Siae, per il solo presupposto che prima o poi quel supporto sarà usato per registrare o conservare materiale protetto da copyright. Non ha importanza che sull&#8217;hard disk ci siano le copie dei vecchi filmini in Super8, né che la chiavetta usb sia usata per copiare le foto delle vacanze: il governo, che da anni lotta contro la pirateria senza riuscire a sconfiggerla, decide che siamo tutti un po’ colpevoli, anzi, che più memoria usiamo e più lo siamo. Così l’equo compenso è applicato in misura proporzionale alla capacità dei vari supporti: per un hard disk da 1 Terabyte, sarà pari a 10 euro, ma se l&#8217;apparecchio è anche in grado di registrare e riprodurre musica e video, allora salirà a 30 euro. Gli hard disk multimediali costano tra 80 e 150 euro, in percentuale si tratta quindi di un aumento che può superare il 30 per cento: chi lo pagherà? Nelle intenzioni del legislatore, il prezzo finale non dovrebbe salire e la differenza dovrebbe essere coperta dal produttore. Il presidente della Siae Giorgio Assumma, raccogliendo l&#8217;allarme lanciato dalla parlamentare pd Giovanna Melandri, ha sottolineato che la Società degli autori e degli editori «vigilerà con attenzione» perché l’aumento delle quote non si ripercuota sui consumatori».</p>
<p><strong>Le reazioni</strong><br />
Nessun commento da Apple, che con l’iPod ha inventato il più famoso dei riproduttori multimediali (ora il modello da 160 Gb costerebbe 16 euro in più), mentre da Nokia si registra una presa di posizione molto netta: «L’imposizione di questa tassa sulla copia privata è iniqua e ingiustificata». Già, perché adesso arriva pure sui telefonini, per quanto in misura ridotta; così chi acquista legalmente una canzone da Ovi Store o iTunes e ha già versato alla Siae i diritti d&#8217;autore, pagherà una seconda volta. Ma se ha un computer pagherà una terza volta (perché l’equo compenso si applicherà anche ai pc), e se decide di copiarla su cd, pagherà anche per il dischetto vergine. Nel corso di un anno &#8211; secondo Altroconsumo &#8211; una famiglia media italiana spenderà cento euro in più per gli apparecchi tecnologici indicati nel decreto Bondi.<br />
Lo scenario è raccapricciante, incoerente (per un iPhone da 32 Gb si pagano 90 centesimi, ma per un iPod Touch con la stessa memoria 6,44 euro), ma a quanto pare comune a mezza Europa. Per la Siae, anzi, in Francia, i compensi dal 2008 sono il 50 per cento più alti di quelli che saranno introdotti in Italia, e tuttavia hard disk e chiavette usb costano meno che da noi. Anzi: la società, pur affermando che viene «restituita dignità a chi crea e a chi lavora e investe nel settore dei contenuti culturali», spiega in una nota di «non essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa».<br />
E se il presidente di Assinform (associazione delle imprese di informatica) Paolo Angelucci sottolinea che il decreto penalizza l&#8217;industria italiana dell&#8217;It e il sistema imprenditoriale, «sereno e orgoglioso» del suo provvedimento si dice invece il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Ne ha ben donde: nelle tredici pagine del decreto è stato capace anche di fissare il compenso per un supporto che non ufficialmente non esiste: l’Hd-dvd, è stato abbandonato perfino da Toshiba, che lo aveva inventato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2010/01/16/dopo-ipod-e-hard-disk-per-bondi-lequo-compenso-si-paga-anche-su-hd-dvd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Col Booklet Nokia sfida Apple</title>
		<link>http://ruffilli.net/2009/08/25/col-booklet-nokia-sfida-apple/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2009/08/25/col-booklet-nokia-sfida-apple/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 09:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Booklet]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Netbook]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=390</guid>
		<description><![CDATA[
Secondo la società di ricerche Gartner, è marcato Nokia il 45 per cento degli smartphone venduti nel secondo trimestre 2009, in calo rispetto allo scorso anno (47 per cento), mentre  Apple passa dal 2,8 al 13,3 per cento e cresce anche Rim (quella del Blackberry). Ma a leggere i report di altri analisti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2009/08/booklet.jpg"><img src="http://ruffilli.net/wp-content/uploads/2009/08/booklet-300x202.jpg" alt="" title="booklet" width="300" height="202" class="alignnone size-medium wp-image-393" /></a></p>
<p>Secondo la società di ricerche Gartner, è marcato Nokia il 45 per cento degli smartphone venduti nel secondo trimestre 2009, in calo rispetto allo scorso anno (47 per cento), mentre  Apple passa dal 2,8 al 13,3 per cento e cresce anche Rim (quella del Blackberry). Ma a leggere i report di altri analisti i dati sono assai più negativi, così a Helsinki preparano le contromosse: la prima, annunciata ieri, è un computer con schermo da dieci pollici, batteria che dura fino a dodici ore, porta Hdmi per potersi collegare alla tv. </p>
<p>Un netbook, insomma, che però ha qualcosa del telefonino, come il Gps, fotocamera, connettività a Internet via rete cellulare e wifi, Bluetooth integrato, lettore di schede di memoria. Dal punto di vista tecnico, niente di eclatante, forse il design in alluminio è più curato della media dei netbook, ma niente che non si già visto dare (e meglio) da Apple). Nokia dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita, e per il successo del Booklet saranno determinanti la strategia commerciale e il prezzo, che verranno resi noti il 2 settembre, in occasione del Nokia World di Stoccarda, perché le caratteristiche del Booklet non sembrano &#8211; a tutta prima &#8211; affatto rivoluzionarie.<br />
Ciò che spinge il gigante dei telefonini a lanciarsi in questo settore non è la voglia di innovare, quanto il tasso di crescita previsto: il 127 per cento, con oltre 26 milioni di nuove unità in circolazione previste per il prossimo anno, mentre il mercato dei personal computer è piatto e si prevede una frenata nel comparto dei cellulari. </p>
<p>«Connettere le persone è da sempre la nostra vocazione e il nostro business e il Booklet 3G per noi è un’evoluzione naturale», commentano alla Nokia, dove già da qualche anno in effetti presentano i propri smartphone come “computer multimediali portatili”. E sottolineano come finalmente stia cominciando a funzionare anche il negozio virtuale Ovi, dove si trovano musica, mappe e programmi per cellulari: annunciato nel 2007, è operativo da qualche mese. Un anno fa, poi, è partito Comes With Music, il servizio che permette di acquistare un numero illimitato di canzoni via telefonino, all&#8217;inizio osteggiato degli operatori mobili che lo hanno visto come un concorrente diretto ai propri store musicali, ma attualmente in netta crescita.</p>
<p>Così oggi il colosso finlandese cambia pelle e si trasforma sempre più in un’azienda che produce hardware (non solo cellulari, ma anche computer), e allo stesso tempo punta sui contenuti, proprio come fa Cupertino con il suo iTunes Store. In più firma alcuni accordi strategici: con Intel, che fornirà il processore Atom per il Booklet, e Microsoft, da cui potrebbe arrivare il sistema operativo (forse una versione ridotta del nuovo Windows 7). E soprattutto, cerca di battere sul tempo Steve Jobs, che pare sia prossimo a lanciare un innovativo tablet computer con molte caratteristiche dell’iPhone: potrebbe essere presentato entro l&#8217;anno, o al massimo all&#8217;inizio del 2010.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2009/08/25/col-booklet-nokia-sfida-apple/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>iPhone 3GS, il patto col diavolo di Apple</title>
		<link>http://ruffilli.net/2009/06/18/iphone-3gs-il-patto-col-diavolo-di-apple/</link>
		<comments>http://ruffilli.net/2009/06/18/iphone-3gs-il-patto-col-diavolo-di-apple/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 08:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruno Ruffilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>
		<category><![CDATA[3GS]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ruffilli.net/?p=353</guid>
		<description><![CDATA[C’è qualcosa di diabolico nella tecnologia di oggi, un patto faustiano che costringe i produttori a non rimanere mai fermi a contemplare il proprio successo. Non vi si sottrae nemmeno l&#8217;iPhone, il gadget più desiderato dello scorso anno: da domani sarà in vendita la nuova versione, invariata esternamente ma più veloce e potente. In Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è qualcosa di diabolico nella tecnologia di oggi, un patto faustiano che costringe i produttori a non rimanere mai fermi a contemplare il proprio successo. Non vi si sottrae nemmeno l&#8217;iPhone, il gadget più desiderato dello scorso anno: da domani sarà in vendita la nuova versione, invariata esternamente ma più veloce e potente. In Italia sarà distribuito da Apple, oltre a Vodafone e Tim, con un&#8217;ampia scelta di piani tariffari in abbonamento, o libero, per l&#8217;uso con qualsiasi rete e qualsiasi tariffa.<br />
<strong>Le polemiche</strong><br />
In rete le proteste si sono scatenate già da un paio di giorni, quando sono trapelati i prezzi dell&#8217;iPhone 3GS: 619 e 719 euro (rispettivamente da 16 e 32 GB senza blocco). Troppo alti, secondo i potenziali acquirenti, delusi anche dal mancato ribasso della versione precedente, che negli Usa ora costa la metà (99 dollari anziché 199), mentre da noi rimane a 499 euro. Il confronto tra i due dati in realtà non è possibile, perché AT&amp;T obbliga ad un abbonamento mensile (70 dollari per due anni), però in Italia il prezzo non si è abbassato nemmeno per chi ha un contratto. «Ladri», «Matti», «Hanno perso un cliente»; i commenti dei potenziali acquirenti sono coloriti, e Vodafone si difende cosi: «Non vogliamo realizzare margini sulla vendita dei terminali ma ampliare al massimo la disponibilità di prodotti che hanno accesso a servizi innovativi come mobile internet e social networking».<br />
<strong>Un mercato che cambia</strong><br />
Presentato per la prima volta nel gennaio del 2007 e posto in vendita (ma solo negli Usa) cinque mesi dopo, il telefonino di Apple ha debuttato su scala mondiale nel luglio dello scorso anno, con la seconda generazione, l&#8217;iPhone 3G. Da allora è stato venduto in 26 milioni di esemplari e ha segnato per sempre il mondo dei cellulari, tanto che tutti gli apparecchi top dei vari produttori non possono più fare a meno delle funzioni introdotte da Apple: controlli tattili (Multitouch), gestione avanzata delle mail, navigazione su internet più che accettabile nonostante lo schermo di dimensioni ridotte, la possibilità di riprodurre file audio e video, con la qualità che ci si aspetta da chi ha inventato l&#8217;iPod.<br />
<strong>Come funziona</strong><br />
Con la nuova versione, che abbiamo potuto provare per qualche giorno, è possibile inviare e ricevere Mms, copiare e incollare porzioni di testo, inoltrare messaggi, effettuare ricerche tra programmi, contatti, sms ed e-mail, usare l&#8217;iPhone come modem per il computer. Quasi tutti i concorrenti hanno già queste funzioni, ma Steve Jobs e i suoi ingegneri non le avevano ritenute indispensabili; ci hanno ripensato, e da ieri sono disponibili sui vecchi modelli, con un aggiornamento gratuito. Ma solo con il nuovo iPhone 3GS sarà possibile registrare video: grazie alla fotocamera da 3 Megapixel la qualità è buona, e si possono caricare direttamente su YouTube o inviare via Mms. Solo nel nuovo modello c&#8217;è la bussola integrata (utile per orientare automaticamente le mappe di Google e capire la direzione da prendere senza capovolgere il telefonino), solo il 3GS ha il Voice Control, per attivare le principali funzioni con la voce: si può chiedere «Che brano?» e l&#8217;apparecchio dirà il nome dell&#8217;artista e il titolo della canzone che suona.<br />
<strong>Che cosa cambia</strong><br />
Nell&#8217;iPhone 3GS la S sta per Speed, velocità. Il telefono reagisce più prontamente ai comandi e carica in meno tempo pagine web e mail. Anche la batteria è stata potenziata, e ora dura fino al 50 per cento in più nell&#8217;uso come riproduttore multimediale, ma stenta ancora a superare la mezza giornata se si naviga parecchio e si telefona sulla rete 3G. Migliorata anche la grafica, con video e giochi in 3D più definiti. Eppure, con il nuovo sistema operativo, chi già possiede l&#8217;iPhone 3G potrebbe trovare poche ragioni che giustifichino l’acquisto (da noi mancano anche gli incentivi offerti da AT&amp; T per cambiare modello) e accontentarsi delle oltre cento funzionalità introdotte con l&#8217;aggiornamento. Abbonandosi al servizio MobileMe di Apple, potrà sperimentare «Find my iPhone», che permette di localizzare il telefonino smarrito su una mappa, inviare messaggi a chi lo avesse trovato (o rubato), e cancellare a distanza tutti i dati, le immagini, i contatti. Potrà usare la tastiera in senso orizzontale, e avrà anche il tethering, ossia la possibilità di collegare l&#8217;apparecchio al computer e usarlo come modem sulla rete cellulare; la velocità di connessione è molto buona (anche qui, però il 3GS è superiore). Anche qui c’è una pecca, ma non per tutti: con Vodafone al momento il tethering è disabilitato, e dovrebbe essere attivo solo dall&#8217;inizio di luglio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://ruffilli.net/2009/06/18/iphone-3gs-il-patto-col-diavolo-di-apple/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
