Archivio

Posts Tagged ‘Pink Floyd’

E’ vietato fare a pezzi i Pink floyd

Sir Andrew Morritt ha 72 anni, ma una sua decisione potrebbe cambiare il modo in cui i giovani ascoltano la musica. Il giudice inglese ha infatti stabilito che la Emi non può vendere su iTunes Store o altri negozi digitali i singoli brani dei Pink Floyd, ma deve rispettare l’integrità artistica degli album, distribuendoli solo come erano stati concepiti originariamente. Da anni Gilmour e compagni non pubblicano 45 giri, ora hanno ottenuto che non ne esistano nemmeno in forma digitale, senza il loro consenso. Che finora non c’è stato: per questo la casa discografica dovrà pagare 40 mila sterline di spese legali più una multa da stabilire. Crolla così uno dei capisaldi di iTunes e della musica digitale sul web: bisogna comprare tutto il disco, e non si può più scegliere di acquistare una sola canzone a 99 centesimi (in realtà, poi, le tracce di The Final Cut o The Dark Side of the Moon costano 1,29 euro per scelta della Emi, ma qui si direbbe che i Pink Floyd non si siano opposti).

L’argomento è dibattuto da tempo, prima ancora che Steve Jobs lanciasse il suo negozio virtuale di musica, che oggi è il più grande del mondo con oltre 10 miliardi di canzoni vendute in meno di sette anni. L’idea è semplice: non sempre un disco vale il suo prezzo intero perché, a parte due o tre canzoni, il resto serve per giustificare il prezzo di un cd. Con il digitale questo limite non esiste e si è affermato il modello della canzone singola, che ha portato a una frantumazione sempre maggiore della musica e al tramonto del concept album. C’è chi dice no, come gli Ac/Dc (ma su iTunes mancano pure i Beatles e Frank Zappa) e c’è chi ne è entusiasta: ad esempio i Radiohead, che da qualche tempo pubblicano solo canzoni sparse.

La sentenza dell’Alta Corte londinese, giunta ieri dopo oltre un anno di battaglie legali, si basa su un’interpretazione del contratto che lega i Pink Floyd alla multinazionale britannica secondo cui con «record» si intende non il 33 giri o il compact disc, ma l’album come successione di brani. Di parere opposto, ovviamente, i legali della Emi, che hanno sottolineato come nel ‘99 non esistesse la distribuzione musicale sul web e che quindi l’accordo fosse valido soltanto per i supporti fisici.

Così, in attesa di un pronunciamento definitivo, i dischi dei Pink Floyd si possono ancora acquistare a pezzetti. La classifica italiana di iTunes è questa: prima Wish You Were Here dal disco omonimo, seconda Another Brick in the Wall, Pt. 2, terza Hey You, poi Mother e Another Brick in the Wall, Pt. 1, tratte da The Wall. I successivi 96 brani fanno tutti parte del cofanetto Oh by the Way (16 cd, per un totale di 130 euro in digitale) e si spera che i Pink Floyd non invochino anche qui l’integrità artistica.

Categorie:Musica Tag: , , ,