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Con Spotify la musica non si scarica più

Prima la musica ha abbandonato il supporto fisico, e con il boom degli Mp3 non c’è stato più bisogno di avere in casa compact disc e vinili, diventati feticci per collezionisti. Ora non è nemmeno indispensabile possedere le canzoni, basta collegarsi a internet e cercare un sito che le trasmetta in streaming. A rivelarlo è un sondaggio del Guardian, secondo cui due adolescenti inglesi su tre ascoltano regolarmente musica in questo modo, e per un terzo dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni è un’abitudine quotidiana. Parallelamente – ed è questa la buona notizia per i discografici – calano gli utilizzatori dei programmi di peer to peer: se lo scorso anno il 42 per cento degli intervistati ammetteva di aver scaricato illegalmente brani da internet, all’inizio dell’anno la percentuale è scesa al 26 per cento. Il calo si spiega anche con la qualità dei file scaricati, non sempre ottimale, e col pericolo concreto di ritrovarsi sul computer un virus invece di una canzone.

Così oggi ai ragazzi la musica arriva soprattutto tramite Youtube, con videoclip e spezzoni dal vivo, e Spotify (non ancora disponibile in Italia), dove prima di ogni brano è inserito un breve spot pubblicitario. E in entrambi i casi non sono le canzoni a generare i guadagni, ma la pubblicità: è lo stesso meccanismo con cui si mantengono le tante web radio e Last.fm, il più famoso dei siti di streaming, con oltre 300 milioni di iscritti in 200 Paesi. «La pirateria rimane un problema gravissimo, ma anche da noi il download illegale e’ in calo», osserva Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana «Tra i ragazzi cresce l’uso dei social network per condividere canzoni e video. E’ un modo per recuperare una dimensione emotiva, per parlare di un brano che ti ha colpito, di un concerto che hai visto». Certo, bisogna avere una connessione veloce, ma oggi la tecnologia permette di ascoltare musica in streaming e connettersi a Youtube e Facebook anche con un telefonino. Il mercato si allarga e si divide in mille nicchie: aumentano ancora gli acquisti legali di canzoni su internet, ma intanto l’industria punta sui videogiochi, sugli abbonamenti via cellulare (Nokia), sulle grandi tournée, sul merchandising. E se in cime alle top ten di mezzo mondo c’è l’opera omnia di Michael Jackson, negli Usa è entrata in classifica anche una maglietta: disegnata dal rapper Mos Def, viene venduta online e nei negozi di dischi e ha sul cartellino un codice che permette di scaricare l’album.