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Scissor Sisters, la mistica del dancefloor

Night Work è uscito da una settimana e le Scissor Sisters sono a Malta per presentarlo da vivo: con oltre cinquantamila spettatori, il concerto di Isle of Mtv è uno degli appuntamenti più importanti per il quartetto americano. In Italia arriveranno fra due settimane, a Vigevano, ma sotto il sole mediterraneo Jake Shears pensa ancora a Glastonsbury, dove Kylie Minogue è salita sul palco accanto a lui e Ana Matronic: “E’ stato fantastico, uno dei giorni migliori della mia vita”.

Il terzo album delle Scissor Sisters esce quasi contemporaneamente ad Aphrodite di Kylie Minogue, che contiene una canzone scritta da te ed è realizzato dallo stesso produttore. Non avete paura di farvi concorrenza?
“La collaborazione con Kylie va avanti da anni: ci troviamo molto bene, siamo certi che faremo altre cose insieme. Per il produttore, invece, è una coincidenza: quando ci siamo conosciuti, Stuart Price non aveva ancora registrato Confessions On A Dancefloor, ma non avevamo dubbi sul suo talento. Semmai sul mio: mi fece ascoltare i provini di Hung Up e io gli dissi che ero molto perplesso. Mi sbagliavo, è stato uno dei più grandi successi di Madonna”.
Ma Night Work è un disco che guarda anche al passato, con citazioni da tutto il dizionario del pop: dagli Abba a Bowie, dai Pet Shop Boys ai Village People…
“Penso che sia una cosa comune a tutta la musica, pure gli Stones imitavano Muddy Waters. Intanto, per noi è un disco molto Scissor Sisters, che ridefinisce il nostro vocabolario musicale”.
Come mai avete cancellato l’album che avevate già registrato e deciso di ricominciare da capo?
“La musica era buona, ma non il risultato che cercavamo di raggiungere”.
E la vostra casa discografica come ha reagito?
“Magari non gli avrà fatto piacere, ma non avevano alternative. Avrebbero dovuto cantare da soli le canzoni”.
Il disco è arrivato su internet prima che nei negozi. E’ inevitabile?
“In realtà è successo al momento giusto: non un mese prima, che sarebbe stato un disastro, ma appena qualche giorno. Ci è servito perché tutti ne parlassero sui blog, alla fine è diventata tutta pubblicità gratuita. Anzi, se non lo avesse fatto qualcun altro, sarei stato io stesso a diffonderlo su internet da qualche parte”.
Mentre invece tu hai  scelto di pubblicizzarlo tramite un sito web di escort maschili. Ma costa davvero 11.99 dollari affittare Jake Shears per una sera?
“Per molti è una cifra perfino troppo alta, con la crisi. Sono fiero di me, è stato un ottimo mezzo di promozione. E poi dimostra il mio amore per la band: mica tutti si prostituiscono per la musica”.
Nel disco si parla molto di sesso. Come mai?
“Dopo che abbiamo cancellato la prima versione dell’album, mi sono trasferito a Berlino per due mesi; lì ho ricominciato a sentirmi sexy, non mi succedeva da tempo”.
Che significa essere sexy?
“Essere curiosi nei confronti del mondo, delle persone, delle cose intorno a te. E questo si vede nel disco, è aperto ed estroverso, da ballare col corpo ma anche con la mente”.
Come si spiega allora il tono oscuro di Invisible light, ad esempio?
“E’ una canzone che parla di essere fuori se stessi, lasciar andare il cervello, aprire il popper e viaggiare fino a Marte. Un momento esaltante, ma dopo ogni volta mi fa riflettere su come siamo fragili, sulla nostra mortalità. Apre una prospettiva diversa della vita, a volta anche oscura”.
Una mistica del dancefloor?
“Le discoteche sono perfette per queste esperienze. C’è una specie di spirito tribale, un legame tra gli individui che è più grande e più forte anche della religione”.
Con cui spesso le Scissor Sister hanno polemizzato. Anni fa, in un concerto italiano, definiste “fascista” il Papa.
“Provengo da una famiglia cristiana e comprendo i valori della religione, ma è orribile che i rappresentanti di un dio impongano norme di condotta. Poter usare i condom per me è un diritto fondamentale, perché contribuisce a salvare delle vite umane, negarlo a qualcuno è sbagliato”.